Un saggio di Brett Clark e John Bellamy Foster (Montlhy Review Vol. 78, n. 02 (giugno 2026)
Soggetti : Ecologia marxista, Ecofascismo, Imperialismo, Fascismo
Analisi del saggio by Claude e traduzione
Sintesi by Claude
Parole chiave (KW)
ecofascismo — neofascismo — capitalismo monopolistico finanziario — tardo imperialismo — crisi ecologica planetaria — distruzione della ragione — irrazionalismo — limiti planetari — frattura metabolica — Antropocene — Grande Accelerazione — ecomarxismo — proletariato ambientale — socialismo ecologico — negazionismo climatico — nuova guerra fredda — accumulazione di catastrofi — apparati ideologici — apparati repressivi — annientamento ecologico — sovranità sulle risorse — Fortezza America — Trump — MAGA — Powell Memorandum — combustibili fossili — intelligenza artificiale e consumo energetico — Cina — decolonizzazione ecologica — razionalità dialettica
Analisi per punti
1. La tesi centrale: ecofascismo come manifestazione della crisi strutturale del capitalismo monopolistico L’articolo, a firma di Brett Clark (con ampie citazioni di John Bellamy Foster e della tradizione della Monthly Review), sostiene che la crisi ecologica planetaria non è un fenomeno accidentale né un fallimento tecnico-gestionale, ma una manifestazione della pulsione di morte del tardo imperialismo. Il capitalismo finanziario monopolistico, quando raggiunge i propri limiti assoluti e genera una crisi strutturale, non cerca soluzioni razionali ma si volge verso l’autoritarismo. L’ecofascismo — nella sua forma più virulenta incarnata dall’amministrazione Trump — è la risposta del capitale alla crisi ecologica: non per risolverla, ma per intensificare la lotta per il dominio e il controllo delle risorse in nome dell’accumulazione, trattando l’ecologia come campo di conquista. L’ecofascismo non è un ossimoro ma l’ecologia dell’estremismo: la crisi ambientale diventa pretesto per razzismo, xenofobia, ipermilitarismo e annientamento dell’ambiente stesso.
2. Lukács e la distruzione della ragione come matrice teorica Il filo teorico conduttore è La distruzione della ragione (1953) di Georg Lukács. L’irrazionalismo — inteso come rifiuto della ragione critico-dialettica in favore di istinto, mito, volontà di potenza e vitalismo (da Schopenhauer a Nietzsche a Heidegger a Schmitt) — è un prodotto strutturale del capitalismo, connesso agli interessi materiali della classe dominante nella fase imperialista. Lukács dimostrò che questo irrazionalismo preparò il terreno al fascismo nazista e, nell’epilogo del 1953, avvertì che lo stesso irrazionalismo era in ascesa negli Stati Uniti. La “dittatura del capitalismo monopolistico” americana aveva raggiunto risultati analoghi a quelli del fascismo hitleriano senza rompere formalmente con le procedure democratiche: attraverso la prerogativa presidenziale, il monopolio finanziario sui media, i costi delle campagne elettorali e il terrorismo razziale (linciaggi). L’articolo aggiorna questa diagnosi all’era Trump/MAGA, interpretando l’ecofascismo come la forma contemporanea dell’irrazionalismo imperialista.
3. Le tre fasi del tardo imperialismo Il tardo imperialismo si articola in tre fasi storiche. Nella prima (1944-1991) gli USA diventano potenza egemone globale, dominando il Sud del mondo e conducendo la Guerra Fredda. Nella seconda (1991-2008) impongono un sistema unipolare dopo il crollo dell’URSS. Nella terza (dal 2008) emerge la Nuova Guerra Fredda con la riemersione di Cina e Russia come grandi potenze: la Grande Crisi Finanziaria del 2007-2009 rivela la vulnerabilità economica USA mentre la Cina continua a crescere, accelerando il declino dell’egemonia statunitense. La risposta di Washington — dal Pivot verso l’Asia di Obama (2011) alla Nuova Guerra Fredda anti-cinese di Trump (2017 e 2025) — include sanzioni finanziarie, accerchiamento militare, esercitazioni nell’Indo-Pacifico, controllo del petrolio venezuelano e iraniano. Mészáros definisce questa terza fase la più pericolosa per l’immensa capacità distruttiva dell’arsenale statunitense.
4. La Grande Accelerazione e la crisi ecologica planetaria L’Antropocene (fine anni ’40-anni ’50) segna la svolta storica in cui l’umanità diventa la principale forza geologica nel cambiamento del sistema terrestre. Il capitalismo monopolistico avanzato post-bellico ha intensificato drasticamente il suo impatto sulla natura attraverso: automobilizzazione e suburbanizzazione; espansione della produzione petrolifera; era nucleare; rivoluzione petrolchimica e proliferazione di sostanze sintetiche. L’umanità ha già oltrepassato sette dei nove limiti planetari: cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, integrità della biosfera, cambiamenti del sistema terrestre, acque dolci, flussi biogeochimici, nuove entità sintetiche. La scienza ecologica contemporanea attribuisce esplicitamente queste trasgressioni alla logica del capitale e al suo imperativo di crescita economica basato sull’accumulazione infinita. L’IPCC ha chiesto una trasformazione radicale del sistema socioeconomico.
5. Il Powell Memorandum e la controrivoluzione neoliberista Nel 1971 l’avvocato d’impresa Lewis Powell scrisse un memorandum riservato alla Camera di Commercio USA sostenendo che il “sistema di libera impresa” era sotto attacco e indicando una strategia sistematica di controffensiva: creazione di think tank conservatori (Heritage Foundation, Cato Institute, AEI), lobbying a Washington, messa in discussione della scienza, influenza sui media, contestazione giudiziaria delle regolamentazioni. Questo piano fu l’architrave del neoliberismo: privatizzazione delle funzioni statali, smantellamento del welfare, finanziarizzazione, tagli fiscali, erosione delle tutele ambientali. Rappresenta la risposta organizzata del capitale monopolistico alle conquiste dei movimenti degli anni ’60 e ’70 (diritti civili, ambientalismo, femminismo, diritti dei lavoratori). La macchina del negazionismo climatico finanziata dalle compagnie petrolifere è la prosecuzione di questa strategia applicata alla crisi ecologica.
6. Il negazionismo climatico come forma di irrazionalismo organizzato Dal 1988 — quando lo scienziato NASA James Hansen testimoniò al Congresso sulla realtà del cambiamento climatico — la finestra per un’azione efficace si è progressivamente chiusa per effetto di un irrazionalismo organizzato. Naomi Klein sostiene che negli anni ’80-’90 fosse ancora possibile affrontare il clima con riforme all’interno del sistema capitalistico, ma la classe dominante scelse deliberatamente la direzione opposta: ulteriore deregolamentazione, globalizzazione produttiva, aumento delle catene di approvvigionamento e delle emissioni. Una macchina di disinformazione ben finanziata (compagnie petrolifere, think tank di destra) ha sistematicamente prodotto dubbi sulla scienza del clima. Klein conclude che “la destra ha ragione”: ha correttamente riconosciuto che affrontare seriamente il clima richiederebbe la fine del capitalismo, e quindi sceglie la negazione. I liberali, invece, propongono soluzioni puramente tecnologiche compatibili con il sistema, generando una “danza infinita” che blocca l’azione sociale.
7. L’ecofascismo come risposta strutturale: annientamento ecologico L’ecofascismo emerge dallo Stato neofascista come risposta del capitale finanziario monopolistico all’avvicinarsi asintotico ai propri limiti assoluti. Si caratterizza per: rifiuto categorico della scienza ecologica; trattamento dell’ecologia come campo di lotta per il dominio e il controllo delle risorse; totale disprezzo per i limiti planetari; negazionismo come elemento comune del neofascismo (Löwy). In forma sterminazionista, spinge verso l’Armageddon ecologico attraverso: politiche di sfruttamento intensivo delle risorse; interventi militari per il controllo delle risorse; espansione dei data center AI ad alto consumo energetico; attacchi alla legislazione sul clima; deregolamentazione ambientale; razzismo anti-immigrazione. L’alleanza operativa è tra industria dei combustibili fossili, alta tecnologia (“hyperscaler”), finanza monopolistica e complesso militare-industriale. Il risultato è l’accumulo di catastrofi che accompagna l’accumulo di capitale.
8. Le politiche ecofasciste dell’amministrazione Trump (2025-2026) L’articolo documenta specificamente le misure dell’amministrazione Trump: ritiro dall’Accordo di Parigi; revoca della “Endangerment Finding” del Clean Air Act (febbraio 2026) sulla base di un rapporto del Climate Working Group composto da negazionisti con legami petroliferi; apertura di aree marine protette alla pesca commerciale industriale; vendita di terreni pubblici e rimozione delle restrizioni ecologiche; riattivazione di cinque centrali a carbone per soddisfare la domanda energetica dell’AI; rimozione del capitolo sui cambiamenti climatici dal manuale di riferimento scientifico per i giudici; deroghe a oltre cento impianti industriali per aumentare le emissioni inquinanti. Sul piano geopolitico: tentativo di controllo della Groenlandia per le terre rare; rapimento militare del presidente venezuelano Maduro per controllare il petrolio venezuelano (il più abbondante al mondo) e tagliare le forniture energetiche alla Cina; guerra contro l’Iran con bombardamenti di impianti petroliferi e nucleari, con conseguenti disastri ecologici su Teheran.
9. L’intelligenza artificiale come acceleratore dell’ecofascismo Un elemento specifico dell’analisi contemporanea: la rapida espansione dell’AI ha notevolmente aumentato la domanda di energia, contribuendo a una rinascita del nucleare e all’espansione dei combustibili fossili. Il consumo energetico dell’AI sarà presto equivalente a quello del Giappone. Solo Google prevede di aumentare il proprio consumo del 48% in cinque anni. Il Dipartimento dell’Energia USA ha riattivato centrali a carbone dismesse per soddisfare questa domanda. Gli “hyperscaler” dell’alta tecnologia (con i loro data center in espansione) ignorano l’emergenza planetaria in nome dell’accumulazione illimitata. La fine della Net-Zero Banking Alliance e la proposta di “coesistenza energetica” (le rinnovabili come integrazione, non sostituzione, dei fossili) segnalano il tramonto della transizione energetica in Occidente — mentre in Cina essa prosegue.
10. L’ecomarxismo come risposta: proletariato ambientale e razionalità dialettica Di fronte a questa crisi esistenziale, l’articolo propone l’ecomarxismo come cornice teorica e pratica alternativa. L’analisi storica materialista e dialettica di Marx — che ha anticipato per molti versi la moderna scienza ecologica — offre: comprensione delle radici storiche del capitalismo e delle sue fasi; concezione materialista dei processi evolutivi ed ecosistemici; documentazione delle fratture metaboliche culminate nella frattura planetaria; indicazione della necessità di un cambiamento rivoluzionario della produzione per stabilire un metabolismo sociale sostenibile. Il soggetto storico della trasformazione è il proletariato ambientale: non più solo la classe operaia industriale ma la maggior parte dell’umanità — operai, braccianti non salariati, contadini, popolazioni indigene, tutti coloro soggetti alla distruzione dell’ambiente. Lukács vedeva nel marxismo l'”avversario della distruzione della ragione” e indicava nei movimenti di massa per la pace e per il socialismo la base del ripristino della razionalità. La citazione finale di Adrienne Rich — “ricostituire il mondo” — esprime la dimensione utopico-pratica dell’impegno ecomarxista.
