La principale lezione politica ricavata dalla vicenda di Hobsbawm è che una sconfitta storica non deve necessariamente tradursi in una ritirata permanente: può diventare il punto di partenza per una revisione critica della strategia politica.
La sinistra non può limitarsi a riproporre le forme organizzative e i soggetti sociali che hanno sostenuto le lotte del passato. Deve comprendere le trasformazioni della classe lavoratrice, riconoscere nuovi attori e conflitti e costruire alleanze capaci di tradurre interessi sociali frammentati in un progetto politico comune.
Questa tesi è presentata dall’autore attraverso la ricostruzione della traiettoria di Hobsbawm e la valutazione critica dei suoi limiti.
