Perché “Il capitale paziente” è paziente? Una rilettura de “Il Capitale” attraverso la lente della modernizzazione cinese.

Siyan Liu Monthly Review 2026-10

La domanda conclusiva proposta da Liu — chi aspetta chi? — riassume il significato teorico del documento. La società deve poter investire nel futuro senza essere obbligata a conformare ogni attività ai tempi del rendimento finanziario. Ma, per trasformare questa possibilità in una direzione socialista, occorre che il controllo delle risorse e dei risultati diventi effettivamente sociale.

Il documento è quindi particolarmente utile come nodo tematico fra critica marxista della finanziarizzazione, teoria del capitale, sviluppo tecnologico e analisi dell’economia cinese. Il suo valore documentario non si esaurisce nel tema del capitale paziente: offre una griglia di interrogativi riutilizzabile per confrontare altri testi sulle forme contemporanee di accumulazione e sulle possibilità di pianificazione economica.

Presentazione dell’Articolo by Gemini 21-10-26

L’articolo “Why Is ‘Patient Capital’ Patient? Rereading Das Kapital through Chinese Modernization” (Perché il “capitale paziente” è paziente? Rileggere “Il Capitale” attraverso la modernizzazione cinese), scritto da Siyuan Liu e pubblicato nel numero di ottobre 2026 della rivista Monthly Review (Vol. 78, No. 05), analizza il concetto di “capitale paziente” (patient capital) nel contesto del modello politico ed economico della modernizzazione cinese.

L’autrice—docente associata presso la Scuola di Marxismo della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan—propone una rilettura teorica e rigorosa di Karl Marx (attraverso il Capitale e i Grundrisse) per interpretare le recenti direttive economiche del Partito Comunista Cinese e del governo di Pechino.

La tesi centrale dell’opera è che il “capitale paziente” non è una semplice inclinazione psicologica o etica dell’investitore privato, ma un’infrastruttura socio-relazionale e istituzionale. La capacità della società di “saper aspettare” e subordinare il tempo di valorizzazione del capitale ai tempi della scienza, dell’innovazione e dei bisogni sociali rappresenta una forma di governo pubblico e socialista sul capitale stesso.

2. Scheda Sintetica Completa

VoceDettaglio
Titolo originaleWhy Is “Patient Capital” Patient? Rereading ‘Das Kapital’ through Chinese Modernization
AutriceSiyuan Liu (Professoressa associata, Scuola di Marxismo, Huazhong University of Science and Technology, Wuhan, Cina)
PubblicazioneMonthly Review, Vol. 78, No. 05 (Ottobre 2026)
FinanziamentoFondo Nazionale delle Scienze Sociali della Cina (Progetto Giovani, n. 22CKS007)
Parole chiaveCapitale paziente, Marxismo, Il Capitale, Frammento sulle macchine, Nuove forze produttive di qualità, Modernizzazione cinese, Economia socialista di mercato.

3. Scheda Analitica dei Contenuti e Struttura

L’articolo si articola in sei sezioni principali:

I. Introduzione e Contesto

  • Il contesto politico cinese: Il termine “capitale paziente” è apparso ufficialmente nel meeting del Politburo del PCC nell’aprile 2024 ed è stato inserito nella risoluzione del Terzo Plenum del XX Comitato Centrale, associato allo sviluppo delle “nuove forze produttive di qualità” e al rafforzamento dei fondi di investimento statali.
  • La contraddizione temporale del capitalismo: La produzione industriale/tecnologica avanzata (semiconduttori, biotecnologie, transizione energetica) richiede anni o decenni, mentre i mercati finanziari esigono ritorni immediati, uscite rapide (exits) e profitti trimestrali.
  • La formulazione di Marx: Nei Grundrisse (Frammento sulle macchine), Marx nota che gli investimenti su larga scala in capitale fisso presuppongono che la società sia “in grado di aspettare”.

II. Denaro veloce, Produzione lenta (Fast Money, Slow Production)

  • Circuito del capitale e tempo di rotazione: Marx analizza il circuito $M-C-M’$. La concorrenza spinge verso un’accelerazione della rotazione per incrementare il saggio annuo di plusvalore.
  • Capitale fruttifero di interesse ($M-M’$): La finanza promette liquidità, ma astrae dalla produzione reale, trasferendo su altri il peso dell’attesa produttiva.
  • La resistenza cinesizzata alla finanziarizzazione: Resistere alla finanziarizzazione significa impedire che le preferenze di liquidità dei detentori di ricchezza determinino la struttura temporale della riproduzione sociale.

III. “La società deve essere in grado di aspettare” (“Society Must Be Able to Wait”)

  • Capitale fisso e General Intellect: Il capitale fisso incarna il lavoro oggettivato e la conoscenza sociale (“scienza immediata come forza produttiva”).
  • Capacità materiale di attesa: La capacità di aspettare è una capacità materiale e di classe, legata alla produttività accumulata, al coordinamento statale e alla gestione del plusvalore.
  • Valore d’uso vs. Valore: Il capitale di rischio capitalistico trollerà perdite solo in vista di rendite monopolistiche future; il capitale paziente socialista deve accettare ritorni finanziari moderati/dilatati per ottenere benefici sociali multilaterali (capacità tecnologica, occupazione, transizione ecologica).

IV. L’organizzazione cinese dell’attesa (The Chinese Organization of Waiting)

  • Dispositivi istituzionali: Proprietà pubblica nei settori strategici, banche statali di investimento e di politica industriale, pianificazione pluriennale, fondi guida governativi (government investment funds).
  • Strumenti pratici post-2024: Tolleranza differenziata per il rischio di portafoglio, orizzonti di investimento estesi a 20 anni (es. National Venture Capital Guidance Fund per microchip, quantistica, biotecnologie, aerospazio).
  • Nuove forze produttive di qualità: Concetto formulato da Xi Jinping che unisce scoperte tecnologiche, combinazione innovativa di lavoro e strumenti, e trasformazione industriale profonda.

V. La pazienza come relazione sociale (Patience Is a Social Relation)

L’autrice individua quattro “test” per verificare che la pazienza non sia un semplice paravento per il capitale:

  1. Rapporto Finanza-Produzione: La finanza pubblica non deve accollarsi i rischi per poi privatizzare i profitti o alimentare monopoli privati.
  2. Rapporto Stato-Mercato: Evitare che la burocrazia riproduca il breve termine amministrativo; servono orientamenti strategici pubblici, gestione professionale e trasparenza democratico-sociale.
  3. Rapporto Capitale-Lavoro: Il capitale paziente non deve coincidere con l’ipersfruttamento dei lavoratori (tecnici, programmatori, operai). La pazienza deve tradursi in tempo libero e sviluppo umano del lavoratore.
  4. Rapporto Nazionale-Globale: Evitare dinamiche estrattive o trappole del debito nel Sud del mondo, promuovendo il trasferimento tecnologico e la sovranità produttiva dei paesi partner.

VI. Una proposta cinese per governare il capitale e Conclusioni

L’articolo si conclude evidenziando 5 impegni istituzionali per sottomettere il capitale ai tempi della società (scienza, ecologia, sviluppo umano). La pazienza è una capacità sociale da applicare all’innovazione, non una giustificazione per tollerare lo sfruttamento o la povertà.

4. Dizionario dei Concetti Chiave (Glossario Analitico)

  • Capitale Paziente (Patient Capital):Investimenti finanziari a lungo termine caratterizzati da un’elevata tolleranza al rischio, orizzonti temporali estesi (spesso fino a 15-20 anni) e una priorità accordata al rendimento sociale, tecnologico e produttivo rispetto al profitto finanziario di breve termine.
  • Nuove Forze Produttive di Qualità (New Quality Productive Forces / 新质生产力):Concetto economico-politico avanzato da Xi Jinping per descrivere le forze produttive guidate da innovazioni tecnologiche dirompenti, digitalizzazione, sostenibilità ecologica e dall’integrazione diretta della scienza nel processo lavorativo.
  • Tempo di Rotazione del Capitale (Turnover Time of Capital):In Marx, la somma del tempo di produzione e del tempo di circolazione. Indica il periodo durante il quale il valore avanzato deve rimanere vincolato prima di ritornare accresciuto sotto forma monetaria.
  • Capitale Fisso e Frammento sulle Macchine (Fixed Capital & Fragment on Machines):Sezione dei Grundrisse (1857-1858) in cui Marx analizza come la conoscenza sociale (General Intellect) si oggettivi nei mezzi di produzione (macchine, infrastrutture), postulando che lo sviluppo del capitale fisso presuppone che “la società sia in grado di aspettare”.
  • Circuito $M-C-M’$ vs $M-M’$:
    • $M-C-M’$ (Denaro-Merce-Più Denaro): Il circuito fondamentale del capitale produttivo.
    • $M-M’$ (Denaro-Più Denaro): La forma feticcio del capitale fruttifero di interesse (finanziario), dove il denaro sembra generare altro denaro eliminando il passaggio attraverso la produzione reale.
  • Capacità Sociale di Attesa (Social Capacity to Wait):La capacità materiale, economica e istituzionale di una società di distogliere quote di lavoro e ricchezza dal consumo immediato per destinarle a progetti e infrastrutture a lungo termine che matureranno solo in futuro.
  • Fondi Guida Governative (Government Investment / Guidance Funds):Strumenti finanziari di matrice pubblica usati dallo Stato cinese per incanalare e orientare il capitale di rischio verso settori ad alta tecnologia (hard tech), bilanciando rischio e finalità di pianificazione strategica.

