La verità dei numeri per un’alternativa radicale: contrasto alla povertà e credibilità della proposta politica /Vincenzo Esposito

Sintesi dell’Intervento

  • Autore: Vincenzo Esposito
  • Titolo proposto per l’intervento: La verità dei numeri per un’alternativa radicale: contrasto alla povertà e credibilità della proposta politica

Punti chiave dell’intervento:

  1. La realtà materiale della povertà energetica: Partendo da un’indagine empirica sulle forniture di riscaldamento negli alloggi popolari (dove le temperature superavano i 16-17 °C solo a Natale e Pasqua), si evidenzia la condizione concreta dei “diseredati” del paese, da cui qualsiasi programma politico alternativo deve prioritariamente prendere le mosse.
  2. La “rivoluzione della