ovvero La sinistra e la zavorra di Anna Maria Guideri
È vero, ammettiamolo, una delle più grandi novità politiche di questi ultimi anni è costituita dall’avere una donna a capo del Consiglio dei Ministri: Giorgia Meloni. Ed è altrettanto sorprendente che una novità così grande sia rappresentata da una donna così – politicamente – piccola; che una conquista tanto democratica sia potuta avvenire per merito di una discendente del partito più antidemocratico che si sia avuto in Italia – quello fascista – reincarnatosi nella fiamma tricolore missina. Una vera beffa del destino! La conquista più democratica resa possibile dalla vittoria della destra più antidemocratica! Se come democratici siamo costretti a rallegrarci , sempre come democratici non ci resta che dolerci perche se c’era, fra le tante, una rappresentante del genere femminile, meno democraticamente adatta a rappresentare i diritti delle donne, questa è lei, proprio lei: Giorgia Meloni!
Come se ne esce? Ci vorrebbe un colpo d’ala, ma si vedono pochi voli in giro. Il centro-sinistra o campo largo di là da venire, dovrebbe iscriversi ad un corso di esercitazioni di volo tentando di rimuovere la zavorra che gli impedisce di sollevarsi da terra. È zavorra la polvere che nel corso degli anni si è sedimentata sui valori storici della sinistra nascondendone l’attualità e l’universalità. Sono zavorra certe forme comunicative legate ad un passato ormai ridotto ad un’icona svuotata della sua forza ideale, estranea alle nuove generazioni, incapace di tradurre il nostro tempo e di indicarne le prospettive e i percorsi. È zavorra l’arroccamento sul “particulare” spacciato per essenziale. È zavorra scambiare il proprio cortile per il mondo lasciando che il mondo vada in rovina. Ed è zavorra il “rimosso”, il non detto da intendersi come assenza di una volontà politica in grado di produrre un’analisi lucida e coraggiosa sulle nostre convinzioni e motivazioni profonde.
Chiediamoci se il respingimento dei migranti piuttosto che l’accoglienza e l’attuazione di un progetto – certamente complesso – di integrazione, non sia una scorciatoia che trova, in qualche angolo riposto del nostro sentire, uno spazio che può indebolire la lotta della sinistra per la difesa dei diritti umani. Chiediamoci se, la scelta di tanta gente sedicente di sinistra di condividere le politiche liberticide della destra sulla sicurezza, non abbia in qualche modo a che fare con una certa ambiguità o cautela nostra nell’affrontare questi temi cruciali e così divisivi. Alle misure chiare anche se inefficaci della destra, quali idee chiare ed efficaci contrapponiamo per non sacrificare sull’altare della sicurezza più che legittima, l’altrettanto legittima salvaguardia della democrazia? Quanto siamo capaci di far capire che la democrazia e la sicurezza sono la stessa cosa e che l’una non può escludere l’altra e se ciò avviene, come risulta evidente dal decreto sicurezza emanato dal governo, ciò va a scapito sia dell’una che dell’altra? Chiediamoci quanto il sovranismo, il culto del capo, la xenofobia, i pregiudizi ed i privilegi, l’odio per il nemico in carne ed ossa più che il rifiuto delle sue idee, ci fanno schifo o ci trovano invece, almeno in parte, inconsciamente conniventi.
Dalle risposte che daremo a queste domande dipenderanno le risposte politiche che come sinistra potremo dare al nostro paese. Da esse si genererà la nostra forza comunicativa, la nostra credibilità come alternativa vera alla destra. Usciremo dall’umiliante qualunquismo del “sono tutti uguali” e saremo di nuovo e finalmente riconoscibili. La gente saprà chi siamo e sceglierà a ragion veduta. Non è una garanzia di vittoria, ma una garanzia di verità. Meglio perdere perché siamo noi che vincere perché siamo la copia sbiadita di qualcun altro!
Anna Maria Guideri 6/7/26
Immagine creata autonomamente da Gemini a seguito analisi del testo
Scrive Anita Buccianti
Cara Anna Maria, il tuo intervento mi stimola alcune riflessioni.
Purtroppo, la verità è proprio ciò che non risuona più nelle parole che usano i nostri “compagni” della sinistra; manca da anni in molti di loro la passione per la verità, insieme al l’umiltà di chi dovrebbe essere consapevole del proprio alto compito, perché sta guidando il paese in un momento di grande trasformazione globale. Purtroppo, invece, da quando una generazione di politici sedicenti di sinistra si è “sperduta” nell’effimera chimera di un’intesa a tutti i costi con il cosiddetto “ Centro” liberale, anche gli altri sembra si siano confusi e dimenticati che, in quel centro, di liberisti in realtà si tratta, ed infatti intanto il Capitale ovunque ha ripreso il predominio e continua ad organizzarsi. Perciò, qui in Italia ci troviamo intanto con una piccola donna, ma politica ferocemente ambiziosa, che governa il nostro paese, in un momento storico cruciale di grandi cambiamenti.
Le persone della nostra età, che hanno amato la politica e l’hanno seguita con passione, non potranno non sentire i collegamenti sinistri con un altro momento politico in parte simile a questo, quello degli anni settanta e ottanta a partire dalle stragi e dal rapimento Moro. Li si trattava di impedire alla sinistra italiana di avere l’accesso al governo del Paese in un altro momento di forte trasformazione tecnologica, oggi la sfida tecnologica e scientifica è talmente alta da investire addirittura gli equilibri globali. Oggi, forse, non siamo più in quella posizione limite cruciale tra Est e Ovest, ma il nostro compito di sinistra per la difesa e la promozione dei valori umani di giustizia ed eguaglianza e’ ancora più drammatico di prima, questa è l’esigenza di verità che sentono i giovani, di fronte alla realtà di queste sporche guerre che investono il mondo. Fino a quando avremo la possibilità , fino a quando ci sarà ancora il tempo per reagire?