Traduzione di Why Is “Patient Capital” Patient? Rereading ‘Das Kapital’ through Chinese Modernization

Il denaro può attraversare il mondo in millisecondi. La costruzione di un impianto per la produzione di semiconduttori può richiedere anni; lo sviluppo di un nuovo farmaco può necessitare di un decennio di ricerca incerta; e una rete elettrica dovrebbe servire diverse generazioni. Questa discrepanza è uno dei fatti elementari del capitalismo contemporaneo. I tempi richiesti dalla produzione si allungano e si complicano proprio nel momento in cui la finanza esige uscite più rapide, rendimenti trimestrali e titoli immediatamente negoziabili.

Il recente appello della Cina a sviluppare il “capitale paziente” nasce proprio da questa contraddizione. L’espressione è apparsa per la prima volta in una riunione del Politburo del Partito Comunista Cinese nell’aprile del 2024, quando la leadership ha auspicato lo sviluppo attivo del capitale di rischio e il rafforzamento del capitale paziente. Successivamente è stata inserita nella risoluzione del Terzo Plenum del XX Comitato Centrale, insieme a un appello a sviluppare nuove forze produttive di qualità e a migliorare il ruolo dei fondi di investimento governativi.<sup> 1 </sup> Da allora è entrata a far parte di un più ampio sforzo volto a indirizzare i capitali verso le imprese in fase iniziale, le piccole imprese, gli investimenti a lungo termine e le “tecnologie avanzate”.

Il termine suona modesto, persino moralistico. Potrebbe suggerire un investitore che possiede semplicemente più autocontrollo rispetto allo speculatore comune. Questa interpretazione, tuttavia, non coglie il problema politico-economico. Il capitale non è paziente o impaziente per temperamento. Il suo orizzonte temporale è determinato dalle istituzioni, dai rapporti di proprietà, dalle pressioni competitive e dagli scopi che governano l’accumulazione. La questione cruciale, quindi, non è se i capitalisti possano essere persuasi ad aspettare, bensì: quali relazioni sociali possono indurre il capitale ad aspettare, per cosa viene indotto ad aspettare e chi ne trae vantaggio quando l’attesa finisce?

Karl Marx offre un punto di partenza inaspettatamente preciso. Nel suo celebre “Frammento sulle macchine”, pubblicato nei Grundrisse (1857-1858), discutendo del capitale fisso e del suo rapporto con lo sviluppo della conoscenza sociale, scrisse che gli investimenti su larga scala “presuppongono che la società sia in grado di aspettare”.² La modernizzazione cinese conferisce a questa affermazione un nuovo contesto storico. In un contesto di mercato socialista, la capacità di aspettare può essere organizzata attraverso la proprietà pubblica, la pianificazione strategica, i fondi di investimento governativi, il finanziamento delle politiche, i fondi di previdenza sociale e uno Stato capace di stabilire obiettivi che non si esauriscano con il prossimo bilancio. Il capitale paziente, in questo senso, non è una nuova forma di denaro. È un tentativo di subordinare il tempo del capitale al tempo necessario per lo sviluppo delle forze produttive e la soddisfazione dei bisogni sociali.

Questo tentativo non è né completo né privo di contraddizioni. Il capitale paziente rimane capitale: il valore viene anticipato con l’aspettativa che ne ritorni altro. Può finanziare una produzione socialmente utile, ma può anche sovvenzionare monopoli privati, intensificare il lavoro, socializzare il rischio privatizzando il profitto, o semplicemente rimandare un’uscita speculativa. Un’analisi marxista non dovrebbe né respingere una tale politica perché impiega capitale, né celebrarla perché è guidata dallo Stato. Dovrebbe chiedersi in quali condizioni l’organizzazione sociale dell’attesa diventi un passo verso il governo del capitale, piuttosto che un nuovo metodo per servirlo.

Soldi facili, produzione lenta

Marx inizia la sua analisi del capitale non con una fabbrica, ma con un movimento: M–C–M´. Il denaro (M) acquista merci – mezzi di produzione e forza lavoro (C) – affinché altro denaro possa tornare (M´). A differenza del normale scambio di merci, questo circuito non ha un punto di sosta interno. Il suo inizio e la sua fine sono qualitativamente gli stessi; cambia solo la quantità. Il valore appare quindi come una “sostanza che si muove da sé”, un “soggetto automatico” la cui espansione diventa lo scopo del processo. 3

In questa formula è già presente il tempo. Tra M e M´ si collocano la produzione, il trasporto, la vendita e il rinnovamento del circuito. Nel Capitale , Marx chiama il circuito ripetuto il turnover del capitale. Il tempo di turnover è la somma del tempo di produzione e del tempo di circolazione; per il capitalista, è il periodo durante il quale il valore deve essere anticipato prima di ritornare in una forma che possa essere nuovamente anticipata. 4 A parità di altre condizioni, un turnover più rapido aumenta il tasso annuo di plusvalore e riduce la quantità di capitale che deve rimanere immobilizzato. La concorrenza, quindi, trasforma la velocità da vantaggio in obbligo.

Ma la produzione non obbedisce ai ritmi della borsa. Marx contrappone i settori in cui un prodotto può essere venduto rapidamente a quelli in cui è necessario impiegare lavoro per mesi prima che qualcosa possa circolare. Durante un lungo periodo di produzione, salari, materiali e fattori produttivi ausiliari devono essere anticipati ripetutamente, mentre il prodotto incompiuto rimane vincolato all’interno del processo produttivo. Agricoltura, macchinari, ferrovie, laboratori di ricerca, sistemi energetici, prodotti farmaceutici e manifattura avanzata impongono ciascuno i propri tempi di maturazione. Una società capace di produrre valori d’uso complessi deve impiegare lavoro vivo e oggettivato molto prima che il valore finale possa essere realizzato.

La finanza promette di colmare questo divario, ma cerca anche di sfuggirgli. Il credito può mettere in comune le risorse e distribuire il rischio; le azioni possono dare liquidità agli investimenti fissi. Eppure, gli stessi strumenti che mobilitano la produzione a lungo termine creano diritti che possono cambiare di mano ogni secondo. Nel capitale fruttifero, scrive Marx, la relazione assume la sua “forma più esternalizzata e feticistica”: M–M´, denaro che apparentemente genera altro denaro senza la mediazione della produzione.⁵ Il titolare di un diritto finanziario può uscire molto prima che la fabbrica, la rete o il farmaco siano completi. La liquidità per l’investitore non elimina la necessità della società di aspettare. Trasferisce l’onere dell’attesa su qualcun altro.

Ecco perché la penuria odierna non è una questione di denaro in astratto. Il mondo possiede immense riserve di ricchezza finanziaria, eppure gli investimenti produttivi sono deboli e radicalmente disomogenei. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha riferito che, escludendo i flussi di transito volatili, gli investimenti diretti esteri globali sono diminuiti dell’11% nel 2024, il secondo calo consecutivo a doppia cifra.⁶ L’ Agenzia Internazionale dell’Energia stima che gli investimenti nelle energie pulite abbiano raggiunto i 2.200 miliardi di dollari nel 2025, il doppio degli investimenti nei combustibili fossili; ciononostante, l’Africa, con circa un quinto della popolazione mondiale, ha ricevuto solo il 2% degli investimenti nelle energie pulite.⁷ Il capitale si muove, ma non si dirige in modo affidabile verso i luoghi, i settori o gli orizzonti temporali in cui il bisogno umano è maggiore.

Un recente articolo del Monthly Review si chiedeva perché la Cina fosse riuscita a resistere alla finanziarizzazione, sottolineando la continua priorità della produzione rispetto alla finanza e dello sviluppo rispetto all’accumulazione fine a se stessa.⁸ Il Capitale Paziente offre una prospettiva più ristretta sulla stessa questione. Resistere alla finanziarizzazione non significa semplicemente mantenere le banche sotto regolamentazione o limitare i prodotti speculativi. Significa impedire che la preferenza per la liquidità dei detentori di ricchezza determini la struttura temporale della riproduzione sociale. Significa far sì che la finanza serva il lungo e incerto lavoro attraverso il quale la scienza si trasforma in capacità produttiva.

