Shaikh, il più grande economista marxista

di Vivek Chibber

Anwar Shaikh è stato uno dei protagonisti più importanti della rinascita dell’economia politica marxista contemporanea. In questo saggio commemorativo, Vivek Chibber ricostruisce il percorso intellettuale di un economista che ha cercato di restituire alla teoria di Marx la capacità di spiegare il funzionamento concreto del capitalismo moderno, confrontandosi direttamente con le categorie e i problemi dell’economia dominante.

Il punto centrale del suo lavoro è una diversa interpretazione della concorrenza. Contro le teorie che considerano il capitalismo contemporaneo dominato da monopoli capaci di sottrarsi alle pressioni del mercato, Shaikh recupera la tradizione classica di Smith, Ricardo e Marx e sviluppa il concetto di «concorrenza reale»: una lotta permanente fra imprese, condotta attraverso la riduzione dei costi, l’innovazione e la conquista delle quote di mercato.

Questa impostazione non riguarda soltanto la teoria dei prezzi o la spiegazione delle crisi. Il progetto di Shaikh mira a costruire un quadro unitario dell’economia politica, capace di affrontare anche profitti, moneta, inflazione, tassi di cambio, commercio internazionale e mercati finanziari. Il suo libro Capitalism: Competition, Conflict, Crises, pubblicato nel 2016, rappresenta il risultato più ambizioso di questa ricerca.

Chibber legge tale opera anche come una sfida alle tradizioni marxiste del Novecento: non un rifiuto del loro patrimonio, ma il tentativo di superarne i limiti teorici attraverso una ricostruzione sistematica e una verifica empirica delle categorie economiche.

Il ricordo di Shaikh diventa così una riflessione sul futuro della sinistra. Per rinnovare la critica del capitalismo, sostiene Chibber, non basta richiamarsi alla tradizione marxista: occorre riprenderne il metodo critico, verificare le teorie ereditate e sviluppare strumenti capaci di spiegare le trasformazioni effettive dell’economia contemporanea.

1. Scheda bibliografica

Analisi Claude 15-10-26

2. Occhiello / parole chiave

Occhiello. Con Shaikh scompare l’economista che ha ricostruito l’economia politica classico-marxista attorno a una teoria della concorrenza reale, contro la scuola del capitale monopolistico, e ha reso operative le categorie di Marx sui dati empirici.

Parole chiave: Anwar Shaikh · concorrenza reale · capitale monopolistico · legge del valore · economia politica classica · Capitalism: Competition, Conflict, Crises · Sweezy e Baran · Nuova Sinistra · economia eterodossa

3. Abstract

Italiano. Chibber ricostruisce la figura di Anwar Shaikh (Karachi, 1945) come l’economista marxista più importante della sua generazione e, a suo giudizio, probabilmente dai tempi di Marx. Il programma di ricerca di Shaikh parte dalla tesi che il capitalismo sia mosso dalla ricerca continua del profitto e dalla mobilità intersettoriale del capitale. Su questa base attacca la teoria del capitale monopolistico di Baran e Sweezy (con Steindl e la tradizione Hilferding-Lenin-Luxemburg): per Chibber, Shaikh mostra non solo che i dati non la confermano, ma che molte presunte prove del monopolio sono coerenti con la concorrenza. Alla “concorrenza perfetta” walrasiana e al monopolio oppone la “concorrenza reale” della tradizione Smith-Ricardo-Marx, una guerra tra imprese per la quota di mercato. Dopo i frammenti degli anni Ottanta e Measuring the Wealth of Nations (1994, con Tonak) arriva, intorno al 2014-2016, il trattato di circa mille pagine, accolto come classico istantaneo (Galbraith, Harcourt, Grahl). Chibber conclude con un elogio dell’etica del lavoro di Shaikh e del suo rifiuto di vendersi come “economista postcoloniale”, e auspica che la nuova sinistra sostituisca i modelli di Hilferding, Lenin e Luxemburg con la sua teoria.