Elenco concetti e soggetti rilevanti
- Ecofascismo — risposta del capitale finanziario monopolistico alla crisi ecologica; non gestione ambientale ma intensificazione del dominio sulle risorse; forma sterminazionista dell’irrazionalismo imperialista; rifiuto categorico della scienza ecologica; distinto dalle versioni idealistiche “sangue e suolo”
- Capitalismo monopolistico finanziario — fase avanzata del capitalismo caratterizzata da tendenze alla stagnazione, finanziarizzazione, concentrazione del capitale, produzione di surplus non assorbibile, dipendenza dall’espansione imperiale; elaborato da Baran e Sweezy (Monopoly Capital, 1966)
- Tardo imperialismo — fase terminale dell’imperialismo caratterizzata da crisi strutturale, declino dell’egemonia USA, emergenza di nuove potenze (Cina, Russia), ricorso crescente a forme autoritarie e militariste; la più pericolosa per l’arsenale distruttivo disponibile (Mészáros)
- Distruzione della ragione (Lukács) — processo storico per cui il capitalismo nella fase imperialista produce irrazionalismo come sua forma ideologica; da Schopenhauer a Nietzsche a Heidegger a Schmitt; anticipa e prepara il fascismo; oggi si manifesta nel negazionismo climatico e nell’ecofascismo
- Irrazionalismo — orientamento filosofico e ideologico che privilegia istinto, mito, volontà di potenza, intuizione rispetto alla ragione critico-dialettica; strumento del dominio ideologico borghese; si oppone al materialismo storico marxista
- Limiti planetari — nove soglie ambientali entro cui l’umanità deve operare per mantenere le condizioni che salvaguardano la propria esistenza; sette già oltrepassati (clima, oceani, biosfera, sistema terrestre, acque dolci, cicli biogeochimici, entità sintetiche)
- Frattura metabolica — concetto marxiano rielaborato da Foster: rottura nelle relazioni tra umanità e natura causata dal capitalismo; si accumula in una frattura planetaria nell’Antropocene
- Antropocene — era geologica in cui l’umanità è diventata la principale forza di cambiamento del sistema terrestre; iniziata tra fine anni ’40 e anni ’50 con la Grande Accelerazione
- Grande Accelerazione — intensificazione massiccia dell’impatto umano sulla natura dal dopoguerra: espansione petrolifera, era nucleare, rivoluzione petrolchimica, aumento emissioni gas serra, proliferazione sostanze sintetiche
- Ecomarxismo — tradizione teorica che integra analisi materialista dialettica di Marx con la moderna scienza ecologica; sviluppato da Foster, Clark, Burkett, Levins, Lewontin; offre analisi delle radici storiche della crisi ecologica e indicazioni per il cambiamento rivoluzionario
- Proletariato ambientale — soggetto storico della trasformazione ecologico-socialista; comprende la maggior parte dell’umanità: operai, braccianti, contadini, popolazioni indigene, tutti soggetti alla distruzione dell’ambiente; ampliamento del concetto marxiano di proletariato oltre la dimensione economica
- Accumulazione di catastrofi — processo per cui l’accumulazione di capitale genera sistematicamente catastrofi ecologiche, sociali e politiche; paradosso del sistema: accumula ricchezza e distruzione simultaneamente
- Negazionismo climatico — produzione sistematica di disinformazione sulla scienza del clima da parte di compagnie petrolifere, think tank di destra e interessi costituiti; forma contemporanea dell’irrazionalismo organizzato; “elemento comune” del neofascismo (Löwy)
- Nuova Guerra Fredda — conflitto sistemico tra USA e Cina (con Russia) iniziato nel 2017; include sanzioni economiche, accerchiamento militare, controllo delle risorse energetiche; si intreccia con la crisi ecologica attraverso la geopolitica delle risorse
- Fortezza America — strategia di risposta al cambiamento climatico elaborata dal Pentagono nel 2003 (Schwartz-Randall): sicurezza dei confini, acquisizione imperiale delle risorse, indifferenza al collasso ecologico globale; prefigura l’ecofascismo trumpiano
- Powell Memorandum (1971) — documento fondativo della controrivoluzione neoliberista: indicava la creazione di think tank, lobbying, messa in discussione della scienza, contestazione giudiziaria delle regolamentazioni come strumenti della lotta di classe del capitale contro i progressi dei movimenti degli anni ’60-’70
- Hyperscaler — grandi aziende tecnologiche (Google, Amazon, Microsoft, Meta) con data center in espansione; principali responsabili della crescita della domanda energetica legata all’AI; ignorano l’emergenza planetaria in nome dell’accumulazione; esemplificano la fusione tra capitale finanziario monopolistico e tecnologia
- Coesistenza energetica — narrazione post-transizione energetica: le rinnovabili come integrazione dei fossili, non loro sostituzione; segnala l’abbandono degli obiettivi climatici da parte degli interessi dominanti occidentali
- Metabolismo sociale sostenibile — concetto ecomarxista: un sistema di produzione che non sconvolge catastroficamente il metabolismo universale della natura ma ne garantisce il ripristino, riproducendo le condizioni che sostengono la vita
- Georg Lukács — filosofo marxista ungherese; La distruzione della ragione (1953) come testo fondamentale; il marxismo come “avversario della distruzione della ragione”; anticipatore della critica all’irrazionalismo fascista e imperialista
- John Bellamy Foster — direttore di Monthly Review; principale teorico dell’ecomarxismo contemporaneo; autore di L’ecologia di Marx, The Ecological Rift, The Robbery of Nature; sviluppa le categorie di capitalismo monopolistico, tardo imperialismo, frattura metabolica, ecofascismo
- Paul A. Baran e Paul M. Sweezy — autori di Monopoly Capital (1966); teoria del capitalismo monopolistico, stagnazione, surplus, distruzione della ragione come degrado sociale sistemico; Sweezy: il fascismo è lo Stato capitalista nella sua forma più reazionaria gestita dal capitale monopolistico
- István Mészáros — filosofo marxista; Socialismo o barbarie, Oltre il capitale; tardo imperialismo come fase più pericolosa; crisi strutturale del capitale come motore delle tendenze autoritarie e criminali
- Samir Amin — economista marxista; il ritorno del fascismo come risposta strutturale alle crisi del capitale finanziario monopolistico; coincide con l’indebolimento del dominio USA sulla scena mondiale
- Naomi Klein — This Changes Everything; la destra ha correttamente riconosciuto che affrontare il clima richiede la fine del capitalismo; critica delle soluzioni tecnologiche liberali; il negazionismo climatico come scelta razionale per gli interessi costituiti
- Michael Löwy — ecosocialista; il negazionismo come elemento comune del neofascismo; critica dell’ecofascismo
- James Hansen — scienziato NASA; testimonianza al Congresso nel 1988 sulla realtà del cambiamento climatico antropogenico; punto di svolta nella storia del negazionismo organizzato
- Lewis F. Powell — avvocato d’impresa; memorandum alla Camera di Commercio USA (1971); architetto della controrivoluzione neoliberista; nominato giudice della Corte Suprema
- IPCC — Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico; ha chiesto trasformazione radicale del sistema socioeconomico; i suoi documenti sono stati sistematicamente alterati dai governi per eliminare le conclusioni più radicali
- Cina — contraltare al modello ecofascista occidentale; prosegue la transizione energetica mentre l’Occidente la abbandona; bersaglio della Nuova Guerra Fredda; la geopolitica delle risorse (Venezuela, Iran) mira a contenerne l’accesso all’energia
- Clean Air Act / Endangerment Finding — fondamento della legislazione climatica federale USA; revocata dall’amministrazione Trump nel febbraio 2026 sulla base di un rapporto del Climate Working Group di negazionisti con legami petroliferi
- Caso Juliana — causa legale avviata nel 2015 da ventuno giovani contro il governo USA per violazione della fiducia pubblica sul clima; rigettata definitivamente dalla Corte Suprema nel marzo 2025 dopo che ogni amministrazione (da Obama a Trump) ne aveva ostacolato il corso
- Adrienne Rich — poetessa; citata in chiusura con “ricostituire il mondo” come espressione della dimensione utopico-pratica dell’impegno ecomarxista
- Barry Commoner, Rachel Carson, Howard Odum — ecologi che, basandosi sulla critica dell’economia politica, avvertirono che il sistema produttivo capitalistico stava minacciando le condizioni di vita; precursori dell’ecomarxismo
- Richard Lewontin e Richard Levins — biologi dialettici; hanno offerto una concezione materialista dei processi evolutivi ed ecosistemici; fondamentali per l’ecomarxismo contemporaneo
La distruzione della ragione e l’ascesa dell’ecofascismo Traduzione di https://monthlyreview.org/articles/the-destruction-of-reason-and-the-rise-of-ecofascism-in-the-united-states/
La crisi ecologica planetaria è una manifestazione della pulsione di morte del tardo imperialismo, per cui l’espansione della riproduzione del capitale finanziario monopolistico dipende dalla distruzione delle condizioni di vita.<sup> 1</sup> Quando si raggiungono i limiti assoluti del capitale, generando una crisi strutturale, lo Stato capitalista è diventato più autoritario, dando origine all’ecofascismo come manifestazione virulenta del neofascismo incarnato dall’amministrazione di Donald Trump.<sup> 2</sup> In quest’epoca di irrazionalità, la crisi ecologica creata dal capitale viene strenuamente negata. Al contrario, la risposta ecofascista ha comportato un’intensificazione della lotta per il dominio, il controllo delle risorse, l’ipernazionalismo, l’oppressione dei popoli, l’anti-immigrazione, il razzismo e l’annientamento dell’ambiente, il tutto nell’interesse dell’accumulazione di capitale. Più che un semplice ossimoro, l’ecofascismo è l’ecologia dell’estremismo .