“La società deve essere in grado di aspettare”

La trattazione del capitale fisso da parte di Marx nei Grundrisse è insolitamente rilevante per l’attuale trasformazione tecnologica. Macchinari, ferrovie e altri mezzi di produzione, sostiene, non sono doni della natura. «Sono organi della mente umana creati dalla mano umana , la potenza oggettivata della conoscenza. Lo sviluppo del capitale fisso mostra fino a che punto la scienza generale della società, la conoscenza , sia diventata una forza produttiva immediata » .⁹

Questo passaggio viene spesso citato nelle discussioni sull’automazione o sull'”intelletto generale”. Meno attenzione viene prestata al paragrafo che segue. La produzione di capitale fisso non produce un bene di consumo immediato, né necessariamente un valore di scambio che possa essere realizzato immediatamente. Una quota crescente del lavoro sociale deve essere dedicata ai mezzi di produzione il cui contributo si manifesterà solo in seguito. Marx scrive: “Ciò presuppone che la società possa aspettare, possa ritirare una grande parte della ricchezza già creata sia dal godimento immediato sia dalla produzione destinata al godimento immediato, e impiegarla in un lavoro che non è immediatamente produttivo ” .¹⁰

L’attesa, in questo contesto, è una capacità materiale, non una virtù etica. Una società affamata non può dirottare indefinitamente il grano dal consumo corrente. Un’impresa povera non può finanziare dieci anni di ricerca con le vendite del mese successivo. La capacità di attendere si fonda sulla produttività, sul surplus accumulato, sul coordinamento e sulla fiducia che i sacrifici attuali riprodurranno le condizioni di vita sociale a un livello superiore. Si tratta quindi sempre di una questione di classe e di potere: chi produce il surplus, chi ne decide l’utilizzo, chi sopporta l’attesa e a chi appartiene il risultato?

Il capitalismo sviluppa questa capacità su scala immensa. Concentra le risorse, socializza il lavoro, integra la scienza nella produzione e crea mercati mondiali. Tuttavia, lo fa attraverso una contraddizione. Marx definisce il capitale stesso la “vera barriera della produzione capitalistica”, perché lo sviluppo illimitato delle forze produttive è subordinato allo scopo limitato di preservare e valorizzare il valore esistente.<sup> 11</sup> Una tecnologia in grado di soddisfare un bisogno pubblico può rimanere sottosviluppata se non può promettere un adeguato ritorno privato. Una fabbrica utile può chiudere perché il suo tasso di profitto è inferiore a quello ottenibile dalle attività finanziarie. Un intero continente può attendere l’elettricità mentre il capitale si rifiuta di aspettare il ritorno.

Il capitale paziente è importante a livello teorico perché rende visibile questa contraddizione temporale. Riconosce che le forze produttive avanzate richiedono impegni a lungo termine, mentre il capitale non regolamentato è spinto a ridurre il proprio ciclo di vita e a garantirsi una rapida uscita. Ma la pazienza diventa un autentico sviluppo dell’economia politica marxista solo quando modifica il rapporto di governo. Estendere la durata di un fondo da sette a venti anni non è sufficiente. La questione decisiva è se la finalità sociale dell’investimento abbia la priorità sulla valorizzazione del fondo stesso.

La distinzione può essere espressa in termini di valore d’uso e valore intrinseco. Il capitale di rischio ordinario può tollerare anni di perdite perché si aspetta rendite di monopolio alla fine: un brevetto, una piattaforma o una posizione di rete che permette a un singolo successo di compensare molti fallimenti. Tale capitale è finanziariamente paziente, ma socialmente predatorio. Il capitale paziente socialista deve esserlo per una ragione diversa. Dovrebbe accettare rendimenti finanziari ritardati o moderati perché ricerca rendimenti in diverse forme contemporaneamente: capacità tecnologica, occupazione sicura, riduzione delle emissioni di carbonio, servizi pubblici accessibili, sviluppo regionale e maggiore controllo sociale sulla produzione. Non abolisce la contabilità finanziaria; la colloca all’interno di una più ampia contabilità della riproduzione sociale.

L’organizzazione cinese dell’attesa

L’approccio cinese non è nato dal nulla. Le sue basi istituzionali includono un ampio settore pubblico in settori strategici, banche commerciali e di sviluppo statali, istituti di ricerca pubblici, pianificazione pluriennale, fondi gestiti dal governo e la capacità di coordinare gli investimenti in infrastrutture, industria, istruzione e tecnologia. La concorrenza di mercato è estesa e il capitale privato gioca un ruolo importante, ma né l’assegnazione del credito né la direzione dei principali investimenti sono state completamente affidate alla finanza privata.

Questa struttura mista spiega sia la possibilità che la necessità di un capitale paziente. In uno studio collettivo del Politburo del 2022, Xi Jinping ha descritto il capitale come un importante fattore di produzione nell’economia di mercato socialista. Ha anche sottolineato che il capitale ha una natura orientata al profitto e, senza regolamentazione, può causare gravi danni sociali. Il compito, ha sostenuto, è quello di attivare il ruolo positivo delle diverse forme di capitale, garantendo al contempo che esse servano gli interessi del popolo e dello Stato.<sup> 12</sup> Questa formulazione non considera il capitale come un’entità neutrale; piuttosto, lo intende come una forza da gestire, le cui capacità produttive devono essere utilizzate e il cui movimento deve essere limitato.

La sequenza politica successiva al 2024 ha conferito una forma temporale a tale proposta generale. La riunione del Politburo di aprile ha sollecitato investimenti di capitale di rischio e capitale paziente. La risoluzione del Terzo Plenum ha collocato il capitale paziente all’interno delle istituzioni necessarie per nuove forze produttive di qualità. Le misure del Consiglio di Stato emanate nel giugno 2024 hanno affrontato l’intero ciclo di raccolta fondi, investimento, gestione e disinvestimento, incoraggiando gli investimenti precoci, di piccola entità e in tecnologie avanzate.<sup> 13</sup> Nel gennaio 2025, il Ministero delle Finanze ha definito il capitale paziente come un investimento a lungo termine che non pone il rendimento a breve termine come obiettivo primario e presenta una maggiore tolleranza al rischio. Più importanti della definizione sono stati i meccanismi: maggiore durata dei fondi, investimenti anticiclici, partecipazione dei fondi di previdenza sociale e assicurativi, investimenti successivi, valutazione differenziata e tolleranza per le normali perdite di portafoglio anziché sanzioni basate su un singolo progetto o anno.<sup> 14</sup>

Il Fondo nazionale di orientamento al capitale di rischio ha reso più concreta la sua struttura. Lanciato nel dicembre 2025 con tre fondi regionali incentrati su Pechino-Tianjin-Hebei, il delta del fiume Yangtze e la Greater Bay Area del Guangdong-Hong Kong-Macao, si rivolge a settori quali circuiti integrati, tecnologia quantistica, biomedicina, interfacce cervello-computer e aerospaziale, tra gli altri.<sup> 15 </sup> Il suo orientamento dichiarato è quello di investire in fase iniziale, su piccola scala, a lungo termine e in tecnologie solide. La durata ventennale del fondo supera deliberatamente il ciclo convenzionale di sette-dieci anni del capitale di rischio. Il rapporto di lavoro del governo del 2026 si è spinto oltre, affermando che i fondi di investimento governativi dovrebbero “assumere un ruolo guida nell’essere capitale paziente”.<sup> 16</sup>

Queste misure, di per sé, non dimostrano il successo, ma rivelano una logica istituzionale. Il denaro pubblico assorbe parte dell’incertezza che gli investitori privati ​​tendono a evitare. Un approccio di portafoglio riconosce che l’innovazione esplorativa produce sia fallimenti che scoperte rivoluzionarie. I finanziamenti successivi impediscono che progetti promettenti vengano abbandonati semplicemente perché un fondo ha raggiunto una data di uscita arbitraria. I fondi regionali possono collegare la strategia nazionale alle capacità industriali e di ricerca locali. La partecipazione pubblica può anche definire gli standard per i partner privati, anziché limitarsi a remunerarli.

