di Helena Sheehan
Pubblicato in : Monthly Review : Vol. 78, No. 03 (July-August 2026)
Abstract breve
Helena Sheehan interpreta gli attacchi contemporanei alla scienza come una manifestazione della crisi strutturale del capitalismo. Critica sia l’antiscientismo della destra sia la difesa liberal-positivista della scienza, giudicata incapace di cogliere la dimensione sistemica del problema. La crisi investe non solo le istituzioni scientifiche, ma i criteri stessi di verità, razionalità e conoscenza, producendo una “crisi della cognizione”. Contro il relativismo, il nichilismo epistemologico e la mercificazione della conoscenza, l’autrice propone il marxismo come quadro capace di connettere epistemologia, storia, politica ed economia. La difesa della scienza deve quindi essere accompagnata da una critica del capitalismo e orientata verso una ricostruzione socialista della produzione della conoscenza.
Traduzione di Capitalism and Cognition: The Fate of Science in a System in Decline by Helena Sheehan
La scienza sotto attacco
La scienza è sotto attacco su più fronti, dalle grossolane falsità e dai tagli ai finanziamenti dell’attuale governo statunitense alle sofisticate esotiche visioni postmoderniste degli “studi scientifici” antiscientifici. Non c’è mai stata una necessità così evidente di porre la scienza su solide basi. Molti scienziati, aderendo a un liberalismo e positivismo impliciti che non hanno mai esaminato esplicitamente, credono che la scienza andrebbe bene se solo governi, ideologie e accademici umanistici se ne tenessero fuori. Alcuni sono addirittura convinti che la sostituzione dell’amministrazione di Donald Trump con un’alternativa del Partito Democratico risolverebbe il problema.
La difesa liberal-positivista della scienza
Ad esempio, lo scienziato irlandese di fama internazionale Luke O’Neill trasmette un entusiasmo contagioso per la scienza e svolge un ruolo costruttivo nel comunicare e celebrare le scoperte scientifiche più all’avanguardia al pubblico dei media. È professore di immunologia al Trinity College di Dublino, conduttore radiofonico e televisivo, leader del gruppo Metabollix e imprenditore la cui azienda biotecnologica è stata venduta per 380 milioni di euro. Tuttavia, sembra del tutto ignaro delle complessità filosofiche della scienza o dell’economia politica del modo di produzione in cui la scienza è inserita. Considera l’amministrazione Trump un problema, soprattutto dopo essere stato interrogato alla frontiera statunitense mentre si recava a una conferenza all’Università di Harvard. Crede che Trump sia antiscientifico e che Robert F. Kennedy Jr. non capisca i dati. Il capitalismo come sistema è invisibile, senza nome e privo di problematiche. Ci sono molti scienziati di questo tipo .
In un recente libro intitolato Science Under Siege , Michael Mann e Peter Hotez, climatologo ed esperto di vaccini, mettono in guardia contro le forze oscure dell’antiscienza che minacciano il futuro della civiltà. Il loro appello alla battaglia consiste nel riprendersi il governo dalle forze plutocratiche che lo controllano. Questo non si basa su una critica della plutocrazia, ma su una concezione ristretta di plutocrati malevoli (in contrapposizione a quelli benevoli) e su una serie di soggetti malintenzionati che promuovono la disinformazione ideologicamente motivata che sta smantellando l’infrastruttura scientifica americana. Gli autori invitano gli scienziati e i giornalisti scientifici a impegnarsi nella difesa pubblica della scienza, criticando questi ultimi per la loro mancanza di comprensione epistemologica e storica della scienza .
Tuttavia, nonostante lo zelo degli autori nel perseguire il proprio lavoro scientifico e nel partecipare al dibattito pubblico sulla scienza, essi non dimostrano una buona comprensione delle dimensioni epistemologiche, storiche e politico-economiche della scienza. Inoltre, il loro orizzonte è troppo incentrato sugli Stati Uniti. Quando generalizzano sul resto del mondo, non sono perspicaci. Ad esempio, affermano che la Russia, compresa l’intera storia dell’URSS, ha la peggiore storia di antiscienza, nonostante gli enormi successi della scienza sovietica, riducendo l’intera storia a protagonisti come Trofim Lysenko e Andrei Sakharov. Non essendo riusciti ad arrivare alla radice del problema, la loro soluzione, un cambio di governo negli Stati Uniti, è ben lungi dall’essere una soluzione. Eppure, in una recensione su Public Understanding of Science , Rick Borchelt accusa gli autori di eccesso di ambizione intellettuale, sostenendo che solo alcune aree controverse della scienza siano nel mirino e che arruolare gli scienziati per difendere la scienza nell’arena politica comprometta la libertà accademica e lo scetticismo scientifico. 3
Difendere la scienza su quali basi?
Lungi dall’essere un’esagerazione, questo approccio neoliberale-neopositivista è al contrario insufficiente. Gli scienziati che lo adottano non comprendono la portata, l’ampiezza e la profondità delle forze che minano la scienza, o meglio, le forze che sovvertono le fondamenta stesse della produzione di conoscenza. Lo scenario che si sta delineando davanti ai nostri occhi da decenni non è guidato principalmente dall’ignoranza personale, dai capricci o dalla megalomania dei politici al potere, né dalle stravaganze teoriche degli intellettuali alla moda, sebbene queste possano avere un ruolo importante. Non può essere risolto dai risultati elettorali, dagli sforzi per contrastare le campagne di disinformazione o dalle argomentazioni accademiche, anche se questi potrebbero e dovrebbero svolgere un ruolo e farebbero una qualche differenza per alcuni programmi e alcune persone.
Potremmo dover allearci, a volte, con scienziati liberali neopositivisti, ad esempio, per difendere la ricerca ambientale ed epidemiologica e le leggi a tutela della qualità dell’aria e per rendere disponibili i vaccini, ma anche in questi casi dovremmo usare tale impegno per promuovere la consapevolezza delle dimensioni sistemiche di questi ambiti. La scienza deve essere difesa non solo contro Trump, ma anche contro il sistema che lo crea e lo rende possibile. Dobbiamo mobilitare coloro che si organizzano contro Trump affinché lo comprendano.
Osservare gli attacchi alla scienza da una prospettiva più ampia e profonda
Gli attacchi alla scienza si inseriscono in un processo sistemico più ampio e di più lunga durata. Non è possibile giungere a una diagnosi seria o a un’alternativa praticabile senza affrontare questo processo. Lo scenario attuale è emerso da una prolungata spirale discendente di un sistema che, per sua stessa natura, genera contraddizioni incapaci di risolverle. Ciò produce guerre militari e commerciali; lotta di classe; tensioni razziali, etniche e di genere; distruzione ambientale; tossicodipendenza; malattie mentali; disgregazione sociale; decadenza culturale; confusione intellettuale; e molti altri sintomi di crisi sistemica .Questo implica una crisi di significato, che esacerba tutte le altre crisi, rendendo più difficile comprenderle e affrontarle.
L’attenzione si concentra qui sulle dimensioni scientifiche di questa crisi, ma sempre in relazione alle sue altre dimensioni, perché la verità risiede nel tutto . Ciò ha implicazioni radicali per l’intera vita intellettuale contemporanea, così come per tutti gli aspetti della vita quotidiana. È proprio questo senso del tutto che sfugge a coloro che non riescono a pensare al di fuori dei confini imposti dal sistema agli sforzi per affrontare problemi specifici, paralizzati dalla particolarità e ignari delle interconnessioni che fanno sì che le cose accadano.
Policrisi, paralisi e pluralità
Tra i tentativi di concettualizzare le molteplici crisi di questa congiuntura, il concetto di policrisi è emerso con forza. Pur riconoscendo la moltiplicazione delle crisi, il loro intreccio reciproco, la loro accelerazione in termini di scala, tempo e spazio, coloro che sostengono questo approccio si distinguono per la loro resistenza a un’organizzazione concettuale. Si avvicinano alla soglia della consapevolezza e poi si allontanano, preferendo “frammenti di storia” a una storicità coerente, contribuendo così alla disgregazione del significato che intensifica la crisi. Adam Tooze critica il marxismo definendolo “capitalocentrico”. Al contrario, il marxismo persiste nel concettualizzare le molteplici crisi come intrinsecamente connesse e generate dal modo di produzione capitalistico, che a sua volta si trova in una profonda crisi strutturale.⁵
Degenerazione teorica del capitalismo
Il capitalismo si trova in uno stato di profonda paralisi intellettuale. A livello teorico, regna una situazione di stallo. Nonostante una sfilata incessante di neologismi esoterici e ricombinazioni eclettiche, in realtà non c’è nulla di nuovo. Si rivendicano novità basandosi su deboli approssimazioni di teorie solide, la cui storia antica è sconosciuta agli accademici neofiti di oggi. Raramente si assiste a grandi dibattiti sulle grandi teorie. Tuttavia, anche laddove le teorie non sono esplicite, persistono in forme implicite, solitamente non esaminate e persino degradate. La modalità egemonica nel mondo accademico è un deserto teorico, dominato da varie forme di neopositivismo e postmodernismo, da esperimenti empiristi che resistono alla generalizzazione teorica, o da generalizzazioni teoriche inadeguatamente fondate sulla disciplina empirica.