English abstract (342 characters).
Vivek Chibber’s obituary casts Anwar Shaikh as the most important Marxist economist since Marx. It traces his critique of Baran and Sweezy’s monopoly capital theory, his ‘real competition’ framework, and his treatise Capitalism: Competition, Conflict, Crises, while praising his rigor, tireless work ethic and refusal to trade on his identity.

Five keywords (subject / focus, MRP register):

  1. Marxian economics / real competition
  2. Monopoly capital / empirical critique
  3. Value theory / profit-seeking and capital mobility
  4. Classical political economy / Smith-Ricardo-Marx synthesis
  5. Shaikh / intellectual legacy

4. Analisi per punti

Punto 1. Il giudizio di apertura. Shaikh è definito “il più brillante economista marxista della sua generazione e probabilmente il più importante dai tempi di Karl Marx”. Tre meriti: aver rivitalizzato la tradizione classica (Smith, Ricardo, Marx); averla applicata alle dinamiche di breve periodo della tradizione keynesiana in un quadro unico; aver reso operative le categorie marxiste mostrando che le regolarità empiriche del capitalismo moderno sono governate dai meccanismi del Capitale.

Punto 2. Biografia. Nato a Karachi nel 1945, figlio di un diplomatico pakistano, cresciuto in Medio Oriente, Sud-est asiatico e Turchia. Ingegneria a Princeton (1965), dottorato in economia alla Columbia (1973), formazione politica nei movimenti studenteschi (pacifisti, diritti civili, femministi) e radicalizzazione marxista.

Punto 3. Il programma di ricerca. Il capitalismo è alimentato dalla ricerca continua di profitti da parte delle imprese. Un’ovvietà solo in apparenza, perché i modelli dominanti dell’economia eterodossa di fine anni Sessanta non coglievano le dinamiche fondamentali.

Punto 4. La teoria del capitale monopolistico e la sua critica. Il quadro radicale era ereditato da Lenin e Hilferding e cristallizzato in Il capitale monopolistico (Sweezy e Baran): il capitalismo competitivo avrebbe ceduto ai monopoli nel primo Novecento, rendendo inoperanti le dinamiche competitive di Marx. Dagli anni Settanta numerosi studi lo contestano sul piano empirico. Per Chibber, Shaikh mostra con maggior successo che anche i dati portati da Sweezy, Steindl e altri a sostegno del monopolio sono coerenti con la concorrenza.

Punto 5. La posta teorica: legge del valore e mobilità del capitale. L’impianto di Marx poggia sull’idea che imprese orientate al profitto si spostino da un settore all’altro in cerca dei tassi di rendimento migliori. Da qui la legge del valore e la pressione sui costi, cioè “una guerra costante contro i propri dipendenti”. Il capitalismo monopolistico, se confermato, avrebbe reso obsoleta la teoria di Marx.

Punto 6. Concorrenza reale vs concorrenza perfetta. Le teorie del monopolio derivavano la loro idea di mercato competitivo dall’economia tradizionale e non offrivano un’alternativa a quella borghese. Shaikh recupera la “concorrenza reale” della tradizione classica: le imprese non sono price taker passivi ma lottano per quote di mercato, riducendo i costi unitari, adottando le migliori pratiche, cercando di spingere i rivali all’estinzione. La concorrenza è come una guerra.

Punto 7. Implicazioni per la tradizione marxista. Buona parte della teoria marxista del Novecento (Hilferding, Lenin, Luxemburg, poi Baran e Sweezy, passata per i partiti comunisti maoisti e sovietici) discende dalla teoria del monopolio. Shaikh mostra che non è sostenibile e chiede di ricostruire l’economia marxista su una teoria della concorrenza.

Punto 8. Un programma più largo. Dagli anni Ottanta l’obiettivo è costruire un’alternativa macro e microeconomica che spieghi anche inflazione, commercio, tassi di cambio e teoria monetaria, mostrando che le forze di lungo periodo di Marx spiegano i fenomeni superficiali di cui si occupa l’economia tradizionale.