La dimensione della base produttiva è importante. La spesa cinese per ricerca e sviluppo ha superato i 3,9 trilioni di yuan nel 2025, pari al 2,8% del prodotto interno lordo; la spesa per la ricerca di base è aumentata dell’11,1% e il Fondo nazionale di orientamento per la trasformazione dei risultati scientifici e tecnologici ha istituito trentasei sottofondi per un totale di 62,4 miliardi di yuan. 17 Entro il terzo trimestre del 2025, i fondi di private equity e di venture capital avevano investito 9,05 trilioni di yuan in 153.000 progetti; 3,2 trilioni di yuan sono stati investiti in imprese ad alta tecnologia. 18 L’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale ha classificato la Cina al decimo posto nel suo Indice globale dell’innovazione 2025, la prima economia a reddito medio a entrare nella top ten, e al primo posto per la produzione di conoscenza e tecnologia. 19

Questi dati non vengono presentati come prova che ogni investimento sia socialmente produttivo. Dimostrano che il capitale paziente è legato a una reale trasformazione delle forze produttive, non semplicemente a uno slogan finanziario. Il concetto di Xi di nuove forze produttive di qualità descrive i cambiamenti derivanti da scoperte tecnologiche; combinazioni innovative di lavoro, strumenti e oggetti di lavoro; e una profonda trasformazione industriale. 20 Questo è chiaramente uno sviluppo dell’analisi di Marx: la scienza diventa una forza produttiva diretta, ma la combinazione istituzionale degli elementi della produzione è essa stessa parte della trasformazione produttiva.

Qui risiede l’innovazione teorica. Il Capitale mostra perché i mezzi di produzione e la scienza a lungo termine richiedono alla società di attendere, ma il suo oggetto è il modo di produzione capitalistico, in cui la produzione socializzata rimane governata dall’appropriazione privata. La modernizzazione cinese sperimenta un’altra possibilità: uno stato socialista può utilizzare i mercati e molteplici forme di capitale, organizzando al contempo il processo di attesa attorno a una strategia di sviluppo consapevolmente dichiarata. Il capitale paziente non è quindi né semplicemente spesa pubblica né capitale di rischio ordinario con un periodo di vincolo più lungo. È una forma di mediazione attraverso la quale gli scopi sociali possono agire all’interno di un’economia di mercato e disciplinare l’orizzonte temporale dell’accumulazione.

La pazienza è una relazione sociale

Il pericolo dell’espressione “capitale di pazienza” è che possa nascondere le relazioni che rendono possibile la pazienza. Sono quindi necessari quattro test.

Innanzitutto, la pazienza deve descrivere la relazione tra finanza e produzione. Se un fondo pubblico si limita a garantire agli investitori privati ​​un’uscita redditizia, la finanza continua a dettare legge sulla produzione. Il pubblico sopporta l’incertezza mentre il partner privato ne trae profitto. Un capitale veramente paziente dovrebbe essere valutato in base alla capacità produttiva aggiuntiva, alla conoscenza utile, al miglioramento ecologico e al beneficio pubblico, e non solo in base alla valutazione assegnata nel prossimo ciclo di finanziamento. Il suo successo risiede nella capacità di trasformare il denaro in capacità sociali durevoli, non nel trasformare un sussidio pubblico in un onere finanziario più gravoso.

Ciò significa anche resistere ai monopoli. Le tecnologie in fase iniziale richiedono spazio per la sperimentazione, ma le rendite monopolistiche non sono sinonimo di innovazione. La proprietà intellettuale, i dati, le piattaforme e gli standard tecnici possono diventare dei pedaggi attraverso i quali un’azienda di successo estrae valore dal resto della società. Il capitale pubblico dovrebbe avere diritti pubblici sulla conoscenza e sulle infrastrutture che finanzia: accesso a prezzi accessibili, standard aperti ove possibile, limiti alle licenze abusive, partecipazione pubblica al capitale sociale o ai ricavi e il diritto di impedire che beni strategici vengano depredati o trasferiti a scopo di lucro speculativo.

In secondo luogo, la pazienza deve trasformare il rapporto tra Stato e mercato. Uno Stato efficiente può allungare l’orizzonte temporale degli investimenti; può anche riprodurre una visione a breve termine in forma amministrativa. I funzionari locali possono pretendere risultati rapidi e visibili, replicare settori di tendenza, imporre rigidi requisiti di rendimento o evitare i rischi perché il fallimento minaccia la loro carriera. Un fondo pubblico gestito come voce di bilancio annuale non diventerà paziente solo perché la pazienza compare nella sua dichiarazione di intenti.

La soluzione non è eliminare la direzione pubblica, ma migliorarla. Gli obiettivi strategici dovrebbero essere determinati politicamente e resi pubblici; la selezione degli investimenti dovrebbe essere professionale; la valutazione dovrebbe avvenire per tutta la durata di un portafoglio; i normali fallimenti dovrebbero essere distinti dalla negligenza e dalla corruzione; e i risultati dovrebbero essere sufficientemente trasparenti da consentire la supervisione sociale. La “tolleranza del fallimento” non deve trasformarsi in tolleranza dell’interesse personale. Né la “mercificazione” dovrebbe diventare una formula per isolare l’uso della ricchezza pubblica dalla responsabilità democratica. Un mercato efficace e uno Stato efficace non sono due entità separate. La loro combinazione costituisce un insieme di istituzioni in cui potere e responsabilità devono essere concepiti congiuntamente.

In terzo luogo, la pazienza deve trasformare il rapporto tra capitale e lavoro. Il monito di Marx rimane indispensabile: il capitale è “lavoro morto” che vive succhiando il lavoro vivo, come un vampiro. Un fondo può aspettare dieci anni per un ritorno, pretendendo nel frattempo che fattorini, tecnici di laboratorio, programmatori o operai lavorino a un ritmo intollerabile. La finanza a lungo termine può coesistere con un’estrema pressione a breve termine sul lavoro. In tal caso, il capitale è paziente solo con se stesso.

Lo sviluppo di nuove forze produttive di qualità deve quindi includere lo sviluppo del lavoratore, e non semplicemente strumenti più avanzati che si presentano al lavoratore come un potere estraneo. Occupazione stabile, diritti collettivi, sicurezza sul lavoro, formazione e partecipazione dei lavoratori al cambiamento tecnologico non sono costi esterni all’innovazione. Sono condizioni per accumulare e applicare la conoscenza sociale. Il modello di ricchezza maturo di Marx punta oltre la massa delle merci, verso il tempo disponibile. Il vero risparmio di tempo di lavoro, scriveva, dovrebbe aumentare il tempo libero “per il pieno sviluppo dell’individuo”, che a sua volta incide sulla produttività del lavoro come “la più grande forza produttiva”. 22 Un capitale paziente degno del socialismo deve essere impaziente di esaurire le persone.

In quarto luogo, la pazienza deve trasformare il rapporto tra sviluppo nazionale e sistema mondiale. L’attuale geografia finanziaria fa sì che gran parte del Sud del mondo paghi alti interessi per scadenze brevi, esportando valore attraverso scambi ineguali. Il risultato è una perversa divisione del tempo: i centri finanziari ricchi godono di liquidità, mentre le nazioni debitrici attendono infrastrutture, capacità industriali e adattamento ai cambiamenti climatici.

Lo sviluppo della Cina dimostra l’importanza delle infrastrutture, della politica industriale, delle finanze pubbliche e del rifiuto di lasciare che i creditori stranieri dettino l’intero modello di accumulazione. Il suo contributo internazionale dovrebbe estendere questa lezione, senza tuttavia presumere che ogni progetto finanziato dalla Cina sia automaticamente emancipatorio. Una pratica globale di capitale paziente dovrebbe prevedere scadenze lunghe, strumenti in valuta locale laddove possibile, trasferimento tecnologico, occupazione e approvvigionamento locali, salvaguardie di sostenibilità del debito e standard vincolanti in materia di lavoro ed ambiente. Dovrebbe ampliare la capacità del paese beneficiario di pianificare e produrre, non creare un diritto permanente sul suo surplus futuro.

Una proposta cinese per la gestione del capitale

Ogni paese ha la propria storia, capacità statale, struttura di classe e posizione nell’economia mondiale. Una “soluzione cinese” non può significare copiare un elenco di istituzioni. Il suo significato più ampio risiede in un principio di governo: il capitale può essere utilizzato come strumento di sviluppo senza essere accettato come sovrano dello sviluppo stesso.

Tale principio può essere tradotto in cinque impegni istituzionali.

Il primo elemento è un punto di riferimento pubblico. Gli Stati hanno bisogno di istituzioni in grado di impegnare risorse in tutti i cicli economici: banche pubbliche di sviluppo, fondi di investimento strategico, fondi di previdenza sociale o altri strumenti adatti alle condizioni nazionali. Il capitale pubblico dovrebbe intervenire laddove il bisogno sociale è elevato, l’incertezza produttiva è alta e il capitale privato è assente o eccessivamente costoso. Dovrebbe incentivare l’attività produttiva, non offrire garanzie incondizionate ai detentori di ricchezza.