Nel 1953, ne “La distruzione della ragione” , Georg Lukács indicò che l’irrazionalismo era un prodotto del capitalismo, profondamente connesso agli interessi materiali della classe dominante e alla fase imperialista del sistema globale. Spiegò che, in opposizione al marxismo, all’analisi storico-materialista e ai movimenti socialisti rivoluzionari, la filosofia borghese (ad esempio Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Henri Bergson, Martin Heidegger e Carl Schmitt) si era orientata verso analisi non scientifiche, antirazionaliste e scettiche, affermando la preminenza della volontà di vivere/volontà di potenza, degli istinti, dell’intuizione, dei miti e dei principi vitalistici, nonché un profondo pessimismo sociale, rispetto alla ragione critico-dialettica. 3 Questo irrazionalismo rese il mondo privo di significato, costituendo un nichilismo e uno scetticismo che permearono la società borghese, rafforzandone il dominio ideologico e di classe e difendendone le azioni sterminatrici. La maggior parte de La distruzione della ragione di Lukács era dedicata all’analisi del clima intellettuale che contribuì all’ascesa del fascismo nazista in Germania; tuttavia, nell’epilogo del libro, egli sostenne che l’irrazionalismo era allora in ascesa negli Stati Uniti, come evidente nella “filosofia imperialista del dopoguerra prevalente”, che stava coltivando una forma unica di fascismo. 4
La dittatura del capitale monopolistico nel tardo imperialismo
Lukács stava scrivendo La distruzione della ragione quando il Comando delle Nazioni Unite, guidato dagli Stati Uniti, stava conducendo una brutale guerra in Corea; Washington effettuava regolarmente test nucleari nelle Isole Marshall; e la repressione politica negli Stati Uniti era in pieno svolgimento come parte del maccartismo: tutti esempi di irrazionalità reazionaria. Spiegò che negli Stati Uniti la “classe dominante riuscì, in particolare durante l’era imperialista, a preservare le forme democratiche in modo così efficace [grazie a una costituzione che ‘era democratica fin dall’inizio’] che, con mezzi democraticamente legali, raggiunse una dittatura del capitalismo monopolistico almeno altrettanto solida di quella che [Adolf] Hitler instaurò con procedure tiranniche”. 5 Descrisse dettagliatamente la struttura coordinata dello stato capitalista, mediante la quale,
Questa cosiddetta democrazia perfettamente funzionante fu creata dalla prerogativa presidenziale, dall’autorità della Corte Suprema in materia costituzionale, dal monopolio finanziario sulla stampa, la radio, ecc., dai costi delle campagne elettorali, che impedirono con successo la nascita di partiti realmente democratici accanto ai due partiti del capitalismo monopolistico, e infine dall’uso di strumenti terroristici (il sistema del linciaggio). E questa democrazia poté, in sostanza, realizzare tutto ciò che Hitler si prefiggeva senza bisogno di rompere formalmente con la democrazia. Inoltre, vi era la base economica incomparabilmente più ampia e solida del capitalismo monopolistico.⁶
Lukács ha indicato che la Guerra Fredda è stata “gestita dallo Stato da Washington”, impiegando “l’ideologia del ’mondo libero’”, che deve essere riconosciuta come “parte del fascismo”, per giustificare le sue ambizioni imperialiste in “difesa del capitalismo e della ’libertà’ capitalista”. 7
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in quanto “unica potenza imperiale”, gli Stati Uniti usarono la loro “supremazia economica nel mondo capitalista” come “mezzo per intervenire negli affari interni di stati politicamente indipendenti ma economicamente dipendenti”. Cercarono di stabilire il dominio sul Sud del mondo per ottenere l’accesso a risorse critiche, creare nuovi mercati per le proprie materie prime e indebolire i movimenti rivoluzionari. 8 Con il consolidamento del “capitalismo imperialista” di Washington, quest’ultima incorporò prontamente il “razzismo” nelle sue giustificazioni reazionarie “per l’aggressione, la guerra imperialista e la barbara conduzione di guerre”, come la guerra di Corea. 9 Lukács ha descritto in dettaglio come gli apologeti del capitalismo abbiano creato “una nuova forma di irrazionalismo mascherata da razionalismo”. 10 L’intellettuale della Guerra Fredda James Burnham ha presentato il capitalismo monopolistico come un tipo di ordine manageriale, in cui i tecnocrati stavano sostituendo gli spietati proprietari capitalisti. Walter Lippmann, con la sua posizione liberal-imperialista, mistizzò la storia, le leggi del moto e le relazioni sociali di sfruttamento del capitalismo come mezzo per sedare l’indignazione di massa nei confronti dell’ordine economico. 11 Karl Jaspers, filosofo esistenzialista antimarxista, propose un “soggettivismo monotono” puramente radicato in una concezione individualista dell'”esistenza interiore” per rafforzare l’ideologia borghese e contrastare l’azione sociale e politica. Propose, con le parole di Lukács, un “vecchio irrazionalismo”, travestito “con un abito che si adatta alle esigenze americane moderne”, propagando l’idea che non ci fosse “via d’uscita” dall’ordine esistente. 12
La distruzione della ragione, spiegò Lukács, implicava lo spostamento dell’analisi del capitalismo verso l’“economia di libero mercato”, descrivendola come “l’ordine sociale ideale”, in cui qualsiasi problema potesse sorgere poteva essere efficacemente eliminato attraverso la legislazione, poiché gli Stati Uniti “vivevano nella ‘libertà’ di una ‘democrazia’ in cui il voto della maggioranza era decisivo e onnipotente”. 13 La distruzione della ragione su questo fronte, sostenne, implicava la creazione di “tendenze antiscientifiche” che venivano “esacerbate per adattarsi alle condizioni dell’apologetica capitalista diretta nell’era imperiale”, come “l’inviolabilità del capitalismo e le sue illimitate possibilità di sviluppo”. 14 Avvertì che “la macchina della propaganda americana” era estremamente “potente”, eppure il disprezzo generale per l’umanità di questo nuovo irrazionalismo era costantemente presente. 15
Nel 1966, all’epoca della guerra del Vietnam, Paul A. Baran e Paul M. Sweezy, nel loro libro ” Il capitale monopolistico” , sostennero che la distruzione della ragione, radicata in tutto il sistema, era associata al diffuso degrado della vita sociale con le sue disuguaglianze razziali, patriarcali e di classe; all’attacco ai sistemi di sostegno comunitario; alla creazione di un’obsolescenza programmata e psicologica; all’espansione della produzione di rifiuti per assorbire il surplus nel tentativo di limitare la stagnazione economica; e allo sviluppo di armamenti militari ad alta tecnologia utilizzati a sostegno del dominio imperiale.<sup> 16</sup> John Kenneth Galbraith avrebbe in seguito descritto la ridenominazione del capitalismo in “libero mercato” come un caso di “frode innocente”, in cui il funzionamento effettivo dell’ordine economico dominante veniva cancellato, presentando il sistema come se non avesse una storia specifica, un insieme di relazioni di classe, tendenze monopolistiche e una spinta intrinseca all’accumulazione. 17 Tutte queste irrazionalità del capitale monopolistico si amplificarono durante il periodo del tardo imperialismo, producendo un “imperialismo nudo” più barbarico che contribuì in modo aggressivo al collasso socio-ecologico della civiltà. 18
L’imperialismo tardo si è articolato in tre fasi. Dal 1944 al 1991, gli Stati Uniti sono diventati la potenza egemone globale dell’economia capitalista mondiale, mantenendo la propria posizione attraverso il dominio sul Sud del mondo e conducendo una Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica e la Cina. Dal 1991 al 2008, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica e all’apertura della Cina all’economia mondiale, gli Stati Uniti hanno imposto un sistema mondiale unipolare con se stessi al vertice. Successivamente, dal 2008 ad oggi, si è sviluppata una Nuova Guerra Fredda con la riemersione di Cina e Russia come grandi potenze, che ha portato Washington a designarle come nemiche. La Grande Crisi Finanziaria, dal 2007 al 2009, ha rivelato la vulnerabilità economica del sistema dominato dagli Stati Uniti, che è sprofondato in una profonda recessione, mentre l’economia cinese ha continuato a crescere, evidenziando l’accelerazione del declino dell’egemonia statunitense sull’economia mondiale. Ciò ha portato al Pivot verso l’Asia di Barack Obama nel 2011 e alla non dissimulata Nuova Guerra Fredda contro la Cina, iniziata nel 2017, durante la prima amministrazione Trump. 19 Questa Nuova Guerra Fredda, protrattasi fino ai giorni nostri, mira a indebolire e infine sovvertire Pechino in particolare, date le vaste reti commerciali e di investimento della Cina. Questa posizione di confronto assunta da Washington ha incluso l’impiego del potere finanziario del dollaro per imporre severe sanzioni economiche agli avversari; l’utilizzo della sua estesa rete di basi militari globali per accerchiare la Repubblica Popolare Cinese; lo svolgimento di numerose e ampie esercitazioni militari congiunte nella regione indo-pacifica; e, più recentemente, azioni volte a minare l’accesso della Cina al petrolio del Venezuela e dell’Iran. 20 István Mészáros ha indicato che questa terza fase del tardo imperialismo “è stata la più pericolosa”, data l’immensa potenza militare degli Stati Uniti, la capacità distruttiva del suo arsenale e la sua volontà di usare questa forza per imporre la sua supremazia sul resto del mondo. 21
La crisi ecologica planetaria culminante e l’irrazionalità climatica
L’avvento dell’Antropocene, tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50, ha segnato una svolta storica, sia qualitativa che quantitativa, in quanto l’umanità è diventata la principale forza geologica nel cambiamento del sistema terrestre. 22 Il capitalismo monopolistico avanzato, successivo alla Seconda Guerra Mondiale, ha intensificato e aumentato drasticamente il suo impatto sulla natura. La Grande Accelerazione, iniziata in quegli anni, accompagnata dall’espansione globale della produzione petrolifera, dall’avvento dell’era nucleare e dalla rivoluzione nella produzione di sostanze sintetiche radicata nell’industria petrolchimica, ha portato a un massiccio aumento delle emissioni di gas serra, alla proliferazione di fertilizzanti sintetici e a un diffuso inquinamento ambientale. 23 Ecologi come Barry Commoner, Rachel Carson e Howard Odum, basandosi sulle critiche all’economia politica, hanno avvertito che le operazioni del sistema produttivo capitalistico stavano minacciando le condizioni di vita, inclusa la sopravvivenza umana. 24 Questo pericolo crescente è evidente nella continua trasgressione dei limiti planetari, che identificano i limiti ambientali entro i quali l’umanità deve operare per mantenere le condizioni che salvaguardano la propria esistenza. L’umanità ha già oltrepassato sette dei nove limiti planetari, compresi quelli relativi ai cambiamenti climatici, all’acidificazione degli oceani, all’integrità/biodiversità della biosfera, ai cambiamenti del sistema terrestre, ai cambiamenti delle acque dolci, ai flussi biogeochimici (i cicli dell’azoto e del fosforo) e alle nuove entità prodotte dall'”era sintetica”, come i radionuclidi, le sostanze chimiche sintetiche e le materie plastiche (in particolare microplastiche e nanoplastiche). (I limiti associati allo strato di ozono e alla concentrazione di aerosol atmosferici sono ancora entro i livelli di sicurezza.) 25 La scienza ecologica contemporanea afferma esplicitamente che le radici di questo problema sono connesse al “business as usual”, ovvero alla logica del capitale, dato il suo imperativo di crescita economica incentrato sull’accumulo infinito di ricchezze private. Questa conclusione si riflette anche nei più recenti rapporti internazionali riguardanti il clima, gli oceani e la biodiversità. Data l’emergenza planetaria generata dal sistema capitalistico globale, oltre alle prove scientifiche conclusive su questo tema, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) delle Nazioni Unite ha chiesto una transizione radicale del sistema socioeconomico. 26
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti hanno vissuto due decenni di rapida espansione e profitti elevati, dovuti in parte all’automobilizzazione dell’intero paese (compresa la costruzione del sistema autostradale interstatale e l’aumento della domanda di acciaio, vetro e gomma sintetica); al boom immobiliare legato alla suburbanizzazione; all’accesso alle risorse e ai mercati delle ex colonie europee; e alla ricostruzione dell’Europa e del Giappone, per non parlare di due grandi guerre regionali in Asia. 27 All’inizio degli anni ’70, la stagnazione economica è tornata, poiché il boom economico fornito da questi particolari fattori storici si è affievolito. Le imprese monopolistiche erano gravate dalla sovrapproduzione, poiché le società disponevano di un surplus di capitale superiore a quello che poteva essere effettivamente assorbito reinvestendo nel mercato esistente. Ciononostante, il consumo di energia e risorse ha continuato ad espandersi parallelamente alla produzione di inquinamento. Si è assistito a una proliferazione di materiali sintetici, come le varietà sempre più numerose di plastica, gli inquinanti organici persistenti e le sostanze chimiche eterne, che non si degradano facilmente nell’ambiente in un arco temporale storicamente significativo. 28
Il peggioramento delle condizioni ecologiche ha contribuito all’emergere dei movimenti ambientalisti e pacifisti negli anni ’60 e ’70, insieme alle mobilitazioni per i diritti civili e alle lotte per i diritti delle donne. Sebbene gran parte dell’establishment politico non appoggiasse le richieste di questi movimenti, la crescente pressione pubblica costrinse i funzionari eletti ad approvare leggi. Tra queste, in ambito ecologico, figurano il Clean Air Act, il Clean Water Act e l’Endangered Species Act, firmati dal presidente Richard Nixon, e la creazione dell’Environmental Protection Agency (EPA), che ha gettato le basi per la regolamentazione e il contenimento delle attività del capitale. Tuttavia, come osservato da Sweezy, l’irrazionalismo del capitale monopolistico risiedeva nel suo funzionamento, poiché la costante espansione del capitale aumentava continuamente l’energia e le risorse consumate nel processo produttivo, insieme all’inquinamento ambientale. 29 Il dominio del capitale monopolistico ha impedito l’emanazione di una protezione ambientale diffusa ed efficace, che veniva bloccata ogni volta che ostacolava l’accumulazione.