Scienze, risultati e dimensioni
Le scienze naturali producono risultati, in gran parte grazie a scienziati che prestano poca attenzione alla teoria, procedendo con presupposti epistemologici che non hanno mai articolato all’interno di un’economia politica che non hanno mai analizzato a fondo. Di conseguenza, il loro lavoro è privo di ancoraggio e non riescono a collocarlo nel quadro generale. Questo rende gli scienziati inadeguati ad affrontare la profondità e l’ampiezza della minaccia contemporanea alla scienza, che ha dimensioni epistemologiche, ontologiche, morali e politiche. Ciò si adatta all’agenda del tardo capitalismo, dove l’imperativo è incentivare risultati pratici che accrescano il potere e la ricchezza dei capitalisti e disincentivare la teoria che potrebbe mettere in discussione o minacciare tale potere.
Capitalismo e scienza in prospettiva storica
Il capitalismo delle origini si basò sulla scienza per la sua ascesa, non solo sui progressi scientifici e tecnologici concreti che alimentarono lo sviluppo delle forze produttive, ma anche sulla razionalità scientifica per liberare la conoscenza dai dogmi teologici, in linea con la sua lotta per affrancare l’economia dai vincoli feudali. Aveva bisogno della filosofia per definirsi e giustificarsi. Dovette affrontare tensioni non solo con il vecchio ordine feudale e con la reazione romantica all’Illuminismo, ma anche al suo interno con una serie di posizioni contrastanti, persino in epistemologia nella contrapposizione tra razionalismo ed empirismo.
La scienza sotto il capitalismo è stata costantemente compromessa dalle priorità di un modo di produzione basato sull’espropriazione privata sia delle risorse naturali che della produzione sociale. Questo ha intaccato le fondamenta teoriche delle discipline accademiche. L’essere radicata in un sistema che privilegia la massimizzazione del profitto a breve termine rispetto al progresso a lungo termine della conoscenza e dello sviluppo sociale ha molteplici conseguenze a diversi livelli. Nonostante le sue numerose contraddizioni, la scienza ha compiuto progressi su vari fronti durante la sua ascesa sotto il capitalismo, ma, nella sua fase di declino, è ostacolata dalle crisi, poiché le sue capacità produttive vengono sopraffatte dalle sue pulsioni parassitarie.
Il capitalismo ha ancora bisogno della scienza, ma l’agenda scientifica si sta restringendo ulteriormente, non tanto per una questione di “America First” quanto di oligarchia. L’obiettivo è quindi quello di abbandonare la sanità pubblica e accelerare lo sviluppo di farmaci e procedure avanzate per la classe che governa il mondo e si isola dalle devastazioni che essa stessa provoca nelle sue comunità recintate, isole private e servizi esclusivi. L’intelligenza artificiale viene progettata per ridurre il bisogno delle élite nei confronti del resto della popolazione e per liberarle da qualsiasi obbligo nei confronti di quest’ultima. La scienza diventa un campo di scontro acuto quando la conoscenza scientifica minaccia l’accumulazione di capitale, rivelando limiti ecologici, rischi per la salute pubblica, contraddizioni intellettuali o disuguaglianze sociali. La scienza del clima, l’epidemiologia, la ricerca sociale e persino la filosofia della scienza mettono in luce contraddizioni che il capitale non è in grado di risolvere.
Capitalismo, criteri e autoconcettualizzazione
Esistono strati su strati di contraddizioni, che si sono intensificate nel corso della storia della scienza sotto il capitalismo. Il problema è molto più profondo di quanto gli scienziati neoliberisti-neopositivisti abbiano iniziato a comprendere, perché arriva fino alle basi epistemologiche stesse della scienza e, di fatto, alle basi epistemologiche della civiltà stessa.
Il capitalismo è un sistema incapace di concettualizzare se stesso come tale, incapace di sostenere criteri credibili di verità o moralità, e incapace di impedire che la turbolenza della distruzione prevalga sulla vitalità della creazione. È un sistema in preda a un prolungato processo di disintegrazione, che scatena ondate di irrazionalità, disorientamento, ingiustizia e disperazione. È un impero in caduta libera, che si scaglia in ogni direzione, incapace di concettualizzare e controllare il mondo, ma determinato a distruggere qualsiasi forza osi farlo, per non parlare di qualsiasi resistenza.
Diffidenza verso la scienza: dimensioni epistemologiche, ontologiche, morali e politiche
Esiste una profonda confusione epistemologica riguardo allo statuto cognitivo della scienza. Non solo vi sono tesi contrastanti, ma anche criteri contraddittori su come districarle, e persino posizioni che sostengono l’inesistenza di tali criteri. Negli studi antiscientifici sulla scienza, la scienza stessa viene invocata per giustificare misticismo e oscurantismo. Ad esempio, la fisica quantistica, in interpretazioni irrimediabilmente distorte, viene utilizzata per giustificare praticamente qualsiasi cosa si voglia giustificare: ridicole interpretazioni errate del principio di indeterminazione di Werner Heisenberg. Si assiste a una paralisi ontologica nel concettualizzare ciò che particolari scoperte rivelano sulla natura fondamentale della realtà, e persino sulla nozione stessa di realtà. Cresce il sospetto nei confronti della veridicità e della moralità della scienza, a causa della crescente commercializzazione della scienza e della mercificazione generale della conoscenza. Questo fenomeno si è manifestato sia nella sinistra new age che nella virulenta nuova destra, ora abbastanza forte da vincere le elezioni nazionali e minare le infrastrutture internazionali per la salute pubblica e l’ambiente.
La lunga parabola dell’irrazionalità nella modernità: dal romanticismo al postmodernismo fino a MAGA
Ci sono state ondate di irrazionalismo in reazione al razionalismo della modernità, espresse nello scetticismo o persino nell’ostilità verso le scienze naturali. Queste scienze, un tempo considerate il fondamento della conoscenza, sono state dichiarate solo una successione di paradigmi incommensurabili, rispetto ai quali non è possibile sollevare questioni di verità o falsità, razionalità o irrazionalità in modo significativo. Pertanto, non possono esserci criteri per giudicare tra una teoria e un’altra, un paradigma e un altro, o un’affermazione rispetto a un’altra. Paul Feyerabend ha dichiarato che “tutto è lecito”; che la storia della scienza è stata una “miscela di sotterfugi, retorica e propaganda”; e che la filosofia della scienza è stata “un desiderio di ordine che rasenta la catatonia”.⁶ Per Richard Rorty, “la verità è ciò che i tuoi pari ti permettono di dire senza conseguenze”.⁷ Quindi : astrologia o astrofisica, a voi la scelta. La scienza è vista come un’altra parte di un mondo di significanti fluttuanti senza significato.
Il punto è l’assenza di criteri. Questa sindrome si è diffusa oltre la filosofia della scienza o persino il mondo accademico, permeando la cultura in generale. Ciò non è avvenuto necessariamente per influenza diretta, ma come parte di un processo di civilizzazione più ampio e profondo. Non solo nei libri e nelle aule scolastiche, ma anche nelle trasmissioni radiofoniche e nelle conversazioni quotidiane, si afferma costantemente che ognuno ha la propria verità e che ogni persona può scegliere le proprie convinzioni in base alle proprie preferenze, senza bisogno di giustificarle a nessuno, nemmeno in assenza di norme concordate per tale giustificazione.