Il secondo approccio è la valutazione basata sulle missioni. Gli investimenti a lungo termine non possono essere governati dal profitto trimestrale, ma non possono nemmeno operare senza disciplina. Le missioni – decarbonizzare l’elettricità, produrre farmaci essenziali, ampliare il trasporto pubblico, garantire i sistemi alimentari, sviluppare tecnologie critiche – rendono esplicito il valore d’uso ricercato dagli investimenti. Il ritorno finanziario diventa un indicatore tra i tanti, insieme a produttività, occupazione, accessibilità economica, resilienza, emissioni e diffusione della conoscenza.

Il terzo punto riguarda l’integrazione della finanza con un sistema industriale e scientifico. Un fondo non può creare da solo un ecosistema dell’innovazione. Il capitale paziente funziona solo se collegato alla ricerca pubblica, all’istruzione, alle infrastrutture, agli standard, agli appalti e alle istituzioni che traducono le scoperte in produzione. Altrimenti, la finanza inseguirà un numero ristretto di beni di tendenza e chiamerà “innovazione” l’inflazione che ne consegue.

Il quarto aspetto riguarda il controllo sociale sia sul rischio che sul profitto. Laddove il pubblico si assume il rischio iniziale, dovrebbe partecipare ai guadagni successivi. Ciò può avvenire tramite partecipazioni azionarie, royalty, condizioni di prezzo, opzioni pubbliche sulla proprietà intellettuale o requisiti di reinvestimento. I lavoratori e le comunità interessate dovrebbero avere voce in capitolo nei progetti che riorganizzano il lavoro e il territorio. La regolamentazione antitrust deve impedire che le imprese sostenute dal settore pubblico trasformino il successo tecnologico in dominio privato.

Il quinto punto è l’internazionalismo. La stabilizzazione climatica, la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la diffusione delle tecnologie verdi richiedono capitali disposti ad attendere oltre i confini nazionali. La finanza pubblica internazionale non dovrebbe essere concepita esclusivamente in base alle priorità dei creditori. Dovrebbe ampliare la sovranità produttiva dei paesi beneficiari e rendere la cooperazione più vantaggiosa della dipendenza. L’esperienza cinese può contribuire a questo progetto con strumenti e capacità, ma il suo contenuto socialista sarà misurato dallo sviluppo che consentirà altrove.

Questi impegni non eliminano le contraddizioni del capitale. Creano piuttosto le condizioni affinché la società possa imparare a gestirle. Né implicano che ogni necessità debba essere finanziata come un investimento. Sanità, istruzione, assistenza e servizi pubblici essenziali spesso richiedono un intervento pubblico diretto, piuttosto che un fondo che si aspetta un ritorno monetario. Definire ogni spesa a lungo termine “capitale paziente” estenderebbe la logica del capitale a sfere in cui non dovrebbe trovarsi. L’obiettivo non è finanziarizzare la pianificazione, ma pianificare la finanza.

Chi aspetta chi?

La parola più importante in “capitale paziente” non è paziente , ma capitale . Marx ci impedisce di immaginare che un orizzonte temporale più lungo dissolva il rapporto di valorizzazione. Eppure, il fatto politico più importante è che l’orizzonte temporale del capitale può essere modificato. Non è una legge di natura che un farmaco, una rete elettrica o un nuovo materiale debbano soddisfare il programma di rendimento di un fondo privato. Tale programma è un prodotto istituzionale e può essere subordinato ad altri scopi.

La modernizzazione cinese arricchisce l’economia politica marxista portando questo problema pratico al centro. Dimostra che l’uso socialista del capitale implica più che decidere quanto capitale mobilitare. Implica governare la direzione del capitale, la sua durata, la tolleranza all’incertezza, la pretesa sul surplus e il rapporto con il lavoro e la natura. Il capitale paziente è promettente nella misura in cui socializza la capacità di attendere e collega tale capacità allo sviluppo di nuove forze produttive. È socialista solo nella misura in cui le forze risultanti servono sempre più i produttori associati e i bisogni comuni.

Marx osservò che il capitalismo sviluppa le capacità produttive della società confinandole al solo scopo della valorizzazione. Il capitale paziente, di per sé, non rompe tale confinamento, ma può ampliarne la breccia: la produzione può essere organizzata secondo un orizzonte temporale diverso dal più rapido profitto privato. Attraverso questa breccia emerge un principio più ampio per il mondo: la finanza deve rispondere al tempo della scienza, al tempo del risanamento ambientale, al tempo dello sviluppo umano e, in ultima analisi, al tempo democraticamente scelto dalla società.

La prova finale è semplice. La società dovrebbe avere pazienza con la maturazione della conoscenza, delle infrastrutture e della produzione trasformativa. Non dovrebbe avere pazienza con lo sfruttamento, la povertà evitabile, il monopolio o il collasso ecologico. Il capitale deve imparare ad aspettare. La gente ha aspettato fin troppo.

Note

  1. ↩ “L’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC tiene una riunione e decide di convocare la Terza Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale del PCC”, People’s Daily , 1 maggio 2024, 1.
  2. ↩ Karl Marx, Manoscritti economici del 1857-58 ( Grundrisse ), in Karl Marx e Friedrich Engels, Opere complete , vol. 29, (New York: International Publishers), 93.
  3. ↩ Marx, Il Capitale , vol. 1 (Londra: Penguin, 1976), 255; Karl Marx, Il Capitale , vol. 3 (Londra: Penguin, 1981), 516.
  4. ↩ Karl Marx, Il Capitale , vol. 2 (Londra: Penguin, 1978), 203–4, 233–36.
  5. ↩ Marx ed Engels, Opere complete , vol. 37, 388. Vedi anche Marx, Il Capitale , vol. 3, 515.
  6. ↩ Agenzia delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, Rapporto sugli investimenti mondiali 2025: Investimenti internazionali nell’economia digitale (Ginevra: Nazioni Unite, 2025), unctad.org.
  7. ↩ Agenzia Internazionale dell’Energia, Investimenti energetici mondiali 2025 (Parigi: IEA, 2025).
  8. ↩ Fusheng Xie, Zhi Li e Xiaolu Kuang, “ Perché la Cina può resistere alla finanziarizzazione? ”, Monthly Review 78, n. 3 (luglio-agosto 2026): 71-86.
  9. ↩ Marx ed Engels, Opere complete , vol. 29, 92.
  10. ↩ Marx ed Engels, Opere complete , vol. 29, 93.
  11. ↩ Marx, Il Capitale , vol. 3, 359; Marx ed Engels, Opere Complete , vol. 37, 248.
  12. ↩ “Regolamentare e guidare lo sviluppo sano del capitale in conformità con la legge e valorizzare appieno il ruolo positivo del capitale quale importante fattore di produzione”, People’s Daily , 1 maggio 2022, 1.
  13. ↩ “L’ufficio generale del Consiglio di Stato emana misure politiche per promuovere lo sviluppo di capitale di rischio di alta qualità”, People’s Daily , 20 giugno 2024, 4.
  14. ↩ L’Ufficio generale del Consiglio di Stato emana pareri guida sulla promozione dello sviluppo di alta qualità dei fondi di investimento governativi”, People’s Daily , 8 gennaio 2025, 2.
  15. ↩ Ouyang Shijia, “Fondo di venture capital statale pronto a sostenere i settori del futuro”, China Daily , 27 dicembre 2025, 5.
  16. ↩ Li Qiang, “Rapporto sull’attività del governo – Presentato alla quarta sessione del quattordicesimo Congresso nazionale del popolo il 5 marzo 2026”, People’s Daily , 14 marzo 2026, 1.
  17. ↩ Ufficio nazionale di statistica della Cina, “Comunicato statistico della Repubblica Popolare Cinese sullo sviluppo economico e sociale nazionale del 2025”, People’s Daily , 1 marzo 2026, 4.
  18. ↩ Associazione cinese per la gestione patrimoniale, Fondi in cifre 2025 , 2 febbraio 2026, amac.org.cn.
  19. ↩ Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, Indice Globale dell’Innovazione 2025: L’innovazione a un bivio (Ginevra: WIPO, 2025), www.wipo.int.
  20. ↩ Xi Jinping, “Lo sviluppo di nuove forze produttive di qualità è un requisito intrinseco e un punto focale importante per la promozione di uno sviluppo di alta qualità”, Qiushi , n. 11 (2024).
  21. ↩ Marx, Il Capitale , vol. 1, 342.
  22. ↩ Marx ed Engels, Opere complete , vol. 29, 97.

ANALISI by ChatGPT 21-10-26

PRESENTAZIONE E ANALISI COMPLETA

Siyuan Liu — “Why Is ‘Patient Capital’ Patient? Rereading ‘Das Kapital’ through Chinese Modernization”

Fonte: Monthly Review, vol. 78, n. 5, ottobre 2026. Analisi basata sul testo integrale fornito.