In risposta ai progressi compiuti dai lavoratori e dai nuovi movimenti sociali, l’avvocato d’impresa Lewis F. Powell scrisse un memorandum riservato, intitolato “Attacco al sistema di libera impresa americano”, che inviò alla Camera di Commercio degli Stati Uniti nell’agosto del 1971, poco prima di essere nominato giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti. Sostenne che il “sistema di libera impresa” era sotto “ampio attacco” da parte di attivisti, intellettuali e opinionisti dei media.30 Powell affermò che gli sforzi per regolamentare il mercato stavano soffocando la crescita economica e l’innovazione. Esortò le élite aziendali e i politici conservatori a creare un contromovimento per contestare le politiche progressiste esistenti, promuovendo al contempo un’agenda neoliberale. Ciò includeva la creazione di think tank conservatori con lo scopo di proporre politiche, fare lobbying a Washington, influenzare i dibattiti pubblici, mettere in discussione la scienza e monitorare i media. Il suo piano delineava come questi interessi ultraconservatori dovessero contestare la regolamentazione governativa nei tribunali per ribaltare le leggi esistenti e smantellare i programmi sociali e ambientali. Questa mobilitazione politica avrebbe governato l’agenda e le macchinazioni della Business Roundtable, dell’American Enterprise Institute, dell’Heritage Foundation e del Cato Institute, attraverso i quali venne instaurata una “versione nazionale di Shock and Awe” come parte della lotta di classe e del dominio. 31 Impose un nuovo “fondamentalismo di mercato”, portando alla privatizzazione delle funzioni statali, allo smantellamento delle disposizioni di welfare sociale, alla finanziarizzazione, ai tagli fiscali e all’erosione della capacità del governo di far rispettare le tutele ambientali. 32 Alla fine del ventesimo secolo, Thomas Friedman celebrò lo scatenarsi del capitalismo di libero mercato globalizzato, notando la notevole velocità, intensità e portata della crescita economica nel mondo, ironicamente in gran parte trainata dalla Cina. 33
Il significato di questo contromovimento reazionario, che esemplifica la distruzione della ragione, è evidente nell’incapacità della comunità globale di rispondere adeguatamente al cambiamento climatico. Nel giugno del 1988, lo scienziato della NASA James Hansen testimoniò al Congresso che il cambiamento climatico antropogenico era già in atto, indicando catastrofiche conseguenze socio-ecologiche negative se i gas serra non fossero stati drasticamente ridotti. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, era ancora possibile, come suggerisce la giornalista radicale Naomi Klein, affrontare il cambiamento climatico attraverso politiche efficaci, regolamentazioni, cambiamenti sociali e pianificazione all’interno del sistema capitalistico esistente.34 Tuttavia , l’irrazionalità ha prevalso, poiché la classe dominante ha perseguito riforme economiche che andavano esattamente nella direzione opposta, come un’ulteriore deregolamentazione del mercato, la globalizzazione della produzione all’estero per sfruttare i minori costi unitari del lavoro e la creazione di catene di approvvigionamento globali, tutte azioni che hanno aumentato drasticamente il consumo di energia e le emissioni di gas serra. Inoltre, una macchina di negazionismo ben finanziata, associata alle compagnie petrolifere e del gas e ad altri interessi costituiti, ha prodotto disinformazione che metteva in dubbio la scienza del clima, generando incertezza nel pubblico e minando l’azione collettiva. Gli interessi costituiti hanno fatto pressioni sul Congresso per impedire accordi internazionali efficaci e politiche climatiche nazionali. Le principali organizzazioni ambientaliste hanno promosso soluzioni di mercato e tecnologiche attribuibili, in parte, ai loro consigli di amministrazione interconnessi con le aziende e ai loro investimenti (in particolare nel caso di organizzazioni per la conservazione, come The Nature Conservancy) nelle compagnie petrolifere e del gas. 35
Klein sostenne che questa inazione era culminata in una situazione in cui era necessaria una trasformazione radicale dell’ordine socioeconomico per affrontare la crisi climatica. Affermò che “la destra ha ragione”, poiché gli interessi regressivi avevano correttamente riconosciuto che un serio tentativo di affrontare il cambiamento climatico avrebbe richiesto la fine del capitalismo.36 Di conseguenza, la destra politica, in linea con gli interessi costituiti, scelse di negare attivamente sia la scienza che la realtà del cambiamento climatico. Notò che i liberali sociali, al contrario, pur abbracciando aspetti della scienza climatica e riconoscendo la realtà del cambiamento climatico, hanno ingenuamente o disonestamente sostenuto mezzi puramente tecnologici come soluzione, affermando che ciò poteva essere fatto all’interno dell’attuale sistema capitalistico. In questo caso, l’irrazionalità ha generato una danza infinita tra conservatori e liberali, impedendo l’azione sociale contro il sistema.37
Non sorprende che il 2024 e il 2025 siano stati tra i tre anni più caldi mai registrati. Nel 2024, la temperatura media globale nell’arco di dodici mesi ha superato il livello preindustriale di almeno 1,5 °C, andando oltre l’obiettivo concordato a livello internazionale di limitare il riscaldamento a meno di questo livello. Circolazioni positive come lo scioglimento del permafrost e la fusione dei ghiacci marini artici, insieme alla continua espansione della combustione di combustibili fossili, stanno accelerando l’accumulo di carbonio nell’atmosfera, spingendo il mondo più rapidamente verso il punto di non ritorno dei 2 °C. 38
Ecofascismo: sterminio e annientamento ecologico
Il neoliberismo è sorto in risposta alla stagnazione economica degli anni ’70 e ’80 per incrementare i profitti attraverso la finanziarizzazione, la privatizzazione, gli attacchi ai sindacati, le misure di austerità e le relazioni di mercato imposte dallo Stato a favore del capitale. Questo cambiamento ha aumentato la disuguaglianza economica, creato maggiore instabilità del mercato e indebolito le istituzioni democratiche, contribuendo alle “tendenze neofasciste”.39 Con l’aggravarsi dei problemi ecologici alla fine del XX e all’inizio del XXI secolo, sono stati promossi approcci tecnocratici neoliberisti, come il commercio del carbonio e la finanziarizzazione della natura, ovvero la trasformazione dei servizi ecosistemici in merci da scambiare sui mercati. Questi sforzi per affrontare le questioni ecologiche all’interno del sistema economico non hanno portato a nulla e, in generale, hanno peggiorato la crisi planetaria.40 Questi fallimenti hanno coinciso con oltre quattro decenni di “attacchi neoliberisti all’infrastruttura democratica degli Stati Uniti” , dove la crescente crisi strutturale del capitale ha spianato la strada alla riemersione del fascismo.41
Come ha sostenuto Samir Amin, il ritorno del fascismo quale risposta strutturale alle crisi e alle contraddizioni all’interno del capitale finanziario monopolistico ha coinciso con l’ulteriore indebolimento del dominio statunitense sulla scena mondiale. Il fascismo cerca di proteggere gli interessi della classe dominante monopolistica e di imporre l’egemonia imperiale nell’economia globale, ricorrendo all’ipermilitarismo, alla violenza della polizia, alla supremazia bianca e alla xenofobia. 42 Il fascismo, in generale, ha indicato Sweezy, era lo stato capitalista nella sua forma più reazionaria, “gestito da e per gli elementi dominanti del capitale monopolistico”. 43 Si basa invariabilmente su un’alleanza tra la classe medio-bassa/piccola borghesia e i vertici del capitale monopolistico. 44
L’ecofascismo emerge dallo stato neofascista. Implica un rifiuto e uno sradicamento categorico dell’ambiente, una negazione degli ecosistemi mondiali. Si sviluppa a partire dall’espropriazione capitalistica della Terra, caratterizzata da numerose fratture metaboliche e da un diffuso degrado ecologico nella ricerca di una crescita infinita. 45 In termini materialisti, l’ecofascismo è la risposta del capitale finanziario monopolistico all’avvicinarsi asintotico ai limiti assoluti, per cui tratta l’ecologia come un campo di lotta per il dominio e il controllo delle risorse. 46 Il suo irrazionalismo si manifesta in un totale disprezzo per la scienza ecologica e per i pericoli derivanti dal superamento dei limiti planetari. Come indica l’ecosocialista Michael Löwy, un “elemento comune” del neofascismo “è il negazionismo , ovvero il rifiuto di riconoscere la crisi ecologica e il cambiamento climatico”. 47 Data la logica e l’organizzazione del capitale finanziario monopolistico, con le sue dinamiche imperialistiche, l’ecofascismo nel ventunesimo secolo assume una forma sterminazionista estrema che spinge il mondo verso l’Armageddon ecologico. 48
Klein sostiene che l’ecofascismo sia diventato un tipo distinto di ideologia di destra, radicata nella supremazia bianca, utilizzata per attribuire la colpa del degrado ambientale agli immigrati. 49 Temendo che il collasso climatico stia creando crisi globali in cui violenti fascisti “della fine dei tempi” stiano sfruttando il degrado generale dell’ambiente per perseguire i loro fini acquisitivi come parte di un movimento autoritario generale. 50 Questo può ovviamente essere visto a livello nazionale nel ruolo brutale e omicida dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense.
Tuttavia, sebbene le squadre d’assalto di questo tipo siano cruciali per l’ascesa dei regimi fascisti, qui ci occupiamo principalmente degli effetti sistemici più ampi dell’ecofascismo , legati all’ultima fase del capitale finanziario monopolistico e del tardo imperialismo, che indicano l’annientamento ecologico. Ad esempio, il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima e l’espansione dell’estrazione di combustibili fossili, in opposizione agli sforzi globali per contrastare il cambiamento climatico, possono essere descritti come espressioni di “barbarie ecologica o ecofascismo”. 51
Durante l’amministrazione di George W. Bush, il Pentagono commissionò un rapporto sui cambiamenti climatici, intitolato “Uno scenario di brusco cambiamento climatico e le sue implicazioni per gli Stati Uniti” . Peter Schwartz e Doug Randall, autori del rapporto del 2003, sottolinearono come le discontinuità climatiche dovute a un ulteriore riscaldamento rappresentassero una seria minaccia per la società umana, tra cui gravi siccità, eventi meteorologici estremi e carenze alimentari. Previdero che un brusco cambiamento climatico avrebbe creato instabilità sociale e politica in tutto il mondo. In queste circostanze drammatiche, sostenevano, gli Stati Uniti avrebbero dovuto costruire una “fortezza difensiva”, erigendo muri per impedire l’ingresso nel paese agli immigrati – rifugiati economici, climatici e di guerra”. Il Pentagono percepiva la propria missione come quella di mantenere la prontezza militare per garantire il controllo del petrolio e di altre preziose risorse per la produzione di materie prime degli Stati Uniti. 52 In questo contesto, la formazione della Fortezza America come risposta al cambiamento climatico doveva essere realizzata mettendo in sicurezza i confini, acquisendo le risorse desiderate attraverso l’influenza imperiale e ignorando i bisogni del resto del mondo man mano che il collasso ecologico si aggravava.
Nel 2021 e nel 2022, l’IPCC, in rappresentanza del consenso scientifico mondiale, ha avvertito che il riscaldamento globale stava provocando la proliferazione di eventi meteorologici estremi, come megatempeste, ondate di calore, siccità, incendi boschivi, forti precipitazioni e inondazioni; lo sbiancamento delle barriere coralline e la distruzione delle foreste di alghe; l’intensificazione della perdita di biodiversità; l’aumento della diffusione di malattie trasmesse da cibo e acqua; e il declino della salute umana a causa di disturbi respiratori e cardiovascolari legati al clima. 53 Durante la preparazione del “Sommario per i responsabili politici” del Gruppo di lavoro III nel rapporto AR6 dell’IPCC sulla “Mitigazione”, i leader globali e i lobbisti degli stati nazionali di tutto il mondo hanno tradito il pubblico e la scienza riscrivendo questi documenti per eliminare le conclusioni scientifiche concordate che sottolineavano (1) la chiusura di tutte le centrali a carbone; (2) la trasformazione radicale del sistema economico; (3) l’attuazione di soluzioni a basso consumo energetico; (4) l’adozione di piani accelerati di mitigazione del clima; (5) il sostegno ai movimenti sociali che chiedono una transizione giusta; (6) l’attribuzione della responsabilità della maggior parte delle emissioni di carbonio alle persone più ricche del mondo; e (7) il riconoscimento che le emissioni del Sud globale erano principalmente legate alle industrie di esportazione che servivano il Nord globale. 54 In occasione della pubblicazione del rapporto di sintesi, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato che i leader globali non erano riusciti a rispondere all’urgenza del cambiamento climatico con una serie di “promesse sul clima non mantenute” e “impegni vuoti” che ci avevano messo “sulla strada verso un mondo invivibile”. 55
Negli Stati Uniti, le successive amministrazioni democratiche e repubblicane si sono adoperate per sabotare la causa Juliana contro gli Stati Uniti . Questa causa, avviata nel 2015 da ventuno giovani ricorrenti, rappresentati da Our Children’s Trust, si è conclusa definitivamente con il rigetto da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti di una petizione di certiorari nel marzo 2025. La causa sosteneva che Washington avesse consapevolmente violato la fiducia pubblica in merito ai cambiamenti climatici, consentendo a interessi particolari come le compagnie di combustibili fossili di compromettere la vita e la sopravvivenza delle persone nel presente e nel futuro. Ogni amministrazione (da Obama alla seconda amministrazione Trump) ha tentato di insabbiare questa causa per violazione della fiducia pubblica, riuscendoci infine. 56 L’Inflation Reduction Act, creato dall’amministrazione di Joe Biden e approvato dal Congresso nell’agosto 2022, si è astenuto dal fissare obiettivi di riduzione delle emissioni, ha sostenuto le tecnologie di cattura e sequestro del carbonio (nonostante l’IPCC avesse messo in dubbio l’efficacia di tali approcci) e ha continuato a promuovere l’espansione dell’industria dei combustibili fossili. 57
Le potenze capitaliste dominanti hanno preso il controllo dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, con le conferenze COP28 (2023) e COP29 (2024) presiedute da dirigenti del settore petrolifero. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca nel 2025, queste irrazionalità si sono moltiplicate. Il precedente obiettivo climatico di transizione energetica, ovvero il passaggio dai combustibili fossili alle energie alternative, con l’obiettivo di raggiungere emissioni nette zero di carbonio entro il 2025, è stato vanificato da interessi consolidati. Dopo la COP29, le maggiori banche statunitensi hanno interrotto la loro partecipazione alla Net-Zero Banking Alliance. Ora si propone che il mondo debba abbracciare la coesistenza energetica, in cui le energie alternative si limitano a integrare l’uso dei combustibili fossili, che dovrebbero essere pienamente sfruttati. In Europa, la mitigazione dei cambiamenti climatici, dall’inizio della guerra in Ucraina, è passata in secondo piano rispetto alla spesa militare, con il conseguente aumento della domanda di combustibili fossili. Pertanto, la transizione energetica è stata dichiarata conclusa dagli interessi dominanti in Occidente, sebbene rimanga viva in Cina. 58
La rapida espansione dell’intelligenza artificiale (IA) ha notevolmente aumentato la domanda di energia, contribuendo a una rinascita del nucleare. Si prevede che una combinazione di combustibili fossili, energia nucleare e solare alimenterà i nuovi giganteschi data center, portando a una vasta espansione del consumo energetico delle nazioni. Si stima che il consumo energetico dell’IA sarà presto equivalente al consumo energetico del Giappone. Solo Google prevede di aumentare il proprio consumo energetico del 48% nei prossimi cinque anni a causa dei suoi ingenti investimenti nei data center. 59 Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha ordinato la riattivazione, per presunti motivi di sicurezza nazionale, di cinque centrali a carbone dismesse o fuori servizio per soddisfare la domanda energetica dell’IA. 60 Su ogni fronte, è presente un disprezzo per la natura e l’umanità, poiché i maggiori settori del capitale finanziario monopolistico, in particolare gli “hyperscaler” dell’alta tecnologia con i loro data center in espansione, ignorano l’emergenza planetaria in nome di un’accumulazione illimitata.