Un simile nichilismo epistemologico può avere conseguenze pratiche devastanti. Come ho osservato nella mia recensione della critica di Andreas Malm a Bruno Latour, “Dopotutto, se scivoliamo ‘lungo il pendio dove tutto e niente è vero e falso allo stesso tempo’, dove sono le basi per vedere le cose in un modo piuttosto che in un altro? Se non esiste il cambiamento climatico, ma solo storie sul cambiamento climatico, dov’è l’imperativo di fare qualcosa piuttosto che niente?” 8
La mia tesi non è che Kennedy o Trump abbiano letto Feyerabend, Rorty o Latour, o che siano stati direttamente influenzati da testi postmoderni. È il sistema stesso che si disinteressa dei criteri, scartando ogni vincolo di fatto, logica, legge e moralità. Il discorso dell’attuale amministrazione americana sta calpestando ogni standard di verità, moralità o legge. C’è una crescente tendenza a esercitare un potere smisurato, senza bisogno di giustificarlo con spiegazioni o prove. Parallelamente, nel discorso popolare, si osserva la tendenza a proclamare che ognuno ha la propria verità. Il filo conduttore è l’assenza di criteri . C’è un clima di totale disprezzo per le norme di logica, evidenza, coerenza, giustizia e così via. Non si fa più alcuno sforzo serio per costruire il consenso. C’è solo un esercizio di potere sfacciato e brutale. C’è una radicale destabilizzazione di qualsiasi ordine epistemico ed etico comune. Questa è la “società post-verità”.
Le conseguenze più profonde del nichilismo epistemologico
Il capitalismo corrode le fondamenta della produzione di conoscenza e dell’ordine sociale minando i criteri per la dissoluzione di rivendicazioni di conoscenza contrastanti, erodendo i quadri di riferimento condivisi per l’organizzazione di tali rivendicazioni e impossessandosi o corrodendo procedure e istituzioni che producono conoscenza credibile. Il capitalismo prospera sull’inganno e sull’illusione. Il nichilismo epistemico promuove confusione e vuoto, neutralizza la resistenza e accresce il potere dei più spietati.
Sebbene le persone abbiano sempre mentito e il discorso pubblico sia stato caratterizzato da vari gradi di inganno e illusione, questo fenomeno è esploso in modo esponenziale in questo periodo. La raffica di menzogne palesi e di versioni grossolanamente distorte della realtà geopolitica ha rappresentato un drammatico deterioramento dei parametri del discorso pubblico. La strategia del “muoviti in fretta e distruggi tutto” si è insinuata nella psiche collettiva a un livello persino più pericoloso di quanto la maggior parte delle persone immagini. In particolare, il flusso costante di affermazioni e azioni oltraggiose provenienti dalla Casa Bianca e che si riversano in ogni angolo del mondo ha messo a dura prova la capacità collettiva persino di elaborarle, figuriamoci di criticarle e agire di conseguenza. Eppure, ogni giorno mi sveglio e scorro i social media trovando persone che fanno del loro meglio per descrivere l’oscurità e cercare la luce.
Tentativi di ricostruzione dell’ordine epistemico
La desolazione e il disorientamento che caratterizzano questo scenario generano un profondo senso di inquietudine. Non tutti riescono ad adattarsi facilmente alla paralisi che esso genera. Pertanto, si stanno compiendo diversi tentativi per riaffermare dei punti di riferimento, persino per ricostruire una sorta di fondamento epistemico e sociale. Questo processo si sviluppa su tre fronti principali.
Da destra, c’è l’agenda conservatrice, che rappresenta un ritorno a un passato idealizzato di ordine religioso, familiare e nazionalista, in cui la scienza – e in effetti tutta la conoscenza – è subordinata a norme tradizionaliste, ora potenziate da una tecnoscienza selettiva e accelerata. Negli Stati Uniti, questa agenda è stata perseguita attraverso epurazioni di scuole, biblioteche, musei, centri di ricerca e progetti sociali. Anche se sembra essere in ascesa, il Progetto 2025 ha avuto più successo nella sua capacità distruttiva che in quella creativa.⁹ A parte qualche eccezione, gli scienziati non ne sono influenzati. Vedono che le fondamenta della scienza sono minacciate da esso. A un certo livello, è la vecchia battaglia, in cui il vecchio ordine è sempre stato in opposizione alla scienza, esplosa in modo drammatico nei processi Galileo e Scopes.
Dal centro, si assiste alla costante riaffermazione di illusioni liberali, tra cui le pretese di neutralità scientifica, che in realtà non sono altro che scienza al servizio del capitale. In gran parte del mondo, la difesa neoliberale-neopositivista della scienza è ancora egemonica. In Irlanda, come nel resto d’Europa, questa rimane l’ortodossia intellettuale, soprattutto tra gli scienziati. I finanziamenti pubblici e privati per la ricerca scientifica continuano ad affluire. Nel flusso inverso di cervelli in atto, gli scienziati fuggono verso altri continenti dove questa mentalità prevale. Considerano l’amministrazione Trump un’aberrazione temporanea.
Né la parte conservatrice né quella liberale riescono a cogliere le vere forze in gioco in questo momento e la minaccia più profonda che il sistema stesso rappresenta per la scienza e per tutta la conoscenza.
A sinistra si sta diffondendo la consapevolezza che sta accadendo qualcosa di più grande. Nella sua forma più illuminata, il marxismo, si comprende che il problema è sistemico. Un aspetto importante dell’agenda della sinistra è stata una critica radicale della produzione di conoscenza sotto il capitalismo e la visione di una ricostruzione critica della conoscenza sotto il socialismo. Ciò si è manifestato in dibattiti accesi nell’Unione Sovietica negli anni ’20 e in Cina negli anni ’60.<sup> 10</sup> È stato anche un elemento caratteristico delle università occidentali negli anni ’60 e ’70.<sup> 11 </sup> A parte questi periodi di ascesa, è rimasto una presenza costante dalle sue origini fino ad oggi.
Il marxismo, sia come tradizione intellettuale che come movimento politico, è stato la forza trainante nell’analizzare e nell’agire in base a questa comprensione del problematico rapporto tra scienza e capitalismo, affrontandolo nelle sue molteplici dimensioni, dall’epistemologia all’economia politica. La rivista Monthly Review ha svolto un ruolo di primo piano nel mantenere viva la tradizione dell’analisi marxista della scienza, onorandone il passato e proiettandola verso il futuro per chiarire il presente.
Il marxismo è al contempo un’analisi del passato e del presente e una visione del futuro. È una visione del mondo credibile, coerente e completa. È la visione di un’alternativa all’incubo che si sta dispiegando davanti ai nostri occhi. È inoltre un movimento contro il sistema che genera confusione, caos e disperazione, e a favore di un sistema alternativo.
Il capitalismo è il problema. Il socialismo è la soluzione.
Nel frattempo viviamo nel capitalismo. Cosa fare, dunque, nel tempo e nello spazio in cui viviamo? Per quanto riguarda la scienza, dobbiamo difenderla laddove è sotto attacco, impegnandoci al contempo in analisi che mettano in discussione le risposte liberali e persuadano gli scienziati ad ampliare e approfondire la prospettiva sulle forze che minacciano la scienza nel contesto del capitalismo. Dobbiamo inoltre richiamare alla memoria le pratiche scientifiche passate e presenti nel socialismo e sostenere progetti alternativi, persino prefigurativi, negli spazi intermedi, come Science for the People e il People’s CDC.
Il rapporto tra capitalismo e cognizione è sempre stato contraddittorio. Per gran parte della sua storia, il capitalismo è riuscito a gestire queste contraddizioni in modo sufficientemente efficace da compiere progressi nel campo della conoscenza e della civiltà stessa. Anche se i suoi frutti non sono stati distribuiti equamente, molti ne hanno comunque beneficiato. Questa situazione sta volgendo al termine. È in atto una profonda crisi cognitiva che può essere compresa solo all’interno della crisi strutturale del capitalismo. Le contraddizioni, di natura virulenta, stanno sopraffacendo la capacità di risolverle. La cognizione può prosperare solo in opposizione al capitalismo, e l’opposizione può prosperare solo avanzando verso il socialismo.
Note
- ↩ Luke O’Neill, “La scienza statunitense è sotto attacco”, Irish Independent , 23 aprile 2025.
- ↩ Michael E. Mann e Peter J. Hotez, La scienza sotto assedio (Londra: Public Affairs, 2025).
- ↩ Rick Borchelt, “ Recensione del libro: Michael E. Mann e Peter J. Hotez, Science Under Siege: How To Fight The Five Most Powerful Forces That Threaten Our World ”, Public Understanding of Science (30 gennaio 2026).
- ↩ Helena Sheehan, “ Il capitalismo e la crisi di significato ai nostri tempi ”, Monthly Review 78, n. 2 (giugno 2026): 54–65.
