L’intervista della Schlein e gli gnorri di sinistra

di Ezio Locatelli

Riportiamo integralmente questo intervento apparso su Sinistra in rete.

Titolo: L’intervista della Schlein e gli gnorri di sinistra
Autore: Ezio Locatelli
Data di pubblicazione: 1° agosto 2026 (Sinistra in rete / Alternativ@)
Url: https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/33444-ezio-locatelli-l-intervista-della-schlein-e-gli-gnorri-di-sinistra.html

Abstract by Gemini

L’autore critica duramente l’intervista rilasciata da Elly Schlein a Il Foglio, definendola un manifesto di capitolazione del PD verso politiche liberiste, securitarie e atlantiste (apertura al centro, incremento delle forze di polizia, mancata preclusione sul nucleare e pieno sostegno al riarmo europeo). Locatelli sostiene che per la sinistra sia ormai impossibile e illusorio allearsi con un “campo largo” a trazione PD, e rilancia l’urgenza di costruire un progetto politico di alternativa autonomo che unisca le forze pacifiste, ambientaliste e antiliberiste contro il blocco militare-finanziario e le destre.


L’intervista della Schlein e gli gnorri di sinistra

di Ezio Locatelli

Se qualcuno pensava che il problema del Pd fossero le posizioni oltranziste di Pina Picerno e quelle espresse dalla cosiddetta componente riformista (di destra) del Pd che fa capo a Lorenzo Guerini, Graziano del Rio e Giorgio Gori ha oggi molti motivi per ricredersi. Dopo l’intervista di Elly Schlein al direttore de “Il Foglio” appare del tutto evidente che il problema del Pd è il Pd stesso.  Il testo della lunga intervista, al netto degli artifizi retorici, degli ossimori che la imbellettano è molto di più di una dimostrazione di captatio benevolentiae. L’intervista è una vera e propria dimostrazione di capitolazione o di rincorsa, chiamatela come volete, alle più scoperte politiche di destra interne ed esterne al PD. A tal punto, che in tema di alleanze, ci si dice impegnati ad affermare una idea di unità che nei rapporti con il centro (destra) di Matteo Renzi, Alessandro Onorato e Carlo Calenda è priva di ogni linea di demarcazione: “non ho mai messo veti su nessuno”.

Consigliamo caldamente di leggere questa intervista che ha il taglio di un vero e proprio manifesto politico, lo consigliamo soprattutto a chi professandosi di sinistra si illude ancora che col Pd ci si possa o ci si debba alleare per cambiare qualcosa. Per fare qualche cenno: la politica di sicurezza oltre che sul piano della prevenzione, e ci mancherebbe, “si fa assumendo più forze di polizia, si fa presidiando i territori…mancano 22 mila agenti in tutta Italia”. Avanti, dunque, con la militarizzazione del territorio. Poco importa se mancano 140 mila infermieri e medici nella sanità, 46800 insegnanti nella scuola, 2600 ispettori del lavoro e via di questo passo.

Nessun cenno a questo. In tema di energia: “il Pd non alcuna preclusione ideologica sul nucleare”. Poco importa se il nucleare è stato bocciato dai cittadini in due referendum.  Sulla guerra nell’Est Europa: “il Pd ha sempre sostenuto convintamente l’Ucraina con tutti i mezzi necessari”. Il Pd è “per una pace giusta… senza ambiguità”. Cosa significa? La Schlein: “parlo di una pace giusta dal punto di vista dell’Ucraina”. Ah, ecco avanti fino alla vittoria contro il nemico assoluto, non c’è posto per ragionare sul presupposto della sicurezza reciproca e della cooperazione. “L’Europa è circondata da aggressività militare e commerciale…l’ordine ripartirà dall’Europa…noi siamo per una difesa comune…” continua la segretaria del Pd. Il problema non è il riarmo in sé ma se lo stesso deve essere su base nazionale o europea con eventuali risparmi di scala. Al dunque siamo sempre lì, sul piano di una politica di potenza chiamata a guerreggiare col nemico alle porte. Si capisce allora perché l’Europa portatrice di “pace e libertà” (sic) non può che andare avanti nel sostenere Ursula Von der Leyen e la sua idea guerrafondaia di porcospino d’acciaio.  

Inutile dire che su questa strada la possibilità di una politica economica e sociale volta a contrastare la precarietà, i salari da fame, il carovita, volta a difendere i diritti democratici e del lavoro è pari allo zero. Ragion per cui non basta avere posizioni di principio contro la crisi, la guerra e il riarmo se poi la scelta è di fare accordi di varia natura, chiamateli come volete, con un campo largo, larghissimo a trazione Pd che va in direzione contraria a quanto auspicato.  I principi astratti contano come il due di picche se non si sta sul piano della battaglia politica, dei rapporti di forza sociali, del contrasto con le forze liberiste e guerrafondaie. Ecco perché oggi sarebbe tanto più necessario riunire le forze pacifiste, ambientaliste, antirazziste, antiliberiste in un progetto di alternativa che offra una prospettiva di futuro agli strati popolari, una prospettiva di alternativa alle destre e all’attuale blocco militare-industriale-finanziario, guerrafondaio nelle sue varie sfaccettature. La discussione, dopo l’intervista alla Schlein, è più che mai aperta. In ogni caso dopo questa intervista manifesto non è più possibile fare gli gnorri e andare avanti come se nulla fosse. 

42rosso non necessariamente condivide tutte le opinioni espresse negli articoli ripubblicati. Il nostro obiettivo è offrire una varietà di prospettive della sinistra che riteniamo interessanti o utili per i lettori. —Redazione