Punto 9. Il lungo cammino dell’opera. Shaikh pensava di impiegare dieci anni; il volume non uscì. Escono frammenti e Measuring the Wealth of Nations (1994, con E. Ahmet Tonak), sull’uso dei conti nazionali per operativizzare le categorie marxiste. Tra gli studenti: Howard Botwinick, Persistent Inequalities (teoria dei differenziali salariali). Tra gli ammiratori, Chibber compreso, cresce il pessimismo.

Punto 10. Il manoscritto e l’accoglienza. Intorno al 2014 Shaikh invia a Chibber un manoscritto di circa mille pagine: analisi empirica di un secolo di regolarità, teoria dell’impresa, concorrenza reale, teoria di profitti, prezzi relativi, moneta, inflazione, cambi, commercio e mercato azionario. Chiaro e splendidamente scritto, “il lavoro accademico più ambizioso” visto da Chibber. Con Capitalism: Competition, Conflict, Crises arriva l’accoglienza: Galbraith (nessun trattato così ambizioso e riuscito in 150 anni), Harcourt (“probabilmente la struttura più completa dai tempi del Capitale“), Grahl su New Left Review (invita al confronto con Marx). Il rischio, evocato attraverso Hume, era la sorte del Trattato sulla natura umana.

Punto 11. Il significato per la nuova sinistra. Per Chibber, l’opera permette all’economia marxista di dialogare con quella tradizionale a ogni livello di astrazione. Arriva all’inizio di una nuova era, la “Sinistra emergente”, la prima libera dal peso della Seconda e della Terza Internazionale, che dovrà ora “soppiantare i modelli, pur validi, profondamente imperfetti” di Hilferding, Lenin e Luxemburg. Le lezioni di Shaikh circolavano trascritte come “scritti clandestini” nell’URSS.

Punto 12. Il profilo morale. Intensità di lavoro, resistenza, dedizione a un programma di ricerca; rifiuto dell’identitarismo: Shaikh, intellettuale immigrato, non volle essere definito dal background sociale. Chibber lo prendeva in giro sulla possibilità di presentarsi come “economista postcoloniale”, ma l’idea gli era ripugnante.

5. Dizionario: persone, concetti, soggetti

Persone

  • Anwar Shaikh: economista marxista (Karachi 1945), autore di Capitalism: Competition, Conflict, Crises, formato a Princeton e Columbia.
  • Vivek Chibber: sociologo (NYU), direttore di Catalyst, autore dell’articolo.
  • Paul Sweezy, Paul Baran: Il capitale monopolistico, bersaglio della critica di Shaikh.
  • Josef Steindl: citato tra i sostenitori della tesi del monopolio.
  • Hilferding, Lenin, Rosa Luxemburg: origine della tradizione imperialismo-monopolio.
  • Smith, Ricardo, Marx: tradizione classica recuperata.
  • E. Ahmet Tonak: coautore di Measuring the Wealth of Nations (1994).
  • Howard Botwinick: studente, autore di Persistent Inequalities.
  • James K. Galbraith, Geoffrey Harcourt, John Grahl: recensori citati.
  • David Hume: evocato per il destino del Trattato.

Concetti

  • Concorrenza reale: lotta aggressiva tra imprese per quota di mercato e riduzione dei costi unitari, contrapposta alla “concorrenza perfetta”.
  • Capitale monopolistico: tesi del passaggio dal capitalismo competitivo al dominio dei monopoli.
  • Legge del valore / mobilità intersettoriale del capitale: fondamento della teoria dei prezzi di lungo periodo.
  • Price taker: la figura dell’impresa passiva della teoria dominante.
  • Operativizzazione delle categorie marxiste: tradurre le categorie di Marx in misure empiriche (conti nazionali).
  • Regolarità empiriche: il secolo di dati su cui si fonda la teoria.
  • Economia eterodossa / walrasiana: bersagli e alleati della critica.
  • Sinistra emergente: nuova generazione senza il peso delle Internazionali.

