Bindi, Rosy
Una sanità uguale per tutti: perché la salute è un diritto / Rosy Bindi ; con la collaborazione di Chiara Rinaldini. – Milano : Solferino, 2025. – 174 p. ; 22 cm. – (Saggi).) – [ISBN] 978-88-282-1645-2.
Indice
• La lezione dimenticata
• 1. Riforme e controriforme
• 2. Una crisi di sistema?
• Un sistema sottofinanziato
• Ma non erano eroi?
• 3. Il sistema ibrido
• I tre mercati
• La spesa farmaceutica
• Le assicurazioni sono la soluzione?
- 4. Fare profitti o fare salute?
• Le grandi holding
• Ogni prestazione ha un costo
• Un’azienda singolare
• Medici: dentro o fuori? • 5. La cura delle fragilità
• I dimenticati
• A quando le risorse per la non autosufficienza? • 6. L’Italia spezzata
• 7. Il tempo dell’impegno • per non dimenticare . A volte ritornano
• Una studiata strategia mediatica
• Fronteggiare un’emergenza sanitaria
• La sperimentazione necessaria
• Invasioni di campo
• Libertà di cura contro regole della cura
• Un’anomalia italiana?
• Note
• Bibliografia
• Ringraziamenti
DESCRIZIONE DELL’EDITORE
«La salute degli italiani oggi è fra le migliori del mondo.» E c’è un motivo preciso, secondo Rosy Bindi, che si chiama “Servizio sanitario nazionale”. Ma oggi questo bene di tutti è a rischio. Per non perderlo occorre reagire e invertire la rotta innescata dalla cronica mancanza di risorse, da una progressiva privatizzazione e dall’autonomia differenziata delle regioni. Il nostro sistema resta un presidio di civiltà fondamentale, che possiamo ancora permetterci e sul quale vale la pena investire, correggendo le disfunzioni che conosciamo e fermando i tentativi in atto di puntare su un modello assicurativo più iniquo e costoso. A venticinque anni dalla riforma che porta il suo nome, l’autrice sgombra il campo dalle ricostruzioni di parte e dalle polemiche inutili e avanza proposte, chiare e coraggiose, volte a promuovere la rinascita di un servizio basato su equità, solidarietà e trasparenza. Con un’analisi lucida e senza sconti per nessuno smaschera le contraddizioni di una trasformazione piegata alla logica del profitto. E ricorda che tutti possono e devono battersi per difendere il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione.
Presentazione recensione di Enrico tendi
Rosy Bindi affronta la storia della sanità nel dopoguerra con una visione nettamente politica. Difende appassionatamente il Servizio Sanitario Nazionale come bene comune e diritto costituzionale, e ne ricostruisce la nascita come frutto della forte spinta popolare verso diritti civili e riforme sociali. Mette in luce che la legge che istituisce il SSN rende effettivo l’art.32 della costituzione, e sfugge dalle logiche di mercato, ed è avversata dalla destra, nazionale ed internazionale, contraria a questa visione. Poi ci ricorda le difficoltà economiche e politiche del periodo, particolarmente tumultuoso, in cui il SSN nasce. Difficoltà economiche che rimangono costanti tuttora. Da subito sono il pretesto per ricercare la riforma della Riforma, supportata in campo internazionale, con l’avvio delle politiche neoliberista della Thatcher e di Reagan, (quello che voleva affamare la “bestia” cioè lo stato sociale , con il taglio delle tasse)**.In Italia l’attacco allo stato sociale si esprime nel disimpegno dalla politica e dalla partecipazione, con il riflusso nel privato e con il successo delle TV commerciali. Negli anni ’90 una nuova crisi economica spinge ancor più verso il privato, che riporta indietro le riforme sociali e fa vacillare l’universalismo: sempre più la buona cura è per chi ne ha i mezzi economici. Si va verso un modello all’americana, basato selle assicurazioni, da noi la si chiama “seconda gamba”, come fosse un “aiuto” al SSN, ed è invece un esempio ( dimostrato in America), di fallimento, con spese altissima per gli assicurati e scarsa efficacia termini di risultati.
In particolare, sulle risorse economiche, l’autrice smaschera la propaganda della politica attuale: nonostante il governo dichiari stanziamenti “record” in termini assoluti, si sottolinea come il dato vero sia il rapporto tra spesa sanitaria e PIL, che in Italia è in costante calo e molto al di sotto della media europea. Altri temi cruciali affrontati sono la mancanza di medici e infermieri e gli inadeguati trattamenti economici. Sono questi i veri nodi che bloccano le prestazioni e allungano le liste d’attesa. Il trend attuale porterà ad ulteriori disuguaglianze del sistema sanitario nelle varie regioni, dove il diritto alla salute è già oggi diverso a seconda dove si viva, e si punta il dito sulla legge Calderoli ’‘l’autonomia differenziata”, che rischierebbe di istituzionalizzare le disparità, negando l’uniformità nazionale del diritto alla cura. Ma Rosy Bindi non fa solo una denuncia, ci dice che la soluzione è basata su una corretta politica fiscale che finanzi il welfare, e combatta l’evasione, invece di ricorrere a condoni o flat tax, basata sul recupero della centralità dei sindaci nella programmazione sanitaria, per rispondere ai bisogni reali delle comunità, sul comprendere che la buona salute non è solo curare la malattia, ma garantire un tenore dignitoso in tutte le fasi della vita anche per mezzo di una medicina di prossimità più forte. Ci dice che la crisi del SSN non è “un destino inevitabile”, ma il risultato di scelte politiche precise, ci invita a non rassegnarsi e a battersi per un sistema che metta la dignità umana davanti al profitto.
**( nota della recensione)
Enrico Tendi