- ↩ Adam Tooze, “ Defining Polycrisis—From Crisis Pictures to the Crisis Matrix ,” Chartbook 130, 24 giugno 2022; Adam Tooze “ Polycrisis and the Critique of Capitalocentrism ,” Chartbook 343, 6 gennaio 2025, entrambi disponibili su adamtooze.substack.com; “Notes from the Editors,” Monthly Review 77, n. 6 (novembre 2025).
- ↩ Paul Feyerabend, Contro il metodo (Londra: Verso, 1975).
- ↩ Richard Rorty, Filosofia e lo specchio della natura (Princeton: Princeton University Press, 1979).
- ↩ Helena Sheehan, “ Tra natura e società ”, Monthly Review 69, n. 10 (marzo 2018): 60.
- ↩ Per la spiegazione e l’analisi del Progetto 2025, si veda John Bellamy Foster, “ The MAGA Ideology and the Trump Regime ”, Monthly Review 77, n. 1 (maggio 2025): 1–24.
- ↩ Helena Sheehan, Marxism and the Philosophy of Science: A Critical History (Londra: Verso, 2018). Si veda in particolare il capitolo 4 sull’URSS dal 1917 al 1945. Questo include un’analisi del lisenkoismo, che emerge sempre nelle discussioni sul rapporto tra marxismo e scienza, soprattutto da parte dei suoi oppositori. Dobbiamo fornire un resoconto onesto ma contestualizzato di questo lungo episodio, affrontando gli errori e le tragedie che ne sono derivate senza permettere che l’intera tradizione intellettuale e il movimento politico vengano ridotti ad esso. Rebecca Karl e Peter Gue Zarrow, a cura di, Rethinking the Cultural Revolution: History and Memory in China’s Contemporary World (Cambridge, Massachusetts: Harvard University Asia Center, 2010).
- ↩ Helena Sheehan, Navigating the Zeitgeist (New York: Monthly Review Press, 2019). Vedi il capitolo 4 sulla nuova sinistra nelle università.
- ↩ Helena Sheehan, “ Marxismo, scienza e studi scientifici: da Marx ed Engels al COVID-19 e alla COP26 ”, Monthly Review 74, n. 1 (maggio 2022): 35–48.
Helena Sheehan è una filosofa. È professoressa emerita alla Dublin City University, dove ha insegnato filosofia della scienza, storia delle idee e studi sui media, ed è visiting professor all’Università di Pechino, dove insegna filosofia marxista. È autrice di diversi libri, tra cui Marxism and the Philosophy of Science (Verso, 1985, 2018), The Syriza Wave (Monthly Review Press, 2017), Navigating the Zeitgeist (Monthly Review Press, 2019) e Until We Fall (Monthly Review Press, 2023), nonché di numerosi articoli su riviste specializzate in politica, cultura, filosofia e scienza.
Questo articolo si basa su una presentazione tenutasi in occasione di un simposio su “Metodo scientifico e cambiamento sociale”, sponsorizzato dalla rivista Socialism and Democracy , a Berna, in Svizzera, nel marzo 2026.
Immagine – Didascalia
Manifestazioni contro il vertice del G8, Rostock, Germania, 2007: Blocco “Facciamo storia del capitalismo”. Di circus – Indymedia , CC BY-SA 3.0 , Link .
Scheda di analisi, indicizzazione semantica e sintesi
Helena Sheehan, Capitalism and Cognition: The Fate of Science in a System in Decline
L’analisi seguente è basata integralmente sul testo originale fornito dall’utente. La fonte classifica l’articolo nelle aree geografiche Americas/United States, Europe e Global e nei soggetti Marxism, Philosophy, Psychology, Media ed Education.
A. SCHEDA BIBLIOGRAFICA
1. AUTORE
Helena Sheehan
Filosofa, professor emerita presso Dublin City University, dove ha insegnato filosofia della scienza, storia delle idee e media studies; è inoltre visiting professor presso Peking University, dove insegna filosofia marxista.
Le aree di ricerca rilevanti per il saggio comprendono:
- filosofia della scienza;
- marxismo;
- epistemologia;
- storia delle idee;
- rapporti tra scienza, politica e società;
- media e cultura.
Tra le opere indicate nel testo:
- Marxism and the Philosophy of Science;
- The Syriza Wave;
- Navigating the Zeitgeist;
- Until We Fall.
Il saggio deriva da una relazione presentata al simposio “Scientific Method and Social Change”, promosso dalla rivista Socialism and Democracy, tenutosi a Berna, Svizzera, nel marzo 2026.
2. TITOLO ORIGINALE
Capitalism and Cognition: The Fate of Science in a System in Decline
3. TITOLO ITALIANO
Capitalismo e cognizione: il destino della scienza in un sistema in declino
Traduzione editoriale proposta; non è indicata nel testo una traduzione italiana ufficiale.
4. FONTE
Monthly Review
- Volume: 78
- Numero: 3
- Fascicolo: July-August 2026
- DOI articolo: 10.14452/mr-078-03-2026-07_10
- Pagine: non indicate nel testo fornito.
5. DATA DI PUBBLICAZIONE
Luglio-agosto 2026
6. URL
Monthly Review – Capitalism and Cognition
7. TIPO DI TESTO
Saggio teorico
Con elementi di:
- filosofia della scienza;
- analisi storico-sociale;
- critica dell’economia politica;
- intervento politico-intellettuale.
8. ELEMENTI CLASSIFICATORI ORIGINALI
Geography
- Americas
- United States
- Europe
- Global
Subject
- Marxism
- Philosophy
- Psychology
- Media
- Education
Non sono indicati nel testo fornito:
- Keywords dell’autrice;
- JEL Classification;
- DDC;
- ulteriori sistemi classificatori formali.
9. ANALISI E SINTESI
Analisi e sintesi effettuata con ChatGPT, GPT-5.6 Luna, 28 agosto 2026.
10. IMMAGINE
Immagine: Demonstrations against the G8 summit, Rostock, Germany, 2007: “Make capitalism history” block. By circus – Indymedia, CC BY-SA 3.0, Link.
La didascalia e l’immagine sono presenti nella fonte.
B. INDICIZZAZIONE SEMANTICA
1. SUBJECT / SOGGETTO PRINCIPALE
Occhiello breve
La crisi della scienza contemporanea come dimensione della crisi strutturale, epistemologica e politica del capitalismo in declino.
Stringa di soggetto
- Capitalismo – Crisi strutturale – Scienza – Produzione della conoscenza – Epistemologia – Marxismo
- Capitalismo contemporaneo – Crisi della cognizione – Antiscienza – Nichilismo epistemologico – Socialismo
- Scienza e società – Commercializzazione della conoscenza – Crisi della verità – Razionalità scientifica
2. AMBITO TEMATICO / DISCIPLINARE
- Filosofia della scienza
- Epistemologia
- Marxismo
- Critica dell’economia politica
- Sociologia della conoscenza
- Storia delle idee
- Studi su scienza, tecnologia e società
3. AMBITO GEOGRAFICO
Globale, con particolare riferimento a:
- Stati Uniti;
- Europa;
- Irlanda;
- Unione Sovietica / Russia;
- Cina;
- mondo occidentale.
4. AMBITO TEMPORALE
Dalla nascita della modernità capitalistica al XXI secolo, con particolare concentrazione sul capitalismo contemporaneo e sulla crisi del XXI secolo.
Periodi maggiormente richiamati:
- nascita e sviluppo storico del capitalismo;
- razionalismo e Romanticismo;
- Unione Sovietica degli anni 1920-1945;
- Cina degli anni Sessanta;
- università occidentali degli anni Sessanta e Settanta;
- neoliberalismo e postmodernismo contemporanei;
- Stati Uniti dell’era Trump;
- fase contemporanea della crisi sistemica del capitalismo.
5. SOGGETTI / ENTITÀ PRINCIPALI
Autori e teorici
- Helena Sheehan
- Karl Marx
- Friedrich Engels
- Adam Tooze
- Paul Feyerabend
- Richard Rorty
- Bruno Latour
- Andreas Malm
- Michael E. Mann
- Peter J. Hotez
- John Bellamy Foster
Scienziati e figure pubbliche
- Luke O’Neill
- Werner Heisenberg
- Trofim Lysenko
- Andrei Sakharov
- Donald Trump
- Robert F. Kennedy Jr.
Istituzioni e movimenti
- Monthly Review
- Socialism and Democracy
- Science for the People
- People’s CDC
- Project 2025
- amministrazione statunitense contemporanea
- università occidentali
- comunità scientifica
Categorie sociali
- scienziati;
- capitalisti;
- élite;
- plutocrazia;
- classe dominante;
- lavoratori della scienza;
- intellettuali;
- movimento marxista.