Nel 2025, l’amministrazione Trump istituì il Climate Working Group, una cerchia segreta composta da cinque scienziati, tutti negazionisti/scettici del cambiamento climatico, con vari legami con compagnie petrolifere, think tank di destra e miliardari come Charles Koch. Questo gruppo preparò il rapporto ” A Critical Review of Impacts of Greenhouse Gas Emissions on the US Climate” nel luglio 2025, con l’unico scopo di ribaltare la “Endangerment Finding” del 2009 del Clean Air Act, che è alla base di tutta la legislazione federale sul clima. L’amministrazione utilizzò il rapporto del Climate Working Group, che risultò essere pieno di inesattezze, distorsioni e affermazioni stravaganti e infondate, contrarie al consenso scientifico mondiale sul cambiamento climatico, per revocare la “Endangerment Finding” nel febbraio 2026, una decisione che ora è oggetto di contestazione in tribunale .
L’amministrazione Trump ha ordinato una revisione di tutte le aree marine protette degli Stati Uniti, destinate a salvaguardare le specie marine dalla pesca eccessiva e da altre attività estrattive. L’amministrazione Trump, promossa dal movimento Make America Great Again (MAGA), ha annunciato l’apertura del Pacific Islands Heritage Monument e del Northeast Canyons and Seamounts, entrambe aree marine protette già istituite, alle operazioni di pesca commerciale industriale. Le popolazioni ittiche in entrambe le aree avevano mostrato segni di ripresa grazie alle misure di protezione messe in atto. Con l’iniziativa di “liberare la pesca commerciale americana”, l’amministrazione ha irrazionalmente dichiarato che le popolazioni ittiche prospereranno, in diretto contrasto con le scoperte degli scienziati marini e con la storia delle pratiche di pesca capitalistiche, minacciando così le oltre 1.000 aree marine protette degli Stati Uniti .
Un processo simile si sta verificando in relazione ai terreni pubblici, con Trump e i suoi accoliti che dichiarano che questi beni pubblici sono stati gestiti male per decenni perché un eccesso di regolamentazione ha impedito lo sviluppo economico e limitato la caccia. Per correggere questo presunto problema, l’amministrazione sta lavorando per eliminare le restrizioni, come quelle che impediscono ai veicoli fuoristrada di accedere ad aree ecologicamente sensibili, mentre espande le opportunità di caccia, aumenta le operazioni di disboscamento e vende terreni pubblici, il tutto sotto la maschera della “conservazione”, usando lo slogan “Make America Beautiful Again”. 63
Nei tribunali federali, si moltiplicano i casi relativi ai cambiamenti climatici. L’amministrazione Trump, nota come MAGA, ha rimosso un capitolo sui cambiamenti climatici, sottoposto a revisione paritaria, dal “Manuale di riferimento sulle prove scientifiche”, che i giudici utilizzano come guida scientifica e sulle leggi precedenti. Tale rimozione limita le informazioni e le basi scientifiche per le decisioni legali. L’amministrazione ha inoltre concesso deroghe a oltre cento impianti industriali, consentendo loro di aumentare la quantità di inquinamento rilasciato nell’ambiente, riducendo al contempo il monitoraggio di tali impianti. 64
Washington sta espandendo le sue mire imperialiste ecologiche, ad esempio cercando di controllare la Groenlandia, ricca di terre rare e altri minerali critici. Nel gennaio 2026, ha effettuato il rapimento militare del presidente venezuelano Nicolás Maduro per assicurarsi il controllo delle riserve petrolifere del Venezuela, le più grandi al mondo. Ciò ha permesso a Washington di tagliare fuori Cuba dalle forniture di petrolio, con nessuna spedizione di petrolio sull’isola tra il 9 gennaio 2026 e l’arrivo di una petroliera russa, che ha fornito un sollievo temporaneo, il 31 marzo 2026. Poiché il petrolio venezuelano veniva venduto principalmente alla Cina, il controllo statunitense del petrolio venezuelano è stato visto dalla Casa Bianca come un modo per esercitare maggiore influenza su Pechino. Queste operazioni sono condotte dalle forze armate statunitensi, il più grande consumatore istituzionale di combustibili fossili al mondo. La macchina da guerra statunitense, con i suoi mezzi di distruzione senza pari, viene oggi impiegata, insieme al letale esercito israeliano, in una guerra di aggressione contro l’Iran, colpendo migliaia di siti e uccidendo e ferendo migliaia di civili. Ciò ha comportato il bombardamento di impianti di stoccaggio e lavorazione del petrolio, con conseguente disastro ecologico su vasta scala, poiché “dense nubi di fumo e gocce di pioggia nere cariche di petrolio tossico” si sono abbattute su Teheran, città con oltre nove milioni di abitanti. Sono stati bombardati anche 66 impianti nucleari. La guerra contro l’Iran mira a imporre il controllo sulle risorse petrolifere e si inserisce in una più ampia strategia geopolitica contro la Cina.
L’ecofascismo sta accelerando l’annientamento ecologico, spingendo la società ben oltre i punti di non ritorno associati ai limiti planetari. Tutto ciò è legato alle politiche di “sfruttamento intensivo delle risorse”; agli interventi militari per stabilire il controllo sulle risorse; alla promozione di data center per l’intelligenza artificiale ad alto consumo energetico; agli attacchi alla legislazione sul clima; alla deregolamentazione delle politiche ambientali; e alle azioni razziste anti-immigrazione. L’alleanza tra l’industria dei combustibili fossili, il settore dell’alta tecnologia, la finanza monopolistica e il complesso militare-industriale mira ad aumentare i profitti e ad accumulare risorse finanziarie. Ciò sta portando a un accumulo di catastrofi che accompagna l’accumulo di capitale . 67 Mészáros avvertì che il periodo di declino del capitale monopolistico era la fase più letale dell’imperialismo, poiché la crisi strutturale spingeva il capitale verso direzioni più autoritarie e criminali, promuovendo l’estremismo planetario. 68 Nelle condizioni profondamente irrazionali del sistema capitalistico, Karl Marx osservò: “Il tempo è tutto, l’uomo non è niente; è al massimo la carcassa del tempo. La qualità non conta più. Solo la quantità decide tutto.” 69
Ecomarxismo: scienza, azione rivoluzionaria e proletariato ambientale
Nel ventunesimo secolo, il capitale finanziario monopolistico ci ha imposto la questione della sopravvivenza. Non si tratta solo di preservare la vita e il sostentamento umano, ma anche della sopravvivenza di innumerevoli esseri umani e altre specie. L’ecomarxismo si è a lungo basato sull’analisi storica, materialista e dialettica di Marx, che per molti versi ha anticipato la moderna scienza ecologica.70 Questo approccio ha offerto una ricca analisi di come le cose siano giunte ad essere come sono, perché non siano diverse e come il mondo possa essere cambiato, come proposto da Richard Lewontin e Richard Levins.71 Ha fornito spunti critici sullo sviluppo storico del capitalismo, attraverso le sue diverse fasi, culminate nell’ascesa del neofascismo.72 Ha prodotto una concezione materialista dei processi evolutivi ed ecosistemici, con i quali l’umanità deve interagire costantemente per riprodursi. Questo approccio ha documentato le numerose fratture metaboliche, culminate in una frattura planetaria, che viene solo accelerata dall’ascesa dell’ecofascismo. All’interno di questa analisi materialista si colloca anche la comprensione della necessità storica di un cambiamento rivoluzionario nella produzione, volto a stabilire un metabolismo sociale sostenibile, che non sconvolga catastroficamente il metabolismo universale della natura, ma ne garantisca il ripristino, riproducendo le condizioni che sostengono la vita. 73
Lukács sosteneva che il marxismo, radicato nella tradizione materialista e dialettica, fosse l’«avversario della distruzione della ragione». Questo approccio era cruciale per contrastare la «bandiera dell’irrazionalismo» issata dai fascisti.74 Proponeva che l’ampio movimento internazionale per la pace contro le bombe nucleari fosse essenziale per ripristinare e proteggere la ragione. Contribuiva a gettare le basi per la sopravvivenza contro le mire dei «capitalisti monopolisti e dei militaristi» .75 Insisteva inoltre sull’importanza dei movimenti socialisti nel promuovere la ragione e la possibilità di instaurare una sostanziale uguaglianza all’interno della società, libera da sfruttamento ed espropriazione. Oggi, ciò è rappresentato dalla nascente lotta rivoluzionaria del proletariato ambientale emergente, che comprende la maggior parte dell’umanità, come operai, braccianti non salariati, contadini, popolazioni indigene e tutti coloro che sono soggetti alla distruzione dell’ambiente materiale. Questa concezione onnicomprensiva del proletariato – non più inteso semplicemente in termini economici ma in relazione a un materialismo più ampio – abbraccia la nozione di proletariato di Marx e Friedrich Engels come “punto focale di tutte le condizioni disumane nella società contemporanea” .76 Qui possiamo trovare, come proposto da Lukács, un potenziale di mobilitazione che implica una “massa che si solleva contro la follia dell’irrazionalità imperialista. Combattendo in nome della ragione, le masse hanno proclamato i loro diritti nelle strade, il loro diritto a partecipare alla determinazione del nostro destino. Non rinunceranno più a questo diritto, [vale a dire] all’uso della ragione a proprio vantaggio e a vantaggio dell’umanità, il diritto di vivere in un mondo guidato razionalmente e non in mezzo alla caotica follia della guerra” sotto il dominio di neofascisti rabbiosi che minacciano l’estremismo mondiale.77 È tempo, come ha scritto Adrienne Rich, “di ricostituire il mondo” .78
Note
- John Bellamy Foster, “ Late Imperialism ”, Monthly Review 71, n. 3 (luglio-agosto 2019): 1-19.
- István Mészáros, La crisi strutturale del capitale (New York: Monthly Review Press, 2010); István Mészáros, Oltre il Leviatano (New York: Monthly Review Press, 2022); John Bellamy Foster, “Neofascismo alla Casa Bianca”, Monthly Review 68, n. 11 (aprile 2017): 1–30; John Bellamy Foster, Trump alla Casa Bianca (New York: Monthly Review Press, 2017); John Bellamy Foster, “ L’ideologia MAGA e il regime di Trump ”, Monthly Review 77, n. 1 (maggio 2025): 1–24.
- Georg Lukács, Die Zerstörung der Vernunft (Berlino: Aufbau-Verlang, 1953), traduzione inglese, The Destruction of Reason (Londra: Merlin Press, 1980); John Bellamy Foster, “ The New Irrationalism ”, Monthly Review 74, n. 9 (febbraio 2023): 1–24.
- Lukács, La distruzione della ragione , 779.
- Lukács, La distruzione della ragione , 770.