Soggetti

  • Economia marxista / eterodossa, Nuova Sinistra, Seconda e Terza Internazionale, partiti comunisti (maoisti e sovietici), comunità degli economisti, JacobinMag / Jacobin Italia, Catalyst.

6. Conclusione critica

Pregi. Il testo ricostruisce con chiarezza il nucleo teorico del progetto di Shaikh (concorrenza reale contro monopolio e concorrenza perfetta) e ne spiega la posta in gioco: se il monopolio sostituisce la concorrenza, la teoria del valore di Marx perde la base. La narrazione del progetto trentennale, del manoscritto e dell’accoglienza ha un valore documentario, e le notizie bibliografiche (Measuring the Wealth of Nations, Botwinick, le recensioni) sono utili punti di partenza.

Limiti.

  1. Genere celebrativo. “Il più importante dai tempi di Marx” e il paragone con il Capitale sono giudizi di valore sostenuti dalle recensioni di tre studiosi (Galbraith, Harcourt, Grahl), non da una valutazione critica. Non si cita nessuna obiezione al trattato.
  2. Esito dato per chiuso. La critica al capitale monopolistico è presentata come vinta (“con grande successo”). Ma la tradizione Baran-Sweezy-Magdoff e la rivista Monthly Review non l’hanno mai accettata come confutazione, e il testo non dà né dati né argomenti, solo la tesi che i fatti non corrispondano. La domanda resta aperta: quanto dei fenomeni di sovraccumulazione, assorbimento del surplus e finanziarizzazione resta spiegabile in un quadro di concorrenza reale?
  3. Conseguenze non discusse per l’imperialismo. Chibber dice che la nuova sinistra dovrà “soppiantare” Hilferding, Lenin e Luxemburg, ma non spiega che cosa accada alle teorie dell’imperialismo (basate sul capitale monopolistico e finanziario) e come la concorrenza reale le sostituisca. Per chi lavora sui testi di economia politica dell’imperialismo (come i due articoli schedati nelle scorse sessioni, Prashad e Barone) è la questione più importante e il testo la lascia sullo sfondo.
  4. Posizione dell’autore. Chibber, sociologo marxista critico dell’identitarismo e della teoria postcoloniale, usa il profilo di Shaikh anche per un’argomentazione politica (la “frivolezza” della sinistra culturale, l’esaurimento della Nuova Sinistra). La polemica, legittima, non è argomentata ma presupposta.
  5. Assenze. Nessun cenno ai punti più discussi del lavoro di Shaikh dentro il marxismo (rapporto valori-prezzi, caduta tendenziale del saggio di profitto, il metodo empirico dei conti nazionali), né alle critiche da parte di post-keynesiani e di altri marxisti. Sul programma di Shaikh il testo dà un quadro d’insieme, non un bilancio.
  6. Una nota di prudenza storica. L’attribuzione al marxismo del Novecento di un’unica matrice monopolistica (da Hilferding a Baran e Sweezy, passando per i partiti comunisti) semplifica correnti diverse. Hilferding, Lenin, Luxemburg e Sweezy hanno posizioni non identiche sul monopolio, e Luxemburg in particolare è lontana dalla teoria del monopolio in senso stretto.

Utilità per il lavoro editoriale. Il testo è utile come introduzione divulgativa a Shaikh e come contrappunto polemico alla tradizione Baran-Sweezy, il che lo rende un riferimento significativo per chi lavora sul volume su Sweezy. Come fonte teorica non basta: per una pubblicazione su 42rosso sarebbe opportuno affiancarlo a una voce della tradizione di Monthly Review e a una lettura diretta di Capitalism: Competition, Conflict, Crises.

Valutazione complessiva. Commemorazione efficace e informata, più rilevante come atto di riconoscimento e di posizionamento teorico che come analisi. Il merito principale è di rimettere al centro la questione monopolio contro concorrenza, che divide da mezzo secolo l’economia politica marxista. Il suo limite è dare la questione per risolta.