6. CONCETTI CHIAVE
- capitalismo
- cognizione
- crisi strutturale
- crisi della conoscenza
- filosofia della scienza
- produzione della conoscenza
- razionalità scientifica
- neoliberal-neopositivism
- liberal-positivist defense of science
- antiscience
- polycrisis
- epistemological nihilism
- posttruth society
- scientific neutrality
- commodification of knowledge
- commercializzazione della scienza
- totalità
- crisis of meaning
- scienza e capitalismo
- socialismo
C. TESI E STRUTTURA ARGOMENTATIVA
1. TESI CENTRALE
La tesi fondamentale di Helena Sheehan è che la crisi contemporanea della scienza non possa essere spiegata soltanto attraverso l’ignoranza, l’antiscientismo, la disinformazione o le politiche di singoli governi. Essa costituisce invece una dimensione della più ampia crisi strutturale del capitalismo.
Secondo l’autrice, il capitalismo contemporaneo sta erodendo le condizioni epistemologiche, istituzionali e morali necessarie alla produzione di conoscenza affidabile. La crisi della scienza è quindi parte di una più generale crisi della cognizione, nella quale vengono compromessi i criteri condivisi di verità, evidenza, razionalità e giudizio.
Per Sheehan, né la difesa conservatrice né quella liberal-positivista della scienza affrontano il problema alle sue radici. Il marxismo viene presentato come la tradizione teorica maggiormente capace di collegare epistemologia, storia, politica ed economia e di collocare la crisi della conoscenza all’interno della crisi del modo di produzione capitalistico.
2. TESI SECONDARIE
- La difesa liberale della scienza tende a identificare il problema con singoli governi, politici o gruppi antiscientifici, ignorando il sistema sociale che produce tali fenomeni.
- La scienza contemporanea non è esterna al capitalismo, ma è istituzionalmente e materialmente inserita nella sua economia politica.
- La pressione verso risultati immediatamente utilizzabili e redditizi scoraggia la riflessione teorica e critica.
- La polycrisis riconosce l’intreccio delle crisi ma, secondo Sheehan, spesso non individua un principio sistemico capace di spiegarne la connessione.
- Il capitalismo in crisi manifesta una crescente incapacità di concettualizzare se stesso come sistema e di mantenere criteri credibili di verità e moralità.
- Il postmodernismo e alcune correnti degli science studies hanno contribuito, secondo l’autrice, alla dissoluzione dei criteri epistemici.
- Il nichilismo epistemologico non resta confinato all’accademia ma si diffonde nella cultura politica e nella vita quotidiana.
- La commercializzazione della scienza e la mercificazione della conoscenza contribuiscono alla perdita di fiducia nella conoscenza scientifica.
- La destra conservatrice e il liberalismo scientifico rappresentano due risposte insufficienti alla crisi epistemica contemporanea.
- Il marxismo viene indicato come base teorica per una ricostruzione critica della conoscenza e per una trasformazione socialista della società.
3. STRUTTURA DELL’ARGOMENTAZIONE
Premessa
La scienza è oggi sottoposta ad attacchi politici, culturali ed epistemologici: tagli ai finanziamenti, disinformazione, antiscientismo, relativismo e ostilità verso le istituzioni della conoscenza.
Problema
Le risposte prevalenti interpretano tali attacchi come fenomeni contingenti:
- errore di singoli politici;
- ignoranza;
- disinformazione;
- deviazione temporanea della politica democratica.
Per Sheehan questa diagnosi è troppo superficiale.
Argomentazione
L’autrice amplia progressivamente il quadro:
- dalla difesa immediata della scienza;
- alla critica delle concezioni liberal-positiviste;
- all’analisi della crisi sistemica;
- alla crisi delle categorie di verità e conoscenza;
- alla storia del rapporto tra capitalismo e razionalità;
- alla critica del nichilismo epistemologico;
- alla comparazione tra risposte di destra, centro e sinistra;
- alla proposta marxista e socialista.
Evidenze
L’autrice utilizza:
- esempi contemporanei statunitensi;
- il dibattito su Science Under Siege;
- riferimenti alla filosofia postmoderna della scienza;
- il concetto di polycrisis;
- esempi storici relativi a URSS, Cina e università occidentali;
- fenomeni contemporanei come Project 2025;
- la commercializzazione della scienza;
- il rapporto tra ricerca scientifica e capitale.
Conclusione
La scienza deve essere difesa concretamente dagli attacchi immediati, ma la sua difesa non può limitarsi a questo livello. La crisi della cognizione può essere affrontata soltanto comprendendone il rapporto con la crisi del capitalismo e sviluppando forme di conoscenza e di organizzazione sociale orientate oltre il capitalismo.
4. ARGOMENTI UTILIZZATI
Argomenti teorici
- rapporto tra modo di produzione e forme della conoscenza;
- connessione tra epistemologia e politica;
- centralità della totalità e delle interconnessioni;
- critica del relativismo epistemologico;
- critica dell’idea di neutralità scientifica;
- interpretazione marxista della crisi.
Argomenti storici
- rapporto tra capitalismo nascente e razionalità scientifica;
- reazioni romantiche all’Illuminismo;
- dibattiti sovietici su scienza e marxismo;
- dibattiti cinesi degli anni Sessanta;
- movimenti universitari degli anni Sessanta e Settanta.
Argomenti empirico-politici
- politiche della contemporanea amministrazione statunitense;
- tagli e attacchi alle infrastrutture scientifiche;
- disinformazione;
- crisi climatica e salute pubblica;
- commercializzazione della ricerca;
- uso dell’AI nel contesto della concentrazione del potere.
5. CONCLUSIONI DELL’AUTORE
Secondo Sheehan:
- il capitalismo costituisce il problema strutturale della crisi della conoscenza;
- il socialismo rappresenta l’orizzonte della soluzione;
- la scienza va difesa nelle sue istituzioni e pratiche concrete;
- tale difesa deve però essere accompagnata da una critica sistemica;
- occorre collegare la difesa della scienza alla critica della produzione capitalistica;
- occorre valorizzare esperienze alternative e prefigurative;
- la cognizione può svilupparsi pienamente soltanto in opposizione alle dinamiche distruttive del capitalismo.
La conclusione è sintetizzata dall’autrice nella formula: “Capitalism is the problem. Socialism is the solution.”
D. SINTESI
1. SINTESI BREVISSIMA
Helena Sheehan interpreta gli attacchi contemporanei alla scienza come una manifestazione della crisi strutturale del capitalismo. Critica sia l’antiscientismo della destra sia la difesa liberal-positivista della scienza, giudicata incapace di cogliere la dimensione sistemica del problema. La crisi investe non solo le istituzioni scientifiche, ma i criteri stessi di verità, razionalità e conoscenza, producendo una “crisi della cognizione”. Contro il relativismo, il nichilismo epistemologico e la mercificazione della conoscenza, l’autrice propone il marxismo come quadro capace di connettere epistemologia, storia, politica ed economia. La difesa della scienza deve quindi essere accompagnata da una critica del capitalismo e orientata verso una ricostruzione socialista della produzione della conoscenza.
2. SINTESI EDITORIALE
Capitalism and Cognition affronta la crisi contemporanea della scienza da una prospettiva marxista, rifiutando di interpretarla come semplice conseguenza dell’antiscientismo di Donald Trump, della disinformazione o dell’ignoranza individuale. Per Helena Sheehan, questi fenomeni sono manifestazioni di una crisi più profonda: la progressiva incapacità del capitalismo in declino di produrre e mantenere condizioni stabili per la conoscenza, la razionalità e la verità.
L’autrice critica la difesa liberal-positivista della scienza, che tende a separare la ricerca dal sistema economico e politico nel quale è inserita. La scienza contemporanea, sostiene Sheehan, è invece condizionata dalla ricerca del profitto, dalla commercializzazione della conoscenza e dalla pressione verso risultati immediatamente utilizzabili. In questo quadro, anche la crisi epistemologica assume una dimensione sociale e sistemica.
Un passaggio centrale riguarda la diffusione di forme di relativismo e nichilismo epistemologico. Attraverso il confronto con Feyerabend, Rorty e il dibattito sugli science studies, Sheehan individua un progressivo indebolimento dei criteri condivisi per distinguere tra vero e falso, conoscenza e opinione, evidenza e propaganda. Tale processo confluisce, secondo l’autrice, nella contemporanea “posttruth society”.
La risposta alla crisi viene articolata attraverso tre grandi orientamenti: conservatore, liberale e marxista. I primi due risultano incapaci di affrontare la radice del problema. Il marxismo, invece, viene presentato come una tradizione capace di interpretare il rapporto tra scienza e società nella sua totalità e di elaborare un’alternativa alla subordinazione capitalistica della conoscenza.