- Lukács, La distruzione della ragione , 770.
- Lukács, La distruzione della ragione , 767, 771.
- Lukács, La distruzione della ragione , 801.
- Lukács, La distruzione della ragione , 819-20.
- Lukács, La distruzione della ragione , 777.
- Lukács, La distruzione della ragione , 772–74.
- Lukács, La distruzione della ragione , 831.
- Lukács, La distruzione della ragione , 775.
- Lukács, La distruzione della ragione , 777, 785.
- Lukács, La distruzione della ragione , 805.
- Paul A. Baran e Paul M. Sweezy, Capitale monopolistico (New York: Monthly Review Press, 1966).
- John Kenneth Galbraith, L’economia della frode innocente (Boston: Houghton Mifflin, 2004).
- Paul M. Sweezy e Harry Magdoff, The Dynamics of US Capitalism (New York: Monthly Review Press, 1972); Harry Magdoff e Paul M. Sweezy, Stagnation and the Financial Explosion (New York: Monthly Review Press, 1987); John Smith, Imperialism in the Twenty-First Century (New York: Monthly Review Press, 2016); Samir Amin, Modern Imperialism, Monopoly Finance Capital, and Marx’s Law of Value (New York: Monthly Review Press, 2018); John Bellamy Foster, Naked Imperialism (New York: Monthly Review Press, 2006); John Bellamy Foster e Brett Clark, “ Empire of Barbarism ,” Monthly Review 56, n. 7 (dicembre 2004): 1–15; John Bellamy Foster, “ The US Ruling Class and the Trump Regime ,” Monthly Review 76, n. 11 (aprile 2025): 1–22.
- John Bellamy Foster, “ La nuova guerra fredda contro la Cina ”, Monthly Review 73, n. 3 (luglio-agosto 2021): 1-20; Foster, “Il nuovo irrazionalismo”; John Bellamy Foster e Brett Clark, “ L’imperialismo nell’Indo-Pacifico ”, Monthly Review 76, n. 3 (luglio-agosto 2024): 1-23.
- Foster e Clark, “L’imperialismo nell’Indo-Pacifico”; Evan A. Laksmana, Paul Fraioli, Veerle Nouwens e James Hackett, “Ordine prestabilito: esercitazioni militari congiunte nell’Asia-Pacifico”, Valutazione della sicurezza regionale dell’Asia-Pacifico 2024 (International Institute for Strategic Studies, 2024).
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- In questo contesto, distinguiamo l’ecofascismo da altre concezioni radicate in argomentazioni idealistiche, per cui i fascisti sono visti come fautori di relazioni a favore dell’ambiente, come quelle tra sangue e suolo.
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- “ Note della redazione ”, Monthly Review 76, n. 10 (marzo 2025); John Bellamy Foster, “Monopolio-capitale finanziario e il feticismo dell’IA”, Monthly Review 78, n. 1 (maggio 2026): 1–16; Richard N. Haass e Carolyn Kissane, “La transizione energetica che non si è potuta realizzare”, Project Syndicate, 17 dicembre 2024; David Hollerith, “JP Morgan completa il ritiro di Wall Street da un’importante alleanza climatica”, Yahoo Finance, 7 gennaio 2025; Kate Crawford, “Long Now Talks: Mappare gli imperi”, registrato il 12 novembre 2025; Peter Landers, “Il fabbisogno energetico ‘insaziabile’ dell’intelligenza artificiale non è sostenibile, afferma l’amministratore delegato di Arm”, Wall Street Journal , 9 aprile 2024.
- “Note della redazione”, Monthly Review 77, n. 11 (aprile 2026).
- “Note della redazione” (aprile 2026).
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- Baran e Sweezy, Capitale monopolistico ; Paul M. Sweezy, La teoria dello sviluppo capitalistico (New York: Monthly Review Press, 1942); Harry Magdoff, Imperialismo : dall’era coloniale ai giorni nostri (New York: Monthly Review Press, 1968); Samir Amin, Il virus liberale (New York: Monthly Review Press, 2004).
- Foster, L’ecologia di Marx ; John Bellamy Foster e Brett Clark, Il furto della natura (New York: Monthly Review Press, 2020); John Bellamy Foster, ” Marx e la frattura nel metabolismo universale della natura “, Monthly Review 65, n. 7 (dicembre 2013): 1-19; Longo, Clausen e Clark, La tragedia della merce ; Clive Hamilton e Jacques Grinevald, “L’Antropocene era stato anticipato?”, Anthropocene Review 2, n. 1 (2015): 59-72; Brett Clark, John Bellamy Foster e Daniel Auerbach, “Disuguaglianza sostanziale e metabolismo alienato del sistema capitalistico”, in The Handbook of Inequality and the Environment , a cura di Michael Long, Michael Lynch e Paul Stretesky (Cheltenham, Regno Unito: Edward Elgar Publishing, 2023), 28–43; Ian Angus, Fessure metaboliche (New York: Monthly Press, 2026).
- Lukács, La distruzione della ragione , 846-47.
- Lukács, La distruzione della ragione , 851.
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- Lukács, La distruzione della ragione , 852.
- Adrienne Rich, “ Risorse naturali ,” 1977, tumblr.com/poetsorg/20464216572/adrienne-rich-natural-resources-1977-my.
ANALISI by ChatGPT
Certo. Ho recuperato il testo dell’articolo e, oltre alla pagina di Monthly Review, ho verificato il testo integrale disponibile in una copia dell’articolo. Si tratta di un saggio particolarmente importante per il tuo archivio perché mette in relazione crisi ecologica, capitalismo monopolistico-finanziario, imperialismo, irrazionalismo, neofascismo ed ecofascismo, utilizzando come assi teorici soprattutto Georg Lukács e István Mészáros, ma anche Baran, Sweezy, Samir Amin e la tradizione dell’ecologia marxista. (Monthly Review)
SCHEDA DI ANALISI
1. Descrizione bibliografica
Autori: Brett Clark; John Bellamy Foster
Titolo: The Destruction of Reason and the Rise of Ecofascism in the United States
Fonte: Monthly Review, Vol. 78, n. 2, giugno 2026, pp. 1–16
Sezione: Review of the Month
Data di pubblicazione: 1 giugno 2026
DOI: 10.14452/MR-078-02-2026-06_1
Tipologia: saggio teorico-politico / analisi di economia politica marxista / ecologia marxista
Origine: il testo è basato su una relazione presentata al Scientific Method and Social Change Symposium, Berna, marzo 2026. (Monthly Review)
Autori: Clark è associate editor di Monthly Review e professore di sociologia alla University of Utah; Foster è editor di Monthly Review e professore emerito di sociologia alla University of Oregon. (Countercurrents)
Testo originale:
Monthly Review – The Destruction of Reason and the Rise of Ecofascism in the United States
2. FOCUS / SUBJECT
Occhiello
La crisi ecologica planetaria e la crescita dell’ecofascismo negli Stati Uniti vengono interpretate come manifestazioni interconnesse della crisi strutturale del capitalismo monopolistico-finanziario e del tardo imperialismo: mentre il sistema distrugge le condizioni materiali della vita, produce forme sempre più autoritarie, razziste, nazionaliste e irrazionalistiche di risposta alla propria crisi.
Subject sintetico
Crisi ecologica + capitalismo monopolistico-finanziario + tardo imperialismo + distruzione della ragione + neofascismo/ecofascismo + exterminism + lotta dell'”environmental proletariat”.
Il nucleo teorico dell’articolo è espresso già nell’incipit: la crisi ecologica planetaria viene interpretata come manifestazione della “death drive of late imperialism”, mentre l’ecofascismo costituisce una risposta politico-sociale alla crisi dei limiti assoluti del capitale. (Countercurrents)
3. TESI CENTRALE
La tesi degli autori può essere ricostruita attraverso una catena causale:
accumulazione capitalistica illimitata
↓
capitalismo monopolistico-finanziario
↓
imperialismo e crisi strutturale
↓
crescente pressione sui limiti biofisici del pianeta
↓
crisi ecologica planetaria
↓
incapacità del sistema di riconoscere razionalmente le proprie contraddizioni
↓
irrazionalismo e negazione della scienza ecologica
↓
autoritarismo / neofascismo
↓
ecofascismo
↓
militarismo + razzismo + xenofobia + controllo delle risorse + distruzione ecologica.
L’elemento originale è quindi che ecofascismo e crisi ecologica non sono due fenomeni paralleli.
Per Clark e Foster sono due aspetti della medesima dinamica storico-strutturale.
4. IL CONCETTO CHIAVE: «DESTRUCTION OF REASON»
Il punto di partenza teorico è Georg Lukács e il suo The Destruction of Reason (1953).
Lukács aveva cercato di spiegare l’ascesa del fascismo tedesco attraverso la formazione di una tradizione filosofica irrazionalistica sviluppatasi in opposizione al materialismo storico e alla razionalità dialettica.
Gli autori richiamano una genealogia che comprende:
- Schelling;
- Schopenhauer;
- Nietzsche;
- Bergson;
- Heidegger;
- Carl Schmitt.
Il passaggio fondamentale è:
crisi delle contraddizioni sociali → impossibilità/rigetto della spiegazione razionale → irrazionalismo → mito, volontà, istinto, potere → legittimazione ideologica della reazione.
L’irrazionalismo non viene quindi considerato una semplice posizione filosofica.
È una forma ideologica storicamente funzionale alla riproduzione del dominio di classe. (Countercurrents)
5. LUKÁCS E IL PRESENTE STATUNITENSE
Qui avviene uno dei passaggi più interessanti dell’articolo.
Lukács non avrebbe individuato il problema dell’irrazionalismo esclusivamente nella Germania nazista.
Nel dopoguerra aveva osservato anche negli Stati Uniti una trasformazione dell’ideologia imperialista verso una forma di irrazionalismo mascherato da razionalità.
Clark e Foster trasferiscono questa problematica nel presente.
Il loro ragionamento è:
il problema contemporaneo non è semplicemente il ritorno del fascismo storico, ma la formazione di una nuova configurazione autoritaria dentro la crisi del capitalismo monopolistico-finanziario.
Da qui:
Lukács → fascismo → irrazionalismo → imperialismo
viene prolungato in:
capitalismo monopolistico-finanziario → crisi strutturale → crisi ecologica → irrazionalismo → neofascismo → ecofascismo.
6. MONOPOLY CAPITAL COME STRUTTURA DI FONDO
Qui il saggio è particolarmente interessante rispetto all’architettura teorica che stai costruendo per 42rosso.
Clark e Foster recuperano esplicitamente:
- Paul Baran;
- Paul Sweezy;
- Harry Magdoff;
- John Kenneth Galbraith;
- Samir Amin.
La categoria di fondo è quella di monopoly-finance capital.
Il capitalismo contemporaneo viene interpretato come una struttura nella quale:
- concentrazione economica;
- monopolio;
- finanza;
- imperialismo;
- apparato militare;
- controllo delle risorse;
sono fortemente interconnessi. (Countercurrents)
È significativo che tra le fonti gli autori citino esplicitamente Monopoly Capital di Baran e Sweezy, The Dynamics of U.S. Capitalism di Sweezy e Magdoff, Stagnation and the Financial Explosion, oltre a Samir Amin e John Smith. (Countercurrents)
Collegamento con il tuo filone Sweezy
Qui possiamo individuare una continuità teorica:
Baran-Sweezy
→ surplus crescente
→ problema dell’assorbimento del surplus
→ monopolizzazione
→ imperialismo
→ militarismo
→ espansione finanziaria
che Clark/Foster estendono verso:
surplus/accumulazione
→ pressione ecologica
→ crisi dei limiti planetari
→ risposta autoritaria
→ ecofascismo.
È importante però precisare che quest’ultima estensione è una ricostruzione interpretativa nostra, non una formulazione esplicita di Baran e Sweezy.
7. MÉSZÁROS: LA CRISI STRUTTURALE DEL CAPITALE
Il secondo grande pilastro teorico è István Mészáros.
Gli autori utilizzano soprattutto il concetto di structural crisis of capital.
La crisi contemporanea non sarebbe semplicemente una crisi congiunturale.
È una crisi della capacità del capitale di continuare indefinitamente la propria riproduzione attraverso gli stessi meccanismi.
La formula fondamentale diventa:
crisi strutturale → autoritarismo crescente → militarismo → imperialismo più aggressivo → exterminism.
