La Medicina, la Farmaceutica, la ricerca del magico, le false e le vere terapie / e. Tendi

Teatrim Sanitatis". sec. XIV

Dal metodo Di Bella all’omeopatia, fino al rifiuto dei vaccini: la storia della salute oscilla da sempre tra scoperte scientifiche e il ricorso all’irrazionale. Se la medicina basata sulle prove si scontra oggi con compromessi commerciali, tecnofobie e la diffidenza verso lo strapotere delle lobby farmaceutiche, l’essere umano, di fronte all’incurabile, finisce ancora per spogliarsi della logica e cercare il sovrannaturale


KW
Evidence based medicine, Medicina popolare, Superstizione, Stregoneria e medicina,

Sintesi by Gemini

I precedenti storici: Il siero Bonifacio e il metodo Di Bella sono esempi storici italiani di terapie prive di validità scientifica, la cui totale inefficacia è stata dimostrata dalla scienza.

Dalle illusioni alla tecnofobia: Nonostante i fallimenti passati, il rifiuto della medicina scientifica persiste, evolvendosi in “tecnofobia” e rifiuto emotivo del progresso, spesso alimentato dall’ostilità verso lo strapotere delle industrie farmaceutiche.

La resistenza ai vaccini: Un esempio recente di questa tendenza è l’opposizione ai vaccini contro il Covid-19 (fenomeno evidente ancora nel 2026), che si mantiene nonostante i dati epidemiologici abbiano ampiamente dimostrato la loro efficacia nel ridurre drasticamente i decessi rispetto ai non vaccinati.

Il paradosso dell’omeopatia: In Europa, accanto alla medicina basata sulle prove scientifiche, sopravvive il mercato dell’omeopatia, sostenuto da interessi economici (in Italia muove 200-300 milioni di euro l’anno) anziché dall’efficacia reale.

Contraddizioni legislative: La legge italiana genera confusione nei cittadini definendo questi prodotti “medicinali” e riservandone la vendita alle farmacie, pur imponendo l’etichetta “senza indicazioni terapeutiche approvate”, che ne attesta l’inefficacia medica.

Prospettive future ed etica: Di fronte all’ineluttabile, alla fragilità umana rimarrà sempre un bisogno di sovrannaturale o di magia; ma potremmo recuperare nelle persone una maggior coscienza critica e fiducia nella scienza, se anche l’industria della salute adottasse comportamenti più etici e meno orientati al profitto, comportamenti che dovrebbero esser guidati da una sperata, anche se improbabile, futura e complessa politica globale.


La Medicina, la Farmaceutica, la ricerca del magico, le false e le vere terapie / Enrico Tendi

Questo articolo nasce da un poster di Giuseppe Gamerra, trovato su Facebook, che ben descrive e ben commenta la vicenda Di Bella, che ricordo bene, perché la sanità fiorentina ebbe un ruolo chiave nel dimostrare l’assoluta inefficacia della terapia proposta: Eva Buiatti, epidemiologa del Centro Studi Prevenzione Oncologica (C.S.P.O.) di Firenze, ebbe un ruolo importante nella valutazione della sperimentazione; il colonnello Giocondo Santoni, dell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, preparò il farmaco secondo le indicazioni del prof. Di Bella, e la Farmacia Ospedaliera di Careggi si occupò dell’invio del farmaco ai vari centri. Oltre il caso Di Bella, Giuseppe Gamerra ricorda il siero Bonifacio e altri casi in cui le persone finiscono per affidarsi a pratiche irrazionali.

E’ una storia antica: quando la medicina non offre più speranze, o quando la malattia viene percepita come punizione divina, rimane solo il ricorso al sovrannaturale. Negli anni ’50 e ’60, Ernesto de Martino (importante antropologo) documentò che, nel Sud Italia, tra la gente meno acculturata e più povera, si ricorreva a fattucchiere e maghi per scacciare la “fascinatura” o “male di luna” (depressione grave) e l’epilessia (1)

In Germania clamoroso il caso di Anneliese Michel, romanzato nel film The Exorcism of Emily Rose. Anneliese era epilettica, in più gravemente depressa. La famiglia rifiutò le cure e si affidò a due sacerdoti per “scacciare il demonio”. Anneliese morì di malnutrizione e disidratazione Era il 1976.(2).