1. Presentazione editoriale per il post di 42rosso

Il capitale può davvero imparare ad aspettare? In un sistema economico dominato dalla rapidità della circolazione finanziaria, dalla ricerca di rendimenti immediati e dalla pressione esercitata sui tempi della produzione, la realizzazione di grandi infrastrutture, la ricerca scientifica e lo sviluppo di tecnologie avanzate richiedono invece investimenti di lungo periodo, capacità di coordinamento e disponibilità ad assumere rischi senza risultati immediati.

Nel saggio Why Is “Patient Capital” Patient?, Siyuan Liu affronta questa contraddizione attraverso una rilettura del Capitale di Marx alla luce della modernizzazione cinese. Il punto di partenza è che la pazienza del capitale non costituisce una qualità morale dell’investitore, ma dipende dai rapporti sociali, dalle istituzioni e dalle finalità che governano l’accumulazione. La questione decisiva non è semplicemente prolungare la durata degli investimenti, bensì stabilire chi decide la destinazione delle risorse, chi sopporta i rischi, chi beneficia dei risultati e quali obiettivi devono prevalere sulla redditività immediata.

L’autrice mette in relazione il concetto marxiano di tempo di rotazione del capitale con il problema degli investimenti a lunga maturazione. La finanza può mobilitare risorse indispensabili alla produzione, ma la liquidità dei titoli e la possibilità di uscita degli investitori non eliminano il tempo necessario alla ricerca, alla costruzione degli impianti e alla formazione delle capacità produttive. Possono, al contrario, trasferire su lavoratori, imprese e società il costo dell’attesa.

In questo quadro, l’esperienza cinese viene esaminata come un tentativo di organizzare istituzionalmente il capitale paziente attraverso imprese pubbliche, banche di sviluppo, fondi d’investimento guidati dallo Stato, programmazione pluriennale e integrazione tra ricerca scientifica e politica industriale. L’obiettivo dichiarato è orientare il finanziamento verso le tecnologie strategiche, le imprese nelle fasi iniziali e i processi produttivi che richiedono tempi più lunghi di quelli normalmente tollerati dalla finanza privata.

Il saggio, tuttavia, non identifica automaticamente il capitale paziente con il socialismo. Anche un investimento pubblico di lungo periodo può favorire monopoli privati, trasferire alla collettività i rischi e privatizzare i guadagni, oppure accompagnarsi a intensificazione dello sfruttamento del lavoro. Per questo Liu propone di valutare gli investimenti non soltanto in base ai rendimenti finanziari, ma anche alla loro capacità di generare occupazione stabile, conoscenza condivisa, benefici ambientali, servizi accessibili e maggiore controllo sociale sulla produzione.

La conclusione apre una questione di portata generale: la finanza deve governare i tempi della società oppure essere subordinata ai tempi della scienza, della produzione e dei bisogni collettivi? L’esperienza cinese offre all’autrice un terreno concreto per discutere questa alternativa, senza presentare le istituzioni cinesi come un modello automaticamente trasferibile ad altri paesi.

Il contributo è particolarmente rilevante per l’analisi dei rapporti fra capitalismo finanziario, pianificazione, sviluppo tecnologico e transizione socialista. La sua tesi centrale è che il problema non consiste soltanto nel disporre di più capitale o nel renderlo meno impaziente: occorre trasformare i rapporti istituzionali e sociali che ne determinano l’impiego, la durata e l’appropriazione dei risultati.

Nota editoriale: la presentazione ricostruisce l’argomentazione dell’autrice; le valutazioni critiche e le questioni da verificare sono sviluppate separatamente nella scheda seguente.

2. Scheda bibliografica e documentaria

CampoDati
AutriceSiyuan Liu
Titolo originaleWhy Is “Patient Capital” Patient? Rereading “Das Kapital” through Chinese Modernization
Traduzione italiana del titoloPerché il «capitale paziente» è paziente? Rileggere il Capitale attraverso la modernizzazione cinese
PubblicazioneMonthly Review
FascicoloVol. 78, n. 5, ottobre 2026
Ambito disciplinareEconomia politica marxista; teoria dello sviluppo; studi sulla Cina
Area geografica principaleCina; con riferimenti all’economia mondiale e al Sud globale
Periodo storicoMarx (1857–1858 e opere successive); politiche cinesi 2022–2026; trasformazioni contemporanee
Genere documentarioSaggio teorico e politico-economico
Lingua del testo fornitoInglese
URL dell’articoloMonthly Review — testo originale
DOI indicato nell’archivio10.14452/mr-078-05-2026-09_4

Profilo dell’autrice. Secondo la nota biografica pubblicata insieme all’articolo, Siyuan Liu è professoressa associata presso la School of Marxism della Huazhong University of Science and Technology, a Wuhan. Si occupa del Capitale di Marx, di economia politica marxista e degli sviluppi contemporanei della teoria marxista.

Delimitazione documentaria. La scheda descrive il contenuto del testo fornito. Le informazioni quantitative sulla Cina e le ricostruzioni delle politiche pubbliche sono riportate come dati e affermazioni dell’articolo, non come verifiche indipendenti di ciascuna fonte statistica.

3. Analisi completa del contenuto

3.1 Oggetto e problema centrale

Il saggio affronta il rapporto tra tempo dell’accumulazione finanziaria, tempo della produzione e capacità della società di sostenere investimenti di lungo periodo.

Il problema nasce dalla differenza fra due esigenze:

  • il capitale finanziario ricerca liquidità, possibilità di uscita e rendimenti in tempi relativamente brevi;
  • lo sviluppo delle forze produttive richiede spesso investimenti prolungati, risultati incerti e risorse che rimangono immobilizzate prima di produrre effetti economici e sociali.

La ricerca scientifica, le infrastrutture energetiche, la produzione di semiconduttori, i nuovi farmaci e le tecnologie avanzate rappresentano esempi di attività nelle quali il tempo necessario alla realizzazione può entrare in conflitto con gli obiettivi finanziari.

L’espressione patient capital, o «capitale paziente», designa una modalità di finanziamento disposta a sostenere questi tempi più lunghi. Ma l’autrice sposta l’attenzione dalla durata dell’investimento alla sua organizzazione sociale: chi può aspettare, chi è costretto ad aspettare e a vantaggio di chi viene utilizzato il tempo?

Questa impostazione trasforma una questione apparentemente tecnica di finanza in un problema di economia politica e di rapporti di classe.

3.2 Tesi fondamentale

La tesi del saggio può essere sintetizzata così:

La capacità del capitale di sostenere investimenti di lungo periodo dipende dall’organizzazione istituzionale e sociale dell’economia; il capitale può contribuire allo sviluppo delle forze produttive soltanto se la sua logica di valorizzazione viene subordinata a finalità produttive e sociali più ampie.

La tesi si articola in quattro proposizioni.

1. Il capitale è strutturalmente orientato alla valorizzazione. La ricerca del rendimento non dipende soltanto dalle preferenze individuali degli investitori, ma dalla concorrenza e dai rapporti economici entro i quali operano.

2. La produzione ha tempi materiali specifici. Non tutti i processi produttivi possono essere accelerati o valutati secondo le scadenze dei mercati finanziari.

3. La pazienza è una capacità sociale organizzata. Dipende dalla disponibilità di risorse, dalla pianificazione, dalle istituzioni finanziarie e dalla possibilità di distribuire nel tempo costi, rischi e benefici.

4. La durata dell’investimento non basta a definirne il carattere sociale. Occorre valutare i rapporti di proprietà, le condizioni di lavoro, l’appropriazione dei risultati e l’utilità collettiva.

3.3 Struttura argomentativa

1. Il conflitto fra capitale veloce e produzione lenta

La rotazione del capitale e la liquidità finanziaria vengono confrontate con i tempi della produzione, della ricerca e delle infrastrutture.

2. La rilettura di Marx

Il Capitale e i Grundrisse forniscono le categorie per interpretare la valorizzazione, il capitale fisso, il sapere sociale e la capacità di differire il consumo.

3. La modernizzazione cinese

Le istituzioni pubbliche, la programmazione e i fondi a lungo termine sono presentati come strumenti per orientare il capitale verso obiettivi strategici.

4. I criteri di valutazione sociale

L’autrice distingue il rendimento finanziario dalla creazione di capacità produttive, dalla tutela del lavoro, dall’ambiente e dalla diffusione della conoscenza.

5. Una proposta di governo del capitale

La conclusione individua strumenti pubblici, valutazione per obiettivi, integrazione industriale e scientifica, controllo sociale e cooperazione internazionale.

3.4 Analisi per sezioni

A. «Fast Money, Slow Production» — Denaro veloce, produzione lenta

Liu riprende la formula marxiana del circuito del capitale:

\[ M-C-M’ \]

Il denaro iniziale \(M\) acquista merci \(C\), comprendenti mezzi di produzione e forza-lavoro; il processo deve concludersi con una somma di denaro accresciuta \(M’\).