Il saggio si conclude con un programma insieme difensivo e trasformativo: difendere concretamente la scienza dagli attacchi presenti, ma collegare questa difesa alla critica del sistema che genera la crisi. La questione della scienza diventa così parte della più generale alternativa tra capitalismo e socialismo.
3. SINTESI ANALITICA
Il saggio di Helena Sheehan parte dalla constatazione che la scienza contemporanea sia sottoposta a molteplici attacchi: tagli ai finanziamenti, disinformazione, ostilità politica, negazionismo e forme sofisticate di relativismo epistemologico. Tuttavia, il punto fondamentale dell’autrice consiste nel rifiuto di una spiegazione contingente o personalistica del fenomeno. Donald Trump e altri protagonisti della politica contemporanea sono certamente oggetto di critica, ma non costituiscono, per Sheehan, la causa fondamentale della crisi. Il problema risiede nel sistema sociale che rende possibili e funzionali tali fenomeni.
La prima parte del saggio prende di mira la difesa liberal-positivista della scienza. Molti scienziati, secondo l’autrice, assumono implicitamente che la scienza sia autonoma dal sistema economico e politico e che possa essere salvaguardata attraverso il ritorno a una politica liberale più razionale. Sheehan discute, in questo contesto, figure come Luke O’Neill e il libro Science Under Siege di Michael Mann e Peter Hotez. Pur riconoscendo l’importanza della mobilitazione contro l’antiscientismo, l’autrice ritiene insufficiente una strategia che individui soltanto “cattivi attori”, politici ignoranti o plutocrati malevoli.
Il problema, sostiene, è sistemico. La scienza è incorporata in un modo di produzione che privilegia l’accumulazione e la massimizzazione del profitto. Per questo motivo la sua agenda viene progressivamente orientata verso ciò che produce vantaggi economici e strategici, mentre vengono disincentivate le forme di ricerca teorica o critica capaci di mettere in discussione il sistema stesso. La crisi della scienza è quindi inseparabile dalla crisi della produzione della conoscenza.
Sheehan amplia poi il discorso attraverso il concetto di polycrisis. Pur riconoscendo che questa nozione coglie l’intreccio tra crisi economiche, ecologiche, geopolitiche e sociali, l’autrice critica la tendenza a rifiutare principi esplicativi generali. Il marxismo, al contrario, viene presentato come una teoria capace di connettere le diverse crisi attraverso l’analisi del modo di produzione capitalistico. L’idea guida è quella della totalità: i fenomeni non devono essere considerati come problemi isolati, ma come momenti interconnessi di un processo storico.
Il saggio propone inoltre una genealogia della crisi contemporanea della razionalità. Il capitalismo storico ha avuto un rapporto contraddittorio con la scienza. Nella sua fase ascendente ha avuto bisogno della razionalità scientifica per liberare il sapere dai vincoli teologici e per sviluppare le forze produttive. Ma la stessa scienza è sempre stata condizionata dalla struttura privata e competitiva dell’economia capitalistica. Nella fase di declino, questa contraddizione diventa più acuta: le capacità produttive e conoscitive vengono progressivamente ostacolate dalle esigenze parassitarie del sistema.
Un capitolo decisivo dell’argomentazione riguarda il nichilismo epistemologico. Sheehan individua nelle correnti relativiste e postmoderniste una critica che, rifiutando criteri condivisi di verità, razionalità e giudizio, finisce per indebolire le basi stesse della conoscenza. Feyerabend e Rorty sono utilizzati come riferimenti emblematici di una filosofia che mette in discussione la possibilità di criteri universali di valutazione. L’autrice non sostiene una derivazione diretta tra tali teorie e la politica contemporanea della destra americana; il suo argomento è più ampio: differenti fenomeni culturali partecipano a una stessa crisi della capacità di riconoscere e mantenere criteri condivisi.
Questa dissoluzione delle norme epistemiche produce conseguenze politiche. Se non esistono criteri per distinguere tra vero e falso, evidenza e propaganda, la capacità collettiva di comprendere la realtà e di agire politicamente viene indebolita. Il “posttruth society” viene quindi interpretato non come semplice degenerazione comunicativa, ma come una crisi delle condizioni sociali della cognizione.
Nella parte finale, Sheehan distingue tre risposte alla crisi. La destra propone un ritorno a un ordine tradizionale, religioso e nazionalista, combinato con un uso selettivo della tecnoscienza. Il centro liberale difende l’idea di neutralità della scienza e considera le attuali minacce come deviazioni temporanee. La sinistra marxista, nella forma che l’autrice considera più avanzata, riconosce invece il carattere sistemico del problema e pone la necessità di una ricostruzione critica della produzione della conoscenza.
Il marxismo viene pertanto presentato sia come interpretazione della storia sia come progetto di trasformazione. La tradizione marxista, secondo Sheehan, ha sviluppato una riflessione sul rapporto tra scienza, epistemologia e politica economica che consente di comprendere la crisi contemporanea in modo più profondo rispetto alle prospettive concorrenti.
La conclusione non è soltanto teorica. L’autrice sostiene la necessità di difendere concretamente la scienza dove essa viene attaccata, ma invita contemporaneamente a superare una difesa puramente istituzionale o liberale. La protezione della ricerca scientifica deve essere collegata alla critica del capitalismo e allo sviluppo di pratiche alternative, comprese iniziative come Science for the People e People’s CDC. La “crisi della cognizione” è quindi presentata come parte della crisi storica del capitalismo e la sua soluzione come inseparabile dalla prospettiva di una trasformazione socialista.
E. RIFERIMENTI TEORICI
A. Riferimenti esplicitamente citati
| Autore/scuola | Opera o concetto | Funzione nel ragionamento |
|---|---|---|
| Helena Sheehan | Marxism and the Philosophy of Science | Ricostruzione storica del rapporto marxismo-scienza |
| Michael Mann e Peter Hotez | Science Under Siege | Esempio della difesa contemporanea della scienza criticata come insufficiente |
| Adam Tooze | polycrisis e critica del “capitalocentrism” | Interlocutore per discutere il rapporto tra crisi multiple e causalità sistemica |
| Paul Feyerabend | Against Method | Esempio della critica radicale ai criteri metodologici universali |
| Richard Rorty | Philosophy and the Mirror of Nature | Riferimento al relativismo e alla ridefinizione sociale della verità |
| Andreas Malm | critica a Bruno Latour | Discussione delle conseguenze politiche del relativismo sulla questione climatica |
| Bruno Latour | science studies | Riferimento alla critica relativista della scienza |
| John Bellamy Foster | The MAGA Ideology and the Trump Regime | Interpretazione del contesto politico contemporaneo |
| Marxismo | tradizione teorica e politica | Quadro generale dell’analisi sistemica |
| Unione Sovietica | dibattiti scientifici degli anni 1920-1945 | Caso storico della relazione tra socialismo e scienza |
| Cina | dibattiti degli anni Sessanta | Caso storico di critica e ricostruzione della conoscenza |
| New Left | università anni Sessanta-Settanta | Precedente storico della politicizzazione critica della conoscenza |
B. Riferimenti impliciti o teoricamente affini
Questa sezione contiene inferenze interpretative e non deve essere letta come elenco di citazioni esplicite dell’articolo.
Materialismo storico
Il saggio è strutturato attraverso una concezione che collega forme della conoscenza, istituzioni scientifiche e modo di produzione.
Dialettica della totalità
La formula “the truth is in the whole” indica una concezione delle crisi come processi interconnessi.
Critica marxista dell’ideologia
L’idea che concezioni apparentemente neutrali della scienza riflettano rapporti sociali e materiali è teoricamente affine alla tradizione marxista della critica dell’ideologia.
Marxismo occidentale e filosofia della scienza
Il lavoro di Sheehan si colloca, per affinità teorica, nell’area degli studi marxisti sulla storia e filosofia della scienza.
F. CONCETTI TEORICI
1. CONCETTO: Crisi della cognizione
TERMINE ORIGINALE: crisis of cognition
DEFINIZIONE NEL CONTESTO DEL SAGGIO: crisi delle condizioni sociali ed epistemologiche necessarie alla produzione, valutazione e organizzazione della conoscenza.
FUNZIONE NELL’ARGOMENTAZIONE: collega la crisi della scienza alla crisi strutturale del capitalismo.