Se ormai non esiste più alcun dubbio su questi casi, se forse nessuno più in Europa ricorre alla fattucchiera o al mago per scacciare il malocchio, abbiamo però tutti visto come è facile cascare in un’altra trappola: il rifiuto emotivo del progresso tecnologico, spesso visto come complotto economico. Chiamiamola tecnofobia. Siamo nel 2020, c’è il Covid e ci sono i no vax. Non è gente che vive in un‘isola deserta quella che rifiuta la vaccinazione. In USA, ora, 2026, addirittura il ministro della Sanità è contrario ai vaccini. Nonostante che, nel caso del Covid, l’analisi oggettiva dei dati abbia confermato l’efficacia della vaccinazione nel ridurre drasticamente i decessi. in particolare Il rischio di andare incontro a un decesso per complicanze gravi da Covid-19 è risultato inferiore di circa il 74% nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati, e il tasso di mortalità tra i non vaccinati è arrivato a essere fino a 6-9 volte più alto rispetto a chi aveva ricevuto le dosi booster.” (3)

. E vediamo anche il rovescio di questa medaglia: rifiutarsi di vedere quello che è ovvio. Se l l’impatto economico ed il numero dei casi relativo al siero Bonifacio e al metodo Di Bella è stato modesto, ancora oggi, anche se i tempi sembrano mutati, in questa nostra civiltà tecnologica, in Europa, dove si sono affermati l’Evidence based medicine, (medicina basata sulle prove) e i centri Cochrane (di fatto il metodo scientifico di Galileo), viene pacificamente accettata, una clamorosa incongruenza: si vendono in farmacia, con un impatto economico (in Italia) di 200-300 milioni annui (4), i “ Medicinali omeopatici”), che per legge, devono riportare sulla confezione il seguente avviso «medicinale omeopatico senza indicazioni terapeutiche approvate»(5), il che vuol dire, chiaramente, che non sono medicinali e non curano nessuna malattia. Chiamarli “medicinali” e limitarne la vendita in Farmacia è un trucco, più dolcemente un compromesso, per confondere la gente. La ragione ufficiale è “per garantirne la sicurezza”. Ma il risultato è che, se si chiamano medicinali e se si vendono in farmacia, la gente è autorizzata, e indirizzata, a pensare che una certa efficacia ce l’abbiano. Per questi “medicinali” gli italiani spendono duecento/trecento milioni ogni anno. Nel 2017, il Comitato Nazionale per la Bioetica propose formalmente di eliminare la parola medicinale” e sostituirla con “preparato”, chiedendo che venisse aggiunta la dicitura: «di efficacia non convalidata scientificamente», ma il timore di affondare un florido mercato (sopratutto francese), ebbe il sopravvento e l’Europa bocciò la richiesta.

Ma che cosa è l’omeopatia? Nel 1790, il medico tedesco Christian Hahnemann, legge in un testo di medicina di allora, che il famoso dr. Cullen sperimentando su di sé la china, ormai noto medicinale anti malarico, aveva avuto sintomi “di febbri intermittenti”. Hahnemann si chiede come sia possibile che, in un sano, la china provochi febbri simili a quelle dei malati di malaria, che proprio la china cura. Ne deduce che le malattie si devono curare con quei prodotti che nei sani provocano i sintomi della malattia stessa.(6) Insomma, se avete la febbre, la curerete con qualcosa che la febbre vi fa venire, ma la dose da usare sarà minima, piccolissima, perché minore è la quantità usata, maggiore è l’effetto. In parole povere, meno zucchero metterete nel vostro bicchiere e, più dolce diventerà la vostra acqua. Poi bisogna sapere che, per funzionare il preparato deve essere “dinamizzato”, cioè scosso secondo una procedura cerimoniale in contenitori d’argento, e non è male sapere che, a determinate diluizioni, la probabilità che nella soluzione vi sia anche una sola molecola, è nulla. (7) Per ultimo, la sintomatologia descritta da Culen non è mai stata confermata. Si può approfondire cercando in rete “Bienveniste e la memoria dell’acqua”(8)(9) e leggere la posizione ufficiale sugli omeopatici dell’agenzia Italiana del Farmaco, nel sito di AIFA (digitare AIFA medicinali omeopatici), L’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) non si occupa direttamente della valutazione, dell’approvazione o delle posizioni scientifiche sui medicinali omeopatici.