Il capitale non è quindi definito dalla semplice disponibilità di denaro, ma dal movimento di valorizzazione che collega l’anticipazione iniziale al ritorno accresciuto.

Il tempo è costitutivo di questo movimento. La produzione e la circolazione richiedono un intervallo durante il quale il valore anticipato non è ancora disponibile per essere nuovamente investito. La concorrenza spinge pertanto ad accelerare la rotazione del capitale e a ridurre il tempo di immobilizzazione delle risorse.

L’autrice introduce qui una distinzione decisiva: il tempo della produzione non coincide necessariamente con quello della finanza.

Un impianto industriale, una rete elettrica o un progetto farmaceutico possono richiedere anni prima di generare risultati. I titoli finanziari che ne rappresentano il finanziamento, invece, possono essere ceduti molto prima della conclusione del progetto.

La liquidità finanziaria consente di mobilitare risorse, ma non elimina i tempi reali del processo produttivo. Può semplicemente trasferire l’onere dell’attesa ad altri soggetti.

Funzione della sezione: mostrare che la tensione fra investimento di lungo periodo e rendimento immediato non è un inconveniente occasionale, ma una contraddizione collegata alla dinamica dell’accumulazione.

B. «Society Must Be Able to Wait» — La società deve poter aspettare

Questa sezione costituisce il nucleo teorico del saggio.

Liu si richiama al Frammento sulle macchine dei Grundrisse di Marx, nel quale il capitale fisso viene interpretato come incorporazione del sapere e delle capacità intellettuali della società nei mezzi di produzione.

Macchine e infrastrutture non sono soltanto beni materiali: rappresentano conoscenze accumulate, ricerca scientifica e lavoro sociale oggettivato.

La loro produzione richiede che una parte delle risorse disponibili venga sottratta al consumo immediato per essere impiegata in attività i cui risultati si manifesteranno successivamente.

L’affermazione marxiana secondo cui la società deve essere capace di aspettare viene interpretata in senso materiale e politico. Non si tratta di una virtù individuale, ma della possibilità collettiva di sostenere un differimento dei risultati.

L’autrice evidenzia tre questioni:

  • Disponibilità del surplus: quali risorse possono essere destinate a investimenti che non producono benefici immediati?
  • Potere decisionale: chi determina la destinazione del surplus e la durata dell’impegno?
  • Distribuzione dei risultati: chi beneficia dei risultati futuri e chi sostiene i sacrifici presenti?

La capacità di investire nel futuro è quindi anche una questione di classe. La società può accrescere le proprie forze produttive, ma la forma sociale dell’investimento determina chi controlla le risorse e chi si appropria dei benefici.

Liu distingue inoltre la pazienza finanziaria dalla finalità sociale dell’investimento. Un fondo privato può attendere molti anni per ottenere rendite monopolistiche. Un investimento orientato a finalità sociali dovrebbe invece essere giudicato anche per i risultati produttivi e collettivi che genera.

Funzione della sezione: trasformare la nozione di «capitale paziente» da semplice categoria finanziaria a problema della destinazione sociale del surplus.

C. «The Chinese Organization of Waiting» — L’organizzazione cinese dell’attesa

L’autrice passa dall’analisi teorica al caso cinese.

La possibilità di finanziare progetti di lunga durata viene ricondotta a una struttura economica mista, nella quale operano:

  • imprese pubbliche nei settori strategici;
  • banche commerciali e banche di politica pubblica;
  • istituzioni di ricerca;
  • fondi d’investimento guidati dal governo;
  • programmazione pluriennale;
  • coordinamento fra infrastrutture, istruzione, industria e innovazione tecnologica.

Il testo ricostruisce una sequenza di interventi politici, avviata prima del 2024 e sviluppata successivamente attraverso misure dedicate al capitale paziente.

Particolare rilievo assume il Fondo nazionale di orientamento del venture capital, presentato nell’articolo come lanciato nel dicembre 2025 e articolato in tre fondi regionali. I settori indicati comprendono semiconduttori, tecnologie quantistiche, biomedicina, interfacce cervello-computer e aerospazio. La durata prevista di vent’anni viene contrapposta al ciclo convenzionale di sette-dieci anni del venture capital.

Liu riporta inoltre dati relativi alla spesa cinese in ricerca e sviluppo, all’investimento dei fondi di private equity e venture capital e alla posizione del paese negli indici internazionali dell’innovazione.

Questi elementi sono impiegati per sostenere che il capitale paziente è collegato a una trasformazione produttiva concreta, non soltanto a una nuova denominazione finanziaria.

Il significato teorico attribuito all’esperienza cinese consiste nell’ipotesi che uno Stato socialista possa utilizzare mercati e forme differenti di capitale, cercando di governarne la direzione e l’orizzonte temporale.

L’autrice, tuttavia, riconosce che l’esistenza di fondi pubblici e di programmi strategici non dimostra automaticamente il conseguimento di risultati socialmente desiderabili.

Funzione della sezione: presentare la Cina come caso storico-istituzionale attraverso cui interrogare il rapporto fra mercato, pianificazione, proprietà pubblica e sviluppo delle forze produttive.

D. «Patience Is a Social Relation» — La pazienza è un rapporto sociale

Questa parte introduce quattro criteri di valutazione, che costituiscono il principale nucleo critico e normativo dell’articolo.

1. Rapporto fra finanza e produzione

Il capitale pubblico non deve limitarsi a garantire l’uscita remunerativa degli investitori privati. L’investimento va valutato per la capacità produttiva, la conoscenza, il miglioramento ecologico e il beneficio pubblico generati. L’autrice sottolinea inoltre il rischio che la proprietà intellettuale e le piattaforme trasformino il successo tecnologico in rendita monopolistica.

2. Rapporto fra Stato e mercato

La direzione pubblica può allungare l’orizzonte degli investimenti, ma può anche riprodurre il breve-termismo attraverso obiettivi annuali, duplicazioni industriali e avversione amministrativa al rischio. Servono valutazione pluriennale, professionalità, trasparenza e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche.

3. Rapporto fra capitale e lavoro

Un investimento può essere paziente nei confronti del proprio rendimento e contemporaneamente imporre ritmi insostenibili ai lavoratori. L’autrice propone quindi di considerare occupazione stabile, diritti collettivi, sicurezza, formazione e partecipazione dei lavoratori alla trasformazione tecnologica.

4. Rapporto fra sviluppo nazionale e sistema mondiale

Il finanziamento internazionale di lungo periodo dovrebbe ampliare la capacità produttiva dei paesi beneficiari, anziché generare dipendenza dai creditori. Sono richiamati strumenti in valuta locale, trasferimento tecnologico, occupazione locale, sostenibilità del debito e standard ambientali e del lavoro.

La sezione è particolarmente importante perché impedisce di identificare il carattere sociale dell’investimento con la sola presenza dello Stato. Il problema riguarda l’intero sistema di relazioni che determina l’utilizzo delle risorse e la distribuzione dei risultati.

E. «A Chinese Proposal for Governing Capital» — Una proposta cinese per governare il capitale

Liu traduce i criteri precedenti in cinque impegni istituzionali:

  1. Ancoraggio pubblico: istituzioni capaci di impegnare risorse nel corso dei cicli economici, intervenendo dove il bisogno sociale è elevato e il capitale privato è insufficiente o troppo costoso.
  2. Valutazione per missioni: misurare i risultati in termini di decarbonizzazione, farmaci essenziali, trasporti pubblici, sicurezza alimentare e tecnologie critiche, oltre che di rendimento finanziario.
  3. Integrazione fra finanza, industria e scienza: collegare i fondi a ricerca pubblica, istruzione, infrastrutture, standard tecnologici e capacità di trasferire le scoperte nella produzione.
  4. Controllo sociale del rischio e del rendimento: prevedere una partecipazione pubblica ai benefici derivanti da investimenti sostenuti con risorse collettive e impedire che il successo produca potere monopolistico incontrollato.
  5. Internazionalismo: orientare il finanziamento internazionale verso la sovranità produttiva dei paesi destinatari, la cooperazione e la riduzione delle dipendenze.

L’autrice introduce una precisazione importante: non ogni bisogno sociale deve essere finanziato attraverso un investimento che si attende un ritorno monetario. Sanità, istruzione, assistenza e servizi pubblici essenziali possono richiedere una fornitura pubblica diretta.

Ne deriva una formula concettuale significativa: non finanziarizzare la pianificazione, ma pianificare la finanza.

F. «Who Waits for Whom?» — Chi aspetta chi?

La conclusione riassume il problema teorico e politico dell’intero saggio.

Il capitale paziente non supera automaticamente la logica della valorizzazione. Anche un fondo con durata ventennale continua a operare entro rapporti economici che possono subordinare la produzione alla redditività.