Mészáros viene richiamato anche per l’idea che la fase discendente del monopolio costituisca la fase più pericolosa dell’imperialismo, proprio perché la crisi spinge il sistema verso forme sempre più autoritarie e distruttive. (Countercurrents)
8. IL PASSAGGIO DECISIVO: DALLA CRISI ECONOMICA ALLA CRISI ECOLOGICA
Questo è probabilmente il cuore teorico dell’articolo.
Clark e Foster non considerano la crisi ecologica una “esternalità” del capitalismo.
La collocano invece all’interno della logica dell’accumulazione.
La crescita capitalistica richiede:
- aumento della produzione;
- consumo crescente di energia;
- estrazione di risorse;
- trasformazione della natura;
- espansione dei mercati;
- accumulazione privata.
Il problema è che la biosfera possiede limiti materiali.
Si produce quindi una contraddizione:
imperativo capitalistico dell’espansione infinita
contro
limiti biofisici del sistema Terra.
9. PLANETARY BOUNDARIES
Gli autori utilizzano il concetto scientifico di planetary boundaries.
Secondo il testo, sette dei nove confini planetari risultano già oltrepassati:
- cambiamento climatico;
- acidificazione degli oceani;
- integrità della biosfera/biodiversità;
- cambiamento dell’uso del suolo;
- acqua dolce;
- cicli biogeochimici di azoto e fosforo;
- nuove entità/sostanze sintetiche.
Restano entro i livelli indicati come sicuri:
- strato di ozono;
- aerosol atmosferici.
Il dato serve agli autori per sostenere che la crisi ecologica non può essere ridotta al solo climate change.
Si tratta di una crisi sistemica del metabolismo socio-ecologico. (ResearchGate)
10. METABOLIC RIFT
Qui emerge uno dei concetti più importanti dell’intero saggio.
La tradizione dell’ecologia marxista di Foster interpreta il rapporto capitalismo/natura attraverso il concetto marxiano di metabolic rift.
Il capitalismo rompe il metabolismo tra:
società ↔ natura.
La produzione capitalistica sottrae materia ed energia agli ecosistemi e restituisce rifiuti, emissioni e sostanze alteranti senza rispettare i tempi e i cicli naturali.
La crisi contemporanea viene così definita come una sorta di:
planetary rift
cioè una frattura ormai generalizzata del metabolismo planetario.
Questo costituisce un passaggio fondamentale:
alienazione sociale
e
alienazione ecologica
vengono interpretate come dimensioni interconnesse.
11. ANTROPOCENE / CAPITALINIAN
Il saggio si colloca nella riflessione di Clark e Foster sul Capitalinian.
La periodizzazione proposta identifica il secondo dopoguerra come una fase nella quale il capitalismo monopolistico ha intensificato quantitativamente e qualitativamente la trasformazione del sistema Terra.
Il riferimento è alla Great Acceleration:
- popolazione;
- produzione;
- consumo;
- energia;
- urbanizzazione;
- trasporti;
- estrazione;
- emissioni.
Il concetto di Capitalinian consente agli autori di evitare una lettura semplicemente antropocentrica dell’Antropocene.
Non è genericamente “l’umanità” ad aver prodotto la crisi.
È una determinata forma storico-sociale di organizzazione della produzione.
12. LA «DEATH DRIVE OF LATE IMPERIALISM»
Questa è una delle formulazioni teoriche più forti.
Il tardo imperialismo viene rappresentato come una struttura nella quale:
la riproduzione del capitale dipende sempre più dalla distruzione delle condizioni materiali della vita.
È quindi una contraddizione:
accumulazione del capitale → distruzione delle condizioni dell’accumulazione stessa.
Il capitale non “vuole” razionalmente distruggere il pianeta.
Il punto è più radicale:
la logica impersonale dell’accumulazione produce risultati che, considerati dal punto di vista della riproduzione della vita, sono irrazionali e autodistruttivi.
13. DAL NEO FASCISMO ALL’ECOFASCISMO
Gli autori introducono quindi il concetto di ecofascism.
Non significa semplicemente:
fascismo + ambientalismo.
Al contrario, il termine indica una forma di politica autoritaria nella quale la crisi ecologica viene affrontata attraverso:
- esclusione;
- razzismo;
- nazionalismo;
- xenofobia;
- militarizzazione;
- controllo delle risorse;
- repressione;
- espulsione degli “indesiderabili”;
- protezione dei privilegi del capitale.
È quindi possibile rappresentarlo così:
crisi ecologica
→ competizione per risorse
→ nazionalismo
→ militarizzazione
→ razzismo/xenofobia
→ repressione
→ ecofascismo.
La formula particolarmente efficace degli autori è:
“ecofascism is the ecology of exterminism.” (Countercurrents)
14. PERCHÉ «ECOFASCISMO» NON È UN OSSIDORO
Il termine potrebbe sembrare contraddittorio.
Se “eco” richiama la conservazione della natura, come può esistere un’ideologia che combina ecologia e fascismo?
Clark e Foster rovesciano il problema.
L’ecofascismo non mira a salvare l’ecosistema per tutti.
Mira a proteggere determinati gruppi sociali e interessi di classe dalla crisi ecologica, trasferendo i costi della crisi su altri.
Quindi:
conservazione selettiva + esclusione sociale + controllo delle risorse + accumulazione
può diventare una forma di politica ecologica autoritaria.
15. IL RUOLO DI TRUMP
Donald Trump costituisce per gli autori il principale caso empirico contemporaneo.
L’amministrazione Trump viene interpretata come espressione di una forma di neofascismo, dentro la quale l’ecofascismo rappresenterebbe una specifica dimensione della politica.
Gli autori collegano:
- “Drill, baby, drill”;
- espansione dei combustibili fossili;
- deregolamentazione ambientale;
- attacco alle politiche climatiche;
- repressione dei migranti;
- nazionalismo;
- militarismo;
- controllo delle risorse.
Non si tratta dunque di fenomeni indipendenti.
Gli autori vedono una coalizione materiale tra:
industria fossile + Big Tech + capitale finanziario monopolistico + complesso militare-industriale. (Countercurrents)
16. LA QUESTIONE DELLE RISORSE
Una parte importante del ragionamento riguarda l’imperialismo.
Quando le risorse diventano più scarse o strategiche, aumenta la loro importanza geopolitica.
Da qui:
crisi ecologica → scarsità/controllo delle risorse → competizione imperialista → militarizzazione.
Gli autori inseriscono in questo quadro anche il conflitto con la Cina.
Richiamano:
- sanzioni;
- potere finanziario del dollaro;
- basi militari;
- esercitazioni nell’Indo-Pacifico;
- controllo delle risorse energetiche.
La crisi ecologica diventa così anche questione geopolitica e imperialista. (Countercurrents)
17. IL CASO DELL’IRAN
Particolarmente significativo è il passaggio dedicato alla guerra contro l’Iran.
Gli autori collegano:
guerra → petrolio → controllo delle risorse → imperialismo → distruzione ecologica.
La guerra viene quindi letta simultaneamente come:
- evento militare;
- conflitto geopolitico;
- lotta per le risorse;
- manifestazione dell’imperialismo;
- fattore di devastazione ecologica.
Questo è coerente con la loro concezione dell’ecofascismo come ecologia dell’exterminism. (Countercurrents)
18. AI E ECOFASCISMO
Molto interessante per l’archivio 42rosso è l’inserimento dei data center dell’intelligenza artificiale nel quadro ecologico.
Gli autori citano la crescente domanda energetica dell’AI come componente della dinamica contemporanea.
La tecnologia non viene quindi considerata separatamente dalla struttura energetica e materiale del capitalismo.
Schema:
Big Tech
→ AI
→ data center
→ consumo energetico
→ infrastrutture
→ estrazione
→ pressione ecologica.
Questo crea un collegamento diretto con altri articoli di Monthly Review del 2026 sulla relazione tra AI, energia e crisi ecologica.
19. «ACCUMULATION OF CATASTROPHE»
Una formula concettualmente molto importante è:
“accumulation of catastrophe accompanying the accumulation of capital.” (Countercurrents)
Qui troviamo una vera e propria simmetria concettuale:
| Economia politica | Ecologia |
|---|---|
| accumulazione di capitale | accumulazione della catastrofe |
| concentrazione del capitale | concentrazione dei rischi |
| espansione | degradazione |
| crescita | distruzione |
| valorizzazione | perdita delle condizioni della vita |
È un concetto che merita, a mio avviso, di essere inserito nel thesaurus di 42rosso.
20. SOVRAPPOSIZIONE TRA ECONOMIA E ECOLOGIA
Uno dei risultati teorici più importanti del saggio è che gli autori rifiutano implicitamente una separazione tra:
crisi economica
e
crisi ecologica.
La loro relazione è strutturale.
Possiamo formalizzarla:
Capitale
→ accumulazione
→ monopolizzazione
→ imperialismo
→ estrazione
→ trasformazione della natura
→ rift metabolico
→ crisi ecologica
→ crisi sociale
→ autoritarismo
→ ecofascismo.
21. SWEEZY: UN COLLEGAMENTO PARTICOLARMENTE INTERESSANTE
Per il tuo lavoro su Sweezy questo articolo è molto importante perché Clark e Foster citano direttamente la definizione sweeziana del fascismo.
Sweezy interpreta il fascismo come la forma più reazionaria dello Stato capitalistico, governato dagli elementi dominanti del capitale monopolistico. Gli autori utilizzano questa formulazione per costruire il ponte:
monopoly capital → fascism → ecofascism. (Countercurrents)
Questo permette di collocare il saggio all’interno della traiettoria:
Hilferding → Lenin → Baran → Sweezy → Magdoff → Amin → Foster/Clark.
Naturalmente si tratta di una genealogia teorica, non di una perfetta continuità concettuale.
22. IL «CAPITALE» COME SISTEMA IRRAZIONALE
La nozione di irrazionalità assume qui un significato particolare.
Non significa semplicemente:
“Trump è irrazionale.”
La tesi è molto più profonda.
Il sistema può essere:
- tecnicamente razionale;
- economicamente calcolabile;
- scientificamente sofisticato;
e tuttavia essere socialmente ed ecologicamente irrazionale.
Questa è una distinzione importante per l’indicizzazione.
Razionalità capitalistica
profitto → efficienza → crescita → accumulazione
Razionalità ecologico-sociale
riproduzione della vita → equilibrio metabolico → bisogni → sostenibilità.
Le due razionalità entrano strutturalmente in conflitto.
23. IL PROBLEMA DELLA SCIENZA
La “distruzione della ragione” contemporanea viene quindi associata alla negazione della scienza ecologica.
Il paradosso è:
più aumenta la capacità scientifica di conoscere la crisi, più il sistema sviluppa meccanismi ideologici per negarla.
Il problema non è l’assenza di conoscenza.
È il conflitto tra:
conoscenza scientifica
e
interessi materiali legati all’accumulazione.
Questa è probabilmente una delle parti più forti del raccordo Lukács–Foster.
24. DAL PROLETARIATO ALL’«ENVIRONMENTAL PROLETARIAT»
Il saggio non termina con una semplice denuncia.
Gli autori introducono il concetto di:
Environmental proletariat
Non coincide semplicemente con il proletariato industriale tradizionale.
Comprende:
- lavoratori;
- lavoratori non salariati;
- contadini;
- popolazioni indigene;
- popolazioni colpite dalla devastazione ambientale;
- più in generale coloro che subiscono la distruzione delle condizioni materiali della vita.
L’idea era già presente nella precedente elaborazione di Foster e viene qui ripresa come possibile soggetto di trasformazione. (Monthly Review)
25. DALLA LOTTA DI CLASSE ALLA LOTTA SUL METABOLISMO
Questo concetto amplia la nozione tradizionale di conflitto di classe.
Non abbiamo più soltanto:
capitale ↔ lavoro
ma:
capitale ↔ complesso delle condizioni materiali della riproduzione sociale e naturale.
Da questo punto di vista l’environmental proletariat è una categoria che tenta di riunire:
- classe operaia;
- contadini;
- popolazioni indigene;
- lavoro riproduttivo;
- movimenti ecologici;
- popolazioni colpite dall’estrazione;
- soggetti delle periferie imperialistiche.
È uno dei passaggi più strategicamente rilevanti dell’articolo.
26. LA SOLUZIONE: «RECONSTITUTE THE WORLD»
La conclusione ritorna a Lukács.
Se il capitalismo produce la distruzione della ragione, la risposta deve essere una riappropriazione collettiva della razionalità.
Ma non una razionalità tecnocratica.