Quando la medicina non offre più speranze, o quando la malattia è vista come una punizione divina, rimane solo il ricorso al sovrannaturale. La magia è un precursore della medicina? La medicina è un’arte divina? Asclepio nasce mortale e poi viene venerato come un dio, i farmaci guariscono ed avvelenano, nell’ America precolombiana quasi tutte le divinità esercitavano poteri medici, le malattie erano portate da divinità diverse. Oggi possiamo dire che la medicina ed i farmaci sono sempre più efficaci e sicuri, ma ci saranno sempre situazioni che non si possono risolvere. In quei momenti l’uomo ritorna nudo. Di fronte all’impossibile cerca il soprannaturale. Qualcuno prega il proprio Dio, in attesa di un miracolo, qualcun altro prova la strada della magia. Nell’era moderna Medicina e Farmaceutica sono potenti industrie, potenti perché davvero efficaci, potenti per il flusso economico che muovono e per il potere reale che esercitano, — inteso come capacità di influenzare le agende politiche, la capacità di far fronte alle crisi economiche e l’impatto diretto sulla vita quotidiana e sulla sopravvivenza delle popolazioni. In questa posizione possono anche abusare del potere che hanno, ed allora ci troviamo di fronte a ribellioni spontanee, rifiuti irrazionali, nella ricerca di un mondo più pulito.

Non propongo soluzioni. Ho cercato di spiegare quello che è successo: perché tanta gente si è affidata a metodi clinici privi di un razionale scientifico. Perché tante altre persone hanno rifiutato farmaci chiaramente efficaci? Perché migliaia di persone spendono i propri soldi per preparati che dichiarano di non avere alcun effetto curativo? Dovremmo chiederci anche perché tanta gente continua a fumare, quando è dal 1950 che è noto che il fumo provoca il carcinoma polmonare; perché tanta gente usa droghe pesanti, e tanti altri comportamenti deviati.

Non credo che le cose potranno cambiare molto nel caso del ricorso al sovrannaturale. Non è possibile togliere la speranza di un aiuto divino. Negli altri casi una informazione comprensibile e costante alla popolazione potrebbe aiutare. Ma è soprattutto la politica che dovrebbe esser capace di intervenire, per portare, l’industria della salute verso un comportamento etico e meno orientato al profitto; ed è francamente un’impresa difficile: L’industria farmaceutica e dei prodotti sanitari è una potente lobby che si muove con mezzi economici enormi e cerca di interferire a proprio vantaggio sulla validità dei brevetti, sulle le politiche di prezzo dei farmaci e dei dispositivi medici, preme sulle agenzie regolatorie, fornisce a medici e farmacisti la propria informazione di parte. Un solo stato non ha speranze, ed una politica globale è ancora da costruire.

  1. Ernesto de Martino “Sud e Magia” Feltrinelli 1959
  2. Hans Christian Schmid “Requiem” 2006; Scott Derrickson The exorcism of Emily Rose (2005)
  3. Istituto Superiore di Sanità (ISS) Report esteso del 14 settembre 2022
  4. Risposta di Gemini alla domanda “che impatto economico ha il mercato degli omeopatici in Italia” 21/05/2026
  5. Mandato Europeo (2001 Direttiva 2001/83/CE art 69; Recepita in Italia (2006): D.L. n. 219 24 aprile 2006, art. 85
  6. Alberto Lodispoto “L’altra medicina, Omeopatia” suppl. Europeo 1980 pag 13
  7. Vedi costante di Avogadro
  8. MedBunker – Le scomode verità: Omeopatia: l’incredibile caso del dottor Benveniste (III parte)
  9. Davenas, E. “Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against “ Nature vol.333 1988

Enrico Tendi


Il testo ispiratore di Giuseppe Gamerra

ing industriale prima, poi docente elettronica, presso Varie (1975–presente) 6 mag