La questione è se le istituzioni riescano progressivamente a modificare la direzione, la durata e i benefici dell’investimento, facendo sì che lo sviluppo delle forze produttive risponda alle esigenze dei produttori associati e ai bisogni collettivi.

L’esperienza cinese viene dunque interpretata come un terreno di sperimentazione sulla possibilità di utilizzare il capitale senza riconoscerlo come autorità sovrana dello sviluppo.

La conclusione non sostiene che le contraddizioni siano eliminate. Sostiene piuttosto che possono essere governate e che l’orizzonte temporale dell’investimento è una variabile istituzionale e politica, non una necessità naturale immutabile.

3.5 Quadro concettuale marxiano

Il riferimento a Marx non ha nel saggio una funzione puramente ornamentale. Le categorie marxiane permettono di collegare la durata degli investimenti alla dinamica del capitale e alla forma sociale della produzione.

CategoriaSignificato nel saggioFunzione analitica
Circuito \(M-C-M’\)Denaro anticipato per ottenere più denaroSpiega l’orientamento alla valorizzazione
Tempo di rotazioneTempo della produzione e della circolazioneSpiega la pressione ad accelerare il ritorno del capitale
Capitale fissoMacchine, impianti e infrastrutture durevoliEvidenzia il carattere di lungo periodo dell’investimento
Sapere socialeConoscenza incorporata nelle forze produttiveCollega scienza, lavoro e sviluppo tecnologico
Surplus socialeRisorse disponibili oltre le esigenze immediateIntroduce il problema della destinazione delle risorse
Valore d’uso e valoreUtilità sociale e valorizzazione economicaDistingue il beneficio collettivo dal rendimento monetario
Feticismo del capitale finanziarioApparente capacità del denaro di generare denaro autonomamenteEvidenzia l’occultamento dei rapporti produttivi
Tempo disponibileTempo liberato per lo sviluppo umanoOffre un criterio di valutazione oltre la crescita delle merci

La formula \(M-M’\), associata al capitale produttivo d’interesse, esprime il modo in cui il rendimento finanziario può apparire indipendente dal processo produttivo che ne costituisce la base.

La distinzione fondamentale è fra allungare il tempo dell’investimento e modificare il fine sociale dell’investimento. Il primo risultato è compatibile con il capitalismo monopolistico; il secondo richiede un cambiamento nei rapporti di potere e nella distribuzione dei benefici.

3.6 Il significato attribuito alla modernizzazione cinese

Nell’interpretazione di Liu, la modernizzazione cinese permette di formulare una questione che non si risolve contrapponendo semplicemente Stato e mercato.

Il mercato conserva un ruolo nell’allocazione delle risorse e nella competizione fra imprese, ma le istituzioni pubbliche possono intervenire nella direzione del credito, nella scelta delle priorità tecnologiche e nella durata degli investimenti.

Il concetto di new quality productive forces — nuove forze produttive di qualità — viene collegato al progresso tecnologico, a nuove combinazioni di lavoro e mezzi di produzione e alla trasformazione industriale.

Il punto di interesse teorico non è dunque la sola dimensione quantitativa degli investimenti, bensì il rapporto fra:

  • proprietà e controllo delle risorse;
  • capacità di pianificazione;
  • autonomia relativa della finanza;
  • sviluppo delle capacità scientifiche e industriali;
  • finalità sociali della produzione.

La Cina è presentata come un caso dal quale ricavare problemi e strumenti di analisi, non come un modello da riprodurre meccanicamente in altri contesti nazionali.

Va mantenuta una distinzione: il saggio argomenta la possibilità di governare il capitale in direzione socialista; non dimostra che ogni investimento pubblico cinese realizzi già tale obiettivo.

4. Analisi critica

4.1 Originalità e contributi teorici

Il contributo più interessante del saggio consiste nel reinterpretare la nozione di capitale paziente attraverso le categorie dell’economia politica marxista. Un’espressione generalmente impiegata nel linguaggio della finanza e delle politiche industriali viene ricondotta al problema del controllo sociale dell’accumulazione.

I principali elementi di originalità sono quattro.

1. La temporalità come rapporto sociale. Il tempo non è soltanto una variabile tecnica dell’investimento. La possibilità di attendere dipende dalla distribuzione delle risorse, dai rapporti di proprietà e dal potere di decidere chi debba sopportare i costi presenti.

2. La distinzione fra pazienza finanziaria e finalità sociale. Un fondo può accettare perdite iniziali per conseguire in seguito una rendita monopolistica. La durata, da sola, non è quindi un indicatore sufficiente della funzione sociale dell’investimento.

3. La centralità della produzione materiale. Ricerca, infrastrutture e innovazione vengono analizzate in rapporto ai processi produttivi reali, contrastando l’idea che il problema economico possa essere risolto attraverso la sola mobilitazione della ricchezza finanziaria.

4. La valutazione multidimensionale degli investimenti. Il rendimento monetario viene collocato accanto a occupazione, diffusione della conoscenza, sostenibilità ecologica, accessibilità dei servizi e capacità produttiva.

4.2 Punti di forza

  • Coerenza teorica: il riferimento al Capitale e ai Grundrisse è collegato a un problema economico contemporaneo preciso.
  • Capacità di sintesi: il saggio connette teoria del valore, capitale fisso, finanza, innovazione tecnologica e pianificazione.
  • Articolazione istituzionale: il capitale paziente viene esaminato attraverso strumenti concreti, come fondi pubblici, banche di sviluppo e programmazione pluriennale.
  • Attenzione ai rapporti di classe: l’autrice non considera sufficiente la presenza dello Stato e mantiene al centro il rapporto fra capitale e lavoro.
  • Dimensione internazionale: il problema viene esteso alle disuguaglianze finanziarie fra paesi e alla distribuzione mondiale delle capacità produttive.

4.3 Limiti e questioni aperte

Una lettura critica deve distinguere i risultati teorici dalle ipotesi che richiederebbero ulteriori verifiche empiriche.

A. Il rapporto fra capitale paziente e trasformazione dei rapporti di produzione.

Liu chiarisce che una durata più lunga non basta a conferire carattere socialista a un investimento. Rimane tuttavia aperta la questione di come misurare la trasformazione effettiva dei rapporti di proprietà e di controllo. Quali indicatori consentono di stabilire quando la direzione pubblica prevale realmente sulla logica della valorizzazione?

B. La verifica dei risultati dell’esperienza cinese.

I dati sugli investimenti e sulla ricerca illustrano la dimensione della trasformazione produttiva, ma non dimostrano da soli l’efficacia sociale dei singoli fondi. Sarebbe utile disporre di confronti fra progetti finanziati, risultati produttivi, rendimenti pubblici, condizioni occupazionali e distribuzione dei benefici.

C. Il problema della burocrazia e del potere decisionale.

L’autrice riconosce che la direzione statale può riprodurre il breve-termismo, la duplicazione degli investimenti e l’avversione amministrativa al rischio. La proposta di trasparenza e controllo sociale è rilevante, ma le forme concrete di partecipazione, responsabilità e correzione degli errori rimangono da sviluppare.

D. Il conflitto fra produttività e condizioni di lavoro.

Il saggio individua correttamente il rischio che investimenti di lungo periodo convivano con un’intensificazione immediata dello sfruttamento. Non offre però un’analisi empirica comparativa delle condizioni di lavoro nei settori finanziati con capitale paziente. Questo limite riguarda la dimostrazione, non la pertinenza della questione.

E. Il problema della trasferibilità internazionale.

Liu avverte che la configurazione istituzionale cinese non può essere semplicemente copiata. Per altri paesi, occorrerebbe precisare quali strumenti siano utilizzabili in presenza di differenti capacità fiscali, strutture industriali, rapporti di classe e vincoli internazionali.

4.4 Valutazione conclusiva

Il saggio è un contributo teorico significativo perché sposta il dibattito dal volume degli investimenti alla loro direzione sociale. La sua forza risiede nella distinzione fra un capitale che può attendere per massimizzare i propri rendimenti e un’organizzazione economica che utilizza il differimento dei risultati per accrescere le capacità produttive e soddisfare bisogni collettivi.

Il limite principale è che la proposta istituzionale, pur articolata, rimane in parte programmatica: i criteri per distinguere il governo sociale del capitale dalla semplice gestione pubblica dell’accumulazione devono essere tradotti in verifiche empiriche e indicatori osservabili.

Giudizio sintetico: saggio teorico-politico di notevole interesse per lo studio del rapporto fra Marx, finanza, pianificazione e modernizzazione cinese. Da utilizzare sia per la ricostruzione delle categorie marxiane sia come base per ulteriori indagini empiriche sulle istituzioni e sui risultati del capitale paziente.