Una razionalità:
- materialista;
- dialettica;
- scientifica;
- sociale;
- ecologica;
- democratica.
Il progetto finale è quindi una trasformazione socialista del metabolismo sociale.
Non semplicemente:
cambiare le fonti energetiche.
Ma:
trasformare il modo in cui la società produce e riproduce la propria relazione con la natura.
27. STRUTTURA LOGICA COMPLESSIVA
La struttura del saggio può essere sintetizzata in otto passaggi:
I. Lukács
Distruzione della ragione
↓
II. Imperialismo
Irrazionalismo come prodotto storico del capitalismo
↓
III. Monopoly-finance capital
Concentrazione + finanza + imperialismo
↓
IV. Crisi strutturale
Mészáros
↓
V. Crisi ecologica
Metabolic rift + planetary boundaries
↓
VI. Autoritarismo
neofascismo
↓
VII. Ecofascismo
nazionalismo + razzismo + militarismo + controllo delle risorse + negazione ecologica
↓
VIII. Alternativa
environmental proletariat + socialismo + restaurazione del metabolismo socio-ecologico.
28. MAPPA CONCETTUALE
CAPITALISMO
│
├── monopolizzazione
│
├── finanza
│
├── accumulazione
│
└── imperialismo
│
↓
CRISI STRUTTURALE
│
┌────┴─────┐
↓ ↓
crisi sociale crisi ecologica
│ │
│ metabolic rift
│ │
│ planetary
│ boundaries
│ │
└────┬─────┘
↓
AUTORITARISMO
│
↓
NEOFASCISMO
│
↓
ECOFASCISMO
│
┌────────┼──────────┐
↓ ↓ ↓
razzismo militarismo risorse
│ │ │
└────────┼──────────┘
↓
EXTERMINISM
│
↓
ENVIRONMENTAL PROLETARIAT
│
↓
TRASFORMAZIONE SOCIALISTA
DEL METABOLISMO SOCIALE
29. CONCETTI FOCALI PER 42ROSSO
Concetti primari
- Capitalismo monopolistico-finanziario
- Imperialismo
- Tardo imperialismo
- Crisi strutturale del capitale
- Crisi ecologica
- Ecofascismo
- Neofascismo
- Irrazionalismo
- Distruzione della ragione
- Exterminism
- Metabolic rift
- Planetary boundaries
- Accumulazione del capitale
- Accumulazione della catastrofe
- Militarismo
- Controllo delle risorse
- Nazionalismo
- Razzismo
- Xenofobia
- Environmental proletariat
- Socialismo ecologico
- Metabolismo sociale
Concetti secondari
- Trump
- MAGA
- negazionismo climatico
- deregolamentazione ambientale
- combustibili fossili
- industria fossile
- Big Tech
- intelligenza artificiale
- data center
- energia
- guerra
- Cina
- Iran
- dollaro
- sanzioni
- Indo-Pacifico
- imperialismo statunitense.
30. AUTORI / AUTHORITY FILE
Primari
- Brett Clark
- John Bellamy Foster
- Georg Lukács
- István Mészáros
Secondari
- Paul A. Baran
- Paul M. Sweezy
- Harry Magdoff
- Samir Amin
- John Kenneth Galbraith
- Karl Marx
- Friedrich Engels
- Naomi Klein
- Adrienne Rich.
31. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI INTERNI
Tra i riferimenti teorici più importanti citati dagli autori:
- Lukács, The Destruction of Reason;
- Mészáros, The Structural Crisis of Capital;
- Mészáros, Socialism or Barbarism;
- Mészáros, Beyond Leviathan;
- Baran & Sweezy, Monopoly Capital;
- Sweezy & Magdoff, The Dynamics of U.S. Capitalism;
- Magdoff & Sweezy, Stagnation and the Financial Explosion;
- Samir Amin, Modern Imperialism, Monopoly Finance Capital, and Marx’s Law of Value;
- Foster, Marx’s Ecology;
- Foster, Clark & York, The Ecological Rift;
- Foster & Clark, The Robbery of Nature. (Countercurrents)
Questa bibliografia è particolarmente utile per costruire una rete bibliografico-concettuale di 42rosso.
32. DESCRIZIONE SEMANTICA
SUBJECT
Crisi strutturale del capitalismo monopolistico-finanziario e tardo imperialismo; crisi ecologica planetaria; irrazionalismo e neofascismo; formazione dell’ecofascismo statunitense come risposta autoritaria alla crisi socio-ecologica.
CONTESTO DISCIPLINARE
Primario
- Economia politica marxista
- Marxismo
- Ecologia marxista
- Teoria dell’imperialismo
Secondario
- Sociologia politica
- Teoria critica
- Studi sul fascismo
- Political ecology
- Studi ambientali
- Geopolitica
- Studi sull’AI e sull’energia.
CONTESTO SPAZIALE
Primario: Stati Uniti
Secondario: sistema mondiale
Aree rilevanti: Cina, Indo-Pacifico, Iran, Global South.
CONTESTO TEMPORALE
Arco storico lungo: dalla formazione dell’irrazionalismo europeo tra XIX e XX secolo.
Secondo dopoguerra: egemonia statunitense, capitalismo monopolistico, Guerra fredda.
Periodo contemporaneo: crisi ecologica, crisi del capitalismo, Trump, neofascismo, competizione USA-Cina.
Punto di osservazione: 2026.
33. TESAURO SPECIALIZZATO
Per il futuro thesaurus di 42rosso suggerirei di organizzare i termini in questa gerarchia:
A. CAPITALISMO
→ capitalismo monopolistico
→ capitalismo finanziarizzato
→ monopoly-finance capital
→ accumulazione
→ crisi strutturale
→ concentrazione del capitale
B. IMPERIALISMO
→ tardo imperialismo
→ imperialismo statunitense
→ militarismo
→ controllo delle risorse
→ competizione geopolitica
→ Cina
→ sanzioni
C. ECOLOGIA
→ crisi ecologica
→ cambiamento climatico
→ planetary boundaries
→ metabolic rift
→ metabolismo sociale
→ Anthropocene
→ Capitalinian
→ ecocidio
D. FASCISMO
→ fascismo
→ neofascismo
→ ecofascismo
→ autoritarismo
→ razzismo
→ xenofobia
→ nazionalismo
→ repressione
E. IDEOLOGIA
→ irrazionalismo
→ negazione della scienza
→ negazionismo climatico
→ distruzione della ragione
→ ideologia capitalistica
F. SOGGETTI SOCIALI
→ proletariato
→ environmental proletariat
→ contadini
→ popolazioni indigene
→ lavoratori
→ movimenti ecologisti.
34. RELAZIONI SEMANTICHE
Per il grafo semantico suggerirei queste relazioni:
capitalismo monopolistico-finanziario
→ produce/rafforza → imperialismo
capitalismo
→ genera → metabolic rift
accumulazione
→ intensifica → crisi ecologica
crisi strutturale
→ favorisce → autoritarismo
imperialismo
→ favorisce → militarismo
crisi ecologica
→ alimenta → conflitti per le risorse
irrazionalismo
→ legittima → fascismo
neofascismo
→ può assumere la forma di → ecofascismo
ecofascismo
→ utilizza → nazionalismo
ecofascismo
→ utilizza → razzismo/xenofobia
ecofascismo
→ persegue → controllo delle risorse
ecofascismo
→ accelera → devastazione ecologica
Big Tech
→ accresce → consumo energetico
AI
→ richiede → infrastrutture energetiche
environmental proletariat
→ costituisce soggetto di → trasformazione socialista
socialismo
→ persegue → restaurazione del metabolismo sociale.**
35. VALUTAZIONE CRITICA
Punti di forza
1. Grande capacità di sintesi teorica
Il saggio costruisce una connessione molto ambiziosa tra:
Lukács → Marx → Baran/Sweezy → Mészáros → Foster → ecologia → fascismo.
Non è soltanto un articolo sul clima né soltanto un articolo sul fascismo.
È un tentativo di costruire una teoria unitaria della crisi contemporanea.
2. Superamento della separazione tra crisi sociale ed ecologica
È probabilmente il contributo più importante.
La crisi ecologica viene trattata come contraddizione interna alla riproduzione capitalistica, non come problema esterno.
3. Ottima integrazione tra ecologia e imperialismo
L’ecologia viene riportata dentro l’economia politica internazionale:
risorse → imperialismo → militarismo → guerra → devastazione ecologica.
4. Recupero di Lukács
La categoria di distruzione della ragione viene aggiornata e utilizzata per interpretare il negazionismo e l’irrazionalismo contemporanei.
36. PUNTI CRITICI
Qui, per un archivio con ambizione accademica come 42rosso, farei alcune distinzioni.
A. «Ecofascismo» è una categoria potente ma molto ampia
Gli autori tendono a utilizzare il concetto per comprendere un insieme assai vasto di fenomeni:
- politica energetica;
- Trump;
- razzismo;
- immigrazione;
- guerra;
- Big Tech;
- AI;
- controllo delle risorse.
Il rischio è una dilatazione semantica del termine.
Per questo nel thesaurus distinguerei:
ECOFASCISMO — concetto teorico
da
POLITICHE AUTORITARIE AMBIENTALI — categoria descrittiva
e da
NAZIONALISMO ECOLOGICO / ECO-NAZIONALISMO — categoria distinta.
B. La causalità è prevalentemente teorica
La catena:
crisi strutturale → ecofascismo
è proposta soprattutto attraverso una teoria materialista, non dimostrata attraverso un’analisi empirica comparativa.
Questo non è un difetto in sé: il testo è un saggio teorico.
Ma nella scheda archivistica conviene classificare le proposizioni come:
interpretazione teorica / ipotesi causale
anziché come fatto empiricamente dimostrato.
C. Trump come espressione paradigmatica
Gli autori identificano il Trumpismo con una forma di neofascismo/ecofascismo.
È una posizione teorica coerente con la tradizione di Monthly Review, ma è anche una tesi interpretativa fortemente connotata, che richiederebbe un confronto con la letteratura politologica sul fascismo, sul populismo di destra e sull’autoritarismo.
Per 42rosso la distinzione tra:
fatto → interpretazione → giudizio politico
è quindi particolarmente importante.
D. Il passaggio Lukács → Trump richiede cautela
Lukács analizzava una situazione storica specifica: la formazione dell’irrazionalismo europeo e il fascismo storico.
Clark e Foster utilizzano quella categoria per interpretare il presente.
È un trasferimento teorico produttivo, ma non una semplice continuità storica.
37. GIUDIZIO COMPLESSIVO
Considererei questo articolo molto rilevante per 42rosso.
Non tanto perché fornisca dati nuovi sulla politica statunitense, quanto perché funziona come testo di sintesi teorica di una vasta area del pensiero marxista contemporaneo.
La sua importanza può essere rappresentata così:
Marx → metabolismo sociale
↓
Lukács → ragione/irrazionalismo/fascismo
↓
Baran-Sweezy → monopolio/imperialismo
↓
Mészáros → crisi strutturale/exterminism
↓
Foster/Clark → metabolic rift/crisi ecologica
↓
ecofascismo → risposta autoritaria alla crisi planetaria
↓
environmental proletariat → possibile soggetto della trasformazione.
È dunque un articolo che può funzionare nell’archivio come nodo di intersezione tra almeno quattro grandi aree:
ECONOMIA POLITICA — IMPERIALISMO — ECOLOGIA — FASCISMO.
E, per il tuo progetto di rete semantica, lo collocherei vicino ai nodi Baran-Sweezy / Mészáros / Foster / crisi strutturale del capitale / metabolic rift / imperialismo / AI-energia, più che nella sola categoria “ecologia”.
Un ulteriore elemento molto interessante è che questo articolo appartiene allo stesso numero di Monthly Review che comprende Te Li, “The Thermodynamics of Capital: Artificial Intelligence, Energy Crisis, and Ecological Crisis”, Fred Magdoff, “Workers Suffer as Wealth Accumulates”, Jianlu Bi e Ting Zhou sul digital imperialism e Helena Sheehan sulla crisi del significato: il fascicolo di giugno 2026 costruisce quindi una costellazione teorica molto coerente attorno alla crisi contemporanea del capitale. (Monthly Review)
Per 42rosso, suggerirei quindi di registrare questo testo non soltanto sotto “Ecologia”, ma come nodo trasversale: Crisi strutturale del capitale → Imperialismo → Irrazionalismo/Fascismo → Crisi ecologica → Ecofascismo → Exterminism → Environmental proletariat.