Vi ricordate del dott. Di Bella, quello che curava il tumore con la somatostatina? Cosa ne pensate? In Italia il suo protocollo venne riconosciuto di ben scarsa efficacia. Furono fatte sperimentazioni per ordine del ministero della sanità e si stabilì che era pochissimo efficiente, ma questo era pure risaputo da anni nel mondo delle scienze medicina. Ci furono rozzi tentativi di incolpare le sperimentazioni fatte, dicendo che non si era purificato bene il farmaco dall’acetone. Nella descrizione dell’esperimento si parlava di una parte su 5000 e loro dissero che era quello che aveva intossicato i pazienti: loro usavano la cartina di tornasole ed arrivavano al 3% di purificazione. Vennero platealmente sfanculati dall’istituto chimico dell’esercito. A questo punto Di Bella convinto della sua scienza andò in Canada. Alla prima sua apparizione in conferenza dopo mezzora che parlava sì trovò solo nella sala, l’assurditá ed il vuoto dei discorsi fecero strage degli ascoltatori intervenuti perché interessati e che speravano qualcosa di nuovo, innovativo e sensato. A questo punto con le pive nel sacco andò in Argentina e se ne tornò in Italia di nuovo con le pive nel sacco. I dettagli di cosa successe in Argentina me li sono persi, evidentemente il suo mito era ormai tramontato. Non è il primo né l’unico caso di “miracoli” medici in. Italia, e non c’è ne furono solo in Italia. E ce ne sono stati anche dopo in Italia. In qualche caso furono anche in buona fede come quello del veterinario dott.Bonifacio. Lui aveva scoperto che le capre non si ammalano di cancro e quindi proponeva estratti di escrementi di capra. Non so quale sia l’elemento ma nella cacca di capra qualcosa di buono deve restare. La capra si sintetizza da sola l’acido ascorbico…Forse anche Di Bella nel suo delirio ci credeva, come d’altra parte a me lavorando in azienda mi contattavano i vari inventori della notte. Tutti avevano strabrevettato la loro invenzione e qualcuno arrivava anche con fior di papiri legali da firmare prima di accedere ai loro segreti. 8 volte su 10 era un moto perpetuo…ignoranza convinta di essere scienza. Ma veniamo al caso Di Bella. Ci fu un cancan mediatico orchestrato da Mediaset che infarcì telegiornali e trasimissioni varie, ovviamente mettendo in luce la mancanza di attenzione del ministero della sanità. Il ministero della sanità venne costretto a furore di Tv a fare la sperimentazione anche se gli addetti del settore sapevano benissimo che era tutta una balla.Tra l’altro Di Bella non esibì mai nessun caso clinico documentato, nessuna documentazione scientifica con un minimo di attendibilità. Ma il rumore fatto da Mediaset, suppongo proprio solo per rompere al governo ed al ministro della sanità di allora Rosi Bindi, fruttò a Di Bella una marea di clienti che sborsavano un sacco di quattrini. Anche suo figlio, medico pure lui si unì alla “missione”. Se non che dopo un po’ arrivavano i morti con banali tumori curabilissimi con le cure convenzionali del momento. E comunque nessuno si salvò con la cura del miracolo, tanto meno il portafoglio delle famiglie che la avevano pagata e si parlava di decine di milioni per caso. Incominciarono a fioccare le querele e le denunce e non poche. Divenne lampante che era una montatura gonfiata dalle tv Mediaset pure. Quando Di Bella padre morì il figlio rinunciò all’eredità: con tutte quelle denunce c’era ben poco da guadagnare anzi c’era molto da perdere. Certamente che anche una denuncia a Mediaset sarebbe stata più che giusta, perché il tutto era stato fatto per creare disturbo politico con effetti collaterali pesantissimi per molti veri malati e le loro famiglie. Comunque l’intervento di propaganda fu fatto in modo estremo quasi e, benché molti medici fossero più che sicuri che era tutto un balla nemmeno documentata, nessuno si espose fino alla fine della sperimentazione ufficiale.


Immagine in evidenza

Immagine tratta dal Teatrim Sanitatis (più correttamente Tacuinum Sanitatis o Theatrum Sanitatis) : è uno dei cicli iconografici più affascinanti del Medioevo. Si tratta di un manuale illustrato di salute e benessere del XIV secolo, derivato da un trattato medico arabo dell’XI secolo (Taqwīm al ṣiḥḥa di Ibn Buṭlān).
Nel Trecento viene tradotto, adattato e soprattutto illustrato nelle corti europee — in particolare Milano, Pavia, Parigi.
Contiene una serie di mininiature che mostrano:
– piante, frutti, erbe medicinali
– attività quotidiane (mangiare, dormire, lavorare, amare)
– scene di vita contadina e cortese
– consigli di igiene, dieta, equilibrio degli umori

Sono immagini vive, teatrali, narrative: ecco perché a volte il titolo viene reso come Theatrum Sanitatis.

La sua importanza
1) È un ponte tra medicina araba e cultura europea
La scienza medica araba entra nei codici miniati occidentali.
2) È una delle prime “enciclopedie visive” della salute
Ogni immagine è un consiglio pratico: cosa mangiare, come vivere, cosa evitare.
3) È una finestra sulla vita quotidiana del Trecento
Abiti, utensili, gesti, architetture: tutto è rappresentato con precisione quasi etnografica