2. CONCETTO: Nichilismo epistemologico
TERMINE ORIGINALE: epistemological nihilism
DEFINIZIONE: dissoluzione o rifiuto di criteri condivisi per distinguere tra affermazioni conoscitive concorrenti.
FUNZIONE: spiega il passaggio dal relativismo teorico alla crisi pratica della capacità di giudizio.
3. CONCETTO: Polycrisis
TERMINE ORIGINALE: polycrisis
DEFINIZIONE: concettualizzazione dell’intreccio e dell’accelerazione di molteplici crisi.
FUNZIONE: interlocutore critico; Sheehan ritiene necessario collegare le crisi a una struttura sistemica.
4. CONCETTO: Totalità
TERMINE ORIGINALE: the whole
DEFINIZIONE: comprensione dei fenomeni attraverso le loro interconnessioni.
FUNZIONE: fondamento metodologico della critica alle analisi settoriali e frammentarie.
5. CONCETTO: Difesa liberal-positivista della scienza
TERMINE ORIGINALE: liberal-positivist defense of science
DEFINIZIONE: difesa della scienza che tende a considerarla autonoma dal sistema sociale e minacciata soprattutto da interferenze politiche contingenti.
FUNZIONE: principale oggetto polemico iniziale del saggio.
6. CONCETTO: Crisi strutturale del capitalismo
TERMINE ORIGINALE: structural crisis of capitalism
DEFINIZIONE: crisi sistemica che attraversa economia, politica, cultura, ambiente e conoscenza.
FUNZIONE: principio esplicativo centrale del saggio.
7. CONCETTO: Posttruth society
TERMINE ORIGINALE: posttruth society
DEFINIZIONE: condizione di destabilizzazione dell’ordine epistemico comune e delle norme condivise di evidenza e verità.
FUNZIONE: descrive l’esito culturale e politico della crisi dei criteri.
8. CONCETTO: Commercializzazione della scienza
TERMINE ORIGINALE: commercialization of science
DEFINIZIONE: subordinazione crescente delle attività scientifiche a logiche economiche e di mercato.
FUNZIONE: collega la perdita di fiducia nella scienza alla sua integrazione nelle dinamiche del capitale.
9. CONCETTO: Neutralità scientifica
TERMINE ORIGINALE: scientific neutrality
DEFINIZIONE: pretesa di separare la scienza dai rapporti sociali e politici.
FUNZIONE: viene criticata come concezione insufficiente della posizione sociale della ricerca.
10. CONCETTO: Ricostruzione epistemica
TERMINE ORIGINALE: reconstruction of epistemic order
DEFINIZIONE: tentativo di ristabilire basi condivise per la conoscenza e la vita sociale.
FUNZIONE: introduce la distinzione tra risposte conservatrici, liberali e marxiste.
G. DATI ED EVIDENZE
Periodizzazioni e riferimenti storici
- nascita del capitalismo e sviluppo della razionalità scientifica;
- reazione romantica all’Illuminismo;
- URSS, 1917-1945;
- dibattiti sovietici degli anni Venti;
- Cina, anni Sessanta;
- università occidentali, anni Sessanta e Settanta;
- crisi contemporanea del XXI secolo.
Eventi e casi
- politiche antiscientifiche dell’amministrazione statunitense;
- interrogatorio di Luke O’Neill alla frontiera statunitense;
- Project 2025;
- dibattito sul clima;
- politiche vaccinali e salute pubblica;
- crisi ambientale;
- Lysenkoismo;
- Galileo e Scopes trials come precedenti storici della tensione tra autorità e scienza.
Dati quantitativi
Nel testo compare, come dato esemplificativo, il riferimento alla vendita della società biotecnologica di Luke O’Neill per 380 milioni di euro.
Non sono presenti nel testo:
- serie statistiche sistematiche;
- dataset quantitativi;
- modelli econometrici;
- elaborazioni statistiche originali.
H. ANALISI CRITICA
1. Punti di forza
a. Integrazione tra epistemologia e critica sociale
Il principale punto di forza è il tentativo di collegare filosofia della scienza, politica, economia e crisi culturale.
b. Critica della spiegazione personalistica
Il saggio evita di ridurre la crisi della scienza alla personalità di Trump o ad altri singoli attori.
c. Centralità della totalità
L’insistenza sulle interconnessioni consente di superare la frammentazione tra crisi ambientale, politica, epistemica e sociale.
d. Distinzione tra difesa immediata e critica strutturale
Sheehan non sostiene che la difesa concreta della scienza sia inutile; sostiene che sia insufficiente se non accompagnata da un’analisi sistemica.
e. Recupero della dimensione storica
Il testo collega il presente a una lunga storia del rapporto tra capitalismo, razionalità e scienza.
2. Limiti
a. Ampiezza della categoria “capitalismo”
La spiegazione sistemica è molto ampia e tende talvolta a concentrare sotto il concetto di capitalismo fenomeni storicamente differenti che potrebbero richiedere mediazioni più specifiche.
b. Trattamento sintetico delle differenze interne alla scienza
Le discipline scientifiche, le istituzioni e i sistemi nazionali di ricerca vengono discussi soprattutto a livello generale.
c. Polarizzazione delle alternative
La tripartizione tra destra, centro e marxismo è teoricamente efficace, ma lascia relativamente poco spazio ad altre tradizioni critiche della scienza.
d. Discussione selettiva del postmodernismo
L’analisi privilegia le conseguenze relativiste e nichiliste di alcune correnti, mentre le differenze interne alle tradizioni post-strutturaliste e agli science studies rimangono meno sviluppate.
3. Questioni aperte
- Come costruire concretamente istituzioni scientifiche non subordinate al profitto?
- Quale forma dovrebbe assumere la pianificazione democratica della ricerca?
- Come evitare che una critica socialista della scienza produca nuove forme di subordinazione politica?
- Come definire criteri epistemici condivisi senza ricadere nel dogmatismo?
- Quale rapporto dovrebbe esistere tra autonomia della ricerca e responsabilità sociale?
4. Eventuali controversie teoriche
Le principali controversie riguardano:
- oggettività e relativismo;
- scienza e neutralità;
- marxismo e filosofia della scienza;
- rapporto tra Lysenkoismo e tradizione marxista;
- interpretazione della polycrisis;
- rapporto tra capitalismo, modernità e razionalità;
- autonomia delle istituzioni scientifiche.
5. Interpretazioni alternative
Una prospettiva liberale potrebbe sostenere che la crisi della scienza dipenda principalmente dall’indebolimento delle istituzioni democratiche e dalla disinformazione digitale.
Una prospettiva degli STS (Science and Technology Studies) potrebbe criticare l’opposizione troppo netta tra scienza oggettiva e relativismo, insistendo sulla dimensione sociale della produzione scientifica senza necessariamente negare l’efficacia della conoscenza.
Una prospettiva pluralista potrebbe interpretare la polycrisis come risultato di sistemi multipli e interdipendenti, senza attribuire al capitalismo una funzione causale predominante.
I. COLLEGAMENTI BIBLIOGRAFICI
Predecessori teorici
- Karl Marx – materialismo storico e critica del capitalismo;
- Friedrich Engels – dialettica della natura e rapporto tra scienza e materialismo;
- tradizione marxista della filosofia della scienza;
- storia dell’Illuminismo e del razionalismo moderno.
Interlocutori contemporanei
- John Bellamy Foster – capitalismo, ecologia e crisi sistemica;
- Andreas Malm – capitalismo fossile e crisi climatica;
- Adam Tooze – polycrisis;
- Michael Mann e Peter Hotez – difesa contemporanea della scienza;
- studi contemporanei sulla post-verità.
Posizioni teoriche alternative
- Paul Feyerabend – pluralismo metodologico;
- Richard Rorty – pragmatismo e critica della verità come rappresentazione;
- Bruno Latour – studi sulla costruzione sociale della scienza;
- liberalismo scientifico;
- positivismo e neopositivismo;
- conservatorismo tradizionalista.
Sviluppi successivi e comparativi
- John Desmond Bernal – scienza e pianificazione sociale;
- Joseph Needham – storia sociale e civile della scienza;
- J. D. Bernal e il movimento Science for the People;
- Richard Lewontin – scienza, genetica e ideologia;
- Stephen Jay Gould – critica del determinismo biologico;
- Philip Mirowski – neoliberalismo e produzione della conoscenza;
- Sheila Jasanoff – scienza e ordine politico;
- Evgeny Morozov – tecnologia e capitalismo contemporaneo.
L. DIECI PUNTI FONDAMENTALI
- La crisi della scienza contemporanea è parte integrante della crisi strutturale del capitalismo e non può essere spiegata soltanto attraverso l’antiscientismo di singoli governi o politici.
- La difesa liberal-positivista della scienza è insufficiente perché tende a separare la ricerca scientifica dal sistema economico e politico nel quale essa è inserita.
- Il capitalismo ha storicamente favorito lo sviluppo della scienza, ma ne ha contemporaneamente limitato le possibilità attraverso la subordinazione della conoscenza alle esigenze dell’accumulazione.
- Nella fase contemporanea di crisi, la pressione verso risultati immediatamente redditizi riduce lo spazio per la teoria e per una conoscenza capace di criticare l’ordine sociale.
- Le crisi ambientali, geopolitiche, sociali ed epistemologiche devono essere comprese come fenomeni interconnessi e non come problemi indipendenti.
- Il nichilismo epistemologico e la dissoluzione dei criteri di verità contribuiscono alla disgregazione della capacità collettiva di comprendere la realtà e di agire politicamente.
- La “posttruth society” rappresenta una crisi dell’ordine epistemico e morale condiviso, non soltanto un problema di comunicazione o disinformazione.
- Le risposte conservatrici e liberali alla crisi della conoscenza non raggiungono, secondo l’autrice, le radici sistemiche del problema.
- Il marxismo viene presentato come la tradizione teorica più capace di integrare epistemologia, storia, politica economica e trasformazione sociale.
- La difesa della scienza deve essere insieme immediata e strutturale: proteggere le istituzioni della conoscenza nel presente e lavorare per un’organizzazione sociale oltre il capitalismo.
N. LESSICO PER THESAURUS SPECIALIZZATO
Descrittori preferiti
Capitalismo e crisi
- capitalismo
- capitalismo contemporaneo
- crisi strutturale del capitalismo
- capitalismo in declino
- crisi sistemica
- crisi della cognizione
- crisi della conoscenza
- crisi di significato
- disintegrazione sociale
Scienza e conoscenza
- scienza
- filosofia della scienza
- epistemologia
- produzione della conoscenza
- conoscenza scientifica
- razionalità scientifica
- oggettività
- criteri di verità
- ordine epistemico
- istituzioni della conoscenza
Critica epistemologica
- nichilismo epistemologico
- relativismo epistemologico
- antiscientismo
- post-verità
- posttruth society
- relativismo
- criteri epistemici
- razionalità
- evidenza
- disinformazione
Capitalismo e scienza
- commercializzazione della scienza
- mercificazione della conoscenza
- scienza e capitale
- scienza e profitto
- neutralità scientifica
- autonomia della scienza
- ricerca scientifica
- infrastrutture scientifiche
Marxismo
- marxismo
- filosofia marxista
- marxismo e scienza
- materialismo storico
- totalità
- critica dell’ideologia
- socialismo
- transizione socialista
Crisi contemporanea
- polycrisis
- crisi ecologica
- crisi climatica
- crisi della salute pubblica
- crisi geopolitica
- guerra commerciale
- guerra militare
- disgregazione sociale
Politica e ideologia
- MAGA
- Project 2025
- neoliberalismo
- neopositivismo
- conservatorismo
- liberalismo
- plutocrazia
- oligarchia
Termini non preferiti / varianti
- post-verità → posttruth society
- crisi cognitiva → crisi della cognizione
- crisi epistemica → crisi della conoscenza / crisi della cognizione
- antiscienza → antiscientismo
- scienza capitalistica → scienza e capitalismo
Relazioni associative suggerite
- crisi della cognizione
- BT: crisi sistemica
- RT: epistemologia, post-verità, capitalismo
- commercializzazione della scienza
- BT: scienza e capitalismo
- RT: mercificazione della conoscenza, profitto, ricerca scientifica
- nichilismo epistemologico
- RT: relativismo, post-verità, crisi dei criteri
- marxismo e scienza
- RT: filosofia della scienza, materialismo storico, socialismo
- polycrisis
- RT: crisi sistemica, totalità, capitalismo contemporaneo
O. CITAZIONI SIGNIFICATIVE
Le seguenti citazioni sono brevi estratti dal testo originale.
1. Sulla necessità di una spiegazione sistemica
“Science needs to be defended not only against Trump but against the system creating and enabling him.”
Traduzione:
“La scienza deve essere difesa non solo da Trump, ma dal sistema che lo crea e lo rende possibile.”
2. Sulla totalità
“The truth is in the whole.”
Traduzione:
“La verità è nel tutto.”
Questa formula sintetizza il principio metodologico centrale dell’articolo: i fenomeni scientifici, politici, economici e culturali devono essere compresi nelle loro connessioni.
3. Sulla crisi epistemica
“The point is no criteria.”
Traduzione:
“Il punto è l’assenza di criteri.”
La frase condensa la critica dell’autrice al relativismo e al nichilismo epistemologico.
4. Sulla funzione del marxismo
“Marxism is both an analysis of the past and present and a vision of a future.”
Traduzione:
“Il marxismo è al tempo stesso un’analisi del passato e del presente e una visione del futuro.”
5. Sulla conclusione politica
“Capitalism is the problem. Socialism is the solution.”
Traduzione:
“Il capitalismo è il problema. Il socialismo è la soluzione.”
6. Sulla crisi della conoscenza
“There is a deep crisis of cognition that can only be understood within the structural crisis of capitalism.”
Traduzione:
“Esiste una profonda crisi della cognizione che può essere compresa soltanto all’interno della crisi strutturale del capitalismo.”
P. ESTENSIONI: TEMI, OPERE E AUTORI DA RELAZIONARE
1. Marxismo e filosofia della scienza
Opere e autori
- Helena Sheehan, Marxism and the Philosophy of Science
- John Desmond Bernal, The Social Function of Science
- Joseph Needham, Science and Civilisation in China
- Richard Lewontin, Biology as Ideology
- Levins e Lewontin, The Dialectical Biologist
Temi comparativi
- scienza e rapporti sociali;
- autonomia e condizionamento della ricerca;
- materialismo e epistemologia;
- pianificazione scientifica;
- scienza e trasformazione socialista.
2. Capitalismo e crisi della conoscenza
Autori
- Philip Mirowski
- David Harvey
- Wolfgang Streeck
- John Bellamy Foster
- Nancy Fraser
Temi
- crisi strutturale;
- neoliberalismo;
- istituzioni della conoscenza;
- università e capitalismo;
- produzione ideologica.
3. Polycrisis e crisi sistemica
Autori
- Adam Tooze
- Edgar Morin
- John Bellamy Foster
- Jason W. Moore
- Nancy Fraser
Questioni comparative
- È necessario un unico principio esplicativo delle crisi?
- Il capitalismo costituisce la causa strutturale predominante?
- Come articolare crisi economica, ecologica, geopolitica e culturale?
4. Postmodernismo, relativismo e verità
Autori
- Paul Feyerabend
- Richard Rorty
- Bruno Latour
- Thomas Kuhn
- Jürgen Habermas
- Roy Bhaskar
Questione centrale
Come criticare l’idea positivista di una scienza completamente neutrale senza cadere nel relativismo secondo cui tutte le affermazioni hanno lo stesso statuto epistemico?
5. Scienza, tecnologia e capitalismo digitale
Autori e filoni da confrontare
- Shoshana Zuboff
- Evgeny Morozov
- Nick Srnicek
- Cédric Durand
- Dan McQuillan
Temi
- intelligenza artificiale;
- concentrazione tecnologica;
- capitalismo digitale;
- automazione;
- controllo sociale;
- privatizzazione della conoscenza;
- infrastrutture digitali.
6. Scienza, ecologia e capitalismo
Particolarmente pertinente è il confronto con:
- John Bellamy Foster;
- Brett Clark;
- Richard York;
- Andreas Malm;
- Jason W. Moore.
Nucleo comparativo
La scienza climatica diventa, nel quadro dell’articolo di Sheehan, un esempio privilegiato del conflitto tra conoscenza scientifica e interessi dell’accumulazione capitalistica.
Valutazione conclusiva
Il saggio di Helena Sheehan può essere collocato all’incrocio tra filosofia marxista della scienza, critica dell’economia politica e teoria della crisi contemporanea. Il suo elemento più caratteristico è il tentativo di interpretare la crisi della scienza non come settore separato, ma come componente di una crisi più generale delle condizioni di possibilità della conoscenza. Il concetto di “crisis of cognition” costituisce quindi il principale contributo classificatorio e teorico del testo: attraverso di esso, l’autrice connette scienza, epistemologia, cultura politica e crisi del capitalismo in un unico quadro interpretativo.
