Dallo sviluppo al declino: la parabola dell’economia italiana /f.Biliotti SiR

Dallo sviluppo al declino: come politiche economiche, vincoli internazionali e interessi delle élite hanno plasmato la parabola dell’economia italiana dall’immediato dopoguerra a oggi.

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Sintesi per punti:

  1. Declino economico recente:
    • Dal XXI secolo l’Italia registra una crescita economica tra le più basse dell’UE, pur essendo stata nel 1991 la quarta economia mondiale.
    • La narrazione comune attribuisce il declino a un eccessivo indebitamento e a politiche di austerità degli anni ’90.
  2. Origini storiche e struttura politica:
    • Il Regno d’Italia era oligarchico; il fascismo bloccò la democratizzazione.
    • Dopo il 1945, l’Italia divenne una democrazia stabile, ma le grandi imprese mantennero forte influenza sul governo.
    • Partiti politici ampliarono apparati e clientelismo per consolidare consenso, alimentati da finanziamenti esterni e poi da lobby imprenditoriali.
  3. Politiche economiche del dopoguerra:
    • Lo Stato intervenne nell’economia solo per supportare grandi operatori privati, evitando controllo diretto sulla manifattura.
    • Investimenti privati spesso destinati all’estero o a rendite finanziarie, non alla produttività interna.
    • Basso costo del lavoro negli anni ’50-’60 favorì la competitività ma generò forte disoccupazione e sfruttamento operaio.
  4. Crisi degli anni ’70-’80:
    • Crescente pressione salariale e inflazione portarono le imprese a proteggere margini di profitto attraverso prezzi e rendite finanziarie.
    • Ridimensionamento della grande industria e spostamento verso piccola impresa e settori tradizionali.
  5. Anni ’90 e adesione all’euro:
    • Debito pubblico elevato portò a politiche di risanamento e partecipazione all’UE e all’euro.
    • Le grandi imprese si tutelarono privatizzando e liberalizzando, favorendo rendite certe più che investimenti produttivi.
    • Politiche di rigore e liberalizzazione posero vincoli alla crescita industriale interna.
  6. Privilegio delle rendite finanziarie e capitale estero:
    • Investitori esteri acquisirono quote importanti nel patrimonio pubblico e privato italiano.
    • Spostamento dei principali operatori dal settore industriale a quello finanziario-terziario.
    • L’UE funse da vincolo esterno utile a garantire libertà di azione agli interessi economici nazionali ed esteri.
  7. Conclusione:
    • Le élite economiche italiane hanno spesso sacrificato l’interesse nazionale per i propri profitti.
    • Il declino industriale è il risultato di politiche interne ed esterne che hanno favorito rendite finanziarie e interessi esteri rispetto allo sviluppo produttivo.
    • La prospettiva futura dipende dalla capacità di limitare l’influenza di queste élite sul potere politico.

Fernando Bilotti