Nell’èra degli algoritmi, chi governa il calcolo governa il possibile

Dalla guerra fredda alla competizione tecnologica, il potere si esercita anche attraverso il controllo delle categorie linguistiche. L’intelligenza artificiale non si limita a produrre testi: orienta l’agenda globale e ridefinisce il perimetro della decisione sovrana. Per una media potenza come l’Italia, la posta in gioco è la sovranità cognitiva.

di Diego BRASIOLI Numero 9/2026 di Limes

L’intelligenza artificiale è una nuova infrastruttura del potere geopolitico? Nell’analisi di Diego Brasioli, la competizione tecnologica tra le grandi potenze non riguarda soltanto il controllo dei semiconduttori, dei modelli linguistici e delle piattaforme digitali: investe anche la capacità di stabilire le categorie attraverso cui il mondo viene interpretato e le decisioni politiche diventano possibili.

Dalla propaganda della guerra fredda alla cosiddetta «Diplomazia 4.0», l’autore ricostruisce il passaggio da un potere esercitato anche attraverso le parole a un ambiente nel quale gli algoritmi selezionano informazioni, anticipano scenari, gerarchizzano alternative e contribuiscono a orientare le decisioni. La sovranità, quindi, non si esaurisce nell’autorità formale di chi decide: dipende sempre più dal controllo delle infrastrutture cognitive che delimitano il campo delle scelte.

Il problema è particolarmente rilevante per l’Italia e per l’Unione europea, che non controllano autonomamente tutte le principali infrastrutture tecnologiche globali. La risposta, secondo Brasioli, richiede competenze, investimenti, cooperazione europea e regole condivise, mantenendo la decisione politica responsabile al di sopra dell’automatismo tecnico.

Il testo apre così una questione che va oltre la diplomazia: chi controlla gli strumenti con cui interpretiamo la realtà può condizionare anche ciò che una società riesce a immaginare, discutere e decidere? Una prospettiva utile per riflettere sul rapporto tra intelligenza artificiale, potere, democrazia e autonomia strategica.


Scheda articolo

  • Autore: Diego Brasioli
  • Titolo: Nell’èra degli algoritmi, chi governa il calcolo governa il possibile
  • Fonte editoriale: Limes – rivista italiana di geopolitica (edizione online)
  • Data di pubblicazione: 29 settembre 2026, ore 16:15
  • Tipologia documentaria: Articolo di analisi geopolitica e politico-teorica
  • Ambito principale: Intelligenza artificiale; geopolitica; diplomazia; sovranità
  • Ambiti secondari: Semantica politica; filosofia della tecnica; diritto internazionale; sicurezza; governance digitale
  • URL: https://www.limesonline.com/articoli/intelligenza-artificiale-diplomazia-40-sovranita-cognitiva-geopolitica-algoritmi-decisione-politica-italia-europa-22805177/
  • Profilo dell’autore indicato nel testo: Inviato speciale del Ministro degli Affari Esteri per la cybersicurezza e capo dell’Unità Innovazione Tecnologica della Farnesina
  • Avvertenza: L’autore specifica che le opinioni espresse sono personali e non rappresentano posizioni ufficiali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
  • Parole chiave: intelligenza artificiale; algoritmi; sovranità cognitiva; governance algoritmica; diplomazia digitale; cybersicurezza; geopolitica tecnologica; Europa; decisione politica; innovazione tecnologica.
  • Lingua: Italiano.
  • Formato: Risorsa elettronica online.
  • Tipologia di accesso: Accesso via web.

Abstract analitico

L’articolo interpreta l’intelligenza artificiale come una componente emergente delle infrastrutture del potere internazionale. La sua tesi è che la capacità di governare il calcolo e i sistemi algoritmici non attribuisca soltanto un vantaggio tecnico o industriale: permette anche di influenzare le categorie linguistiche, le rappresentazioni della realtà e le alternative considerate praticabili nei processi decisionali.

Attraverso riferimenti a Wittgenstein, Turing, Searle, Schmitt, Heidegger e McLuhan, Brasioli collega la mediazione algoritmica alla trasformazione della diplomazia e della sovranità. L’IA può anticipare scenari e organizzare informazioni senza possedere, secondo la distinzione proposta dall’autore, la comprensione semantica, l’intenzionalità e la responsabilità proprie dell’agire umano. Ne deriva il rischio di un condizionamento della decisione che non richiede un comando esplicito: le opzioni restano formalmente disponibili, ma vengono selezionate, ordinate e rese più o meno visibili da infrastrutture tecniche controllate da soggetti determinati.

La risposta proposta consiste nel rafforzamento delle competenze nazionali ed europee, nella cooperazione industriale e normativa e nella salvaguardia della responsabilità politica. Per l’Italia, la sovranità cognitiva diventa così una dimensione dell’autonomia strategica: non autarchia tecnologica, ma capacità di partecipare alla definizione delle infrastrutture e delle regole che organizzano lo spazio delle decisioni.

Tesi centrale e argomentazioni

Tesi centrale: nell’era dell’intelligenza artificiale, la sovranità non dipende soltanto dal potere di prendere una decisione, ma anche dalla capacità di intervenire sull’ambiente informativo e computazionale che determina quali decisioni appaiono possibili, rilevanti o convenienti.

L’articolo sostiene questa tesi attraverso sei passaggi.

  1. Il potere passa anche attraverso le parole. Le categorie linguistiche non sono considerate semplici descrizioni neutrali: contribuiscono a organizzare l’interpretazione degli eventi e a definire la loro legittimità politica.
  2. L’IA amplia la mediazione algoritmica. I sistemi generativi non si limitano a elaborare testi: possono contribuire alla selezione delle informazioni, alla costruzione di narrazioni e alla gerarchizzazione delle priorità.
  3. La diplomazia diventa predittiva. Il concetto di «Diplomazia 4.0» descrive l’integrazione di analisi in tempo reale, simulazioni e previsioni nei processi diplomatici e strategici.
  4. La decisione umana rischia di essere eterodiretta. Il decisore conserva formalmente l’autorità, ma può operare entro alternative già predisposte da sistemi algoritmici.
  5. Le infrastrutture digitali diventano strumenti geopolitici. Modelli linguistici, semiconduttori, cloud e piattaforme costituiscono risorse strategiche perché influenzano la produzione e la circolazione delle informazioni.
  6. La sovranità cognitiva richiede una risposta europea. L’Italia dovrebbe ridurre le dipendenze critiche attraverso competenze, cooperazione, standard comuni e partecipazione alla governance internazionale dell’IA.

Struttura dell’articolo

1. La sovranità delle parole

La guerra fredda e le formule «mondo libero», «impero del male» e «cortina di ferro» introducono il tema delle categorie linguistiche come strumenti di legittimazione politica. L’esempio del violinista Joshua Bell mostra inoltre quanto la percezione del valore dipenda dal contesto interpretativo.

2. Diplomazia 4.0

L’analisi predittiva, il monitoraggio delle crisi e la simulazione degli scenari trasformano il tempo e le procedure della diplomazia. Il rischio individuato è la riduzione dello spazio di riflessione e deliberazione.

3. Simulazione e comprensione

Il confronto tra Turing e Searle distingue la prestazione linguistica dalla comprensione semantica. Un sistema può produrre testi efficaci senza possedere intenzioni o assumere responsabilità.

4. Sovranità, tecnica e decisione

Schmitt e Heidegger consentono all’autore di interrogare il rapporto tra decisione sovrana, gestione del rischio e apparente neutralità tecnica. La questione è se il calcolo possa finire per circoscrivere la decisione politica.

5. Ecosistema digitale e conflitto

Piattaforme, contenuti sintetici, deepfake e reti digitali sono analizzati come componenti della competizione strategica e della formazione delle percezioni internazionali.

6. Interferenza e responsabilità

L’articolo pone il problema giuridico degli effetti politici prodotti da sistemi distribuiti e opachi, soprattutto quando l’interferenza informativa non è facilmente riconducibile a un’intenzione statale identificabile.

7. Geopolitica dei modelli linguistici

Il controllo delle infrastrutture di IA viene collegato alla sovranità infrastrutturale, alla trasformazione dello Stato-nazione e alle ipotesi di nuove forme di organizzazione politica, tra cui i Network States.

8. Sovranità cognitiva italiana ed europea


La conclusione propone investimenti, coordinamento europeo, standard comuni e integrazione della dimensione tecnologica nella politica estera, affinché il calcolo resti uno strumento della decisione e non ne diventi il contesto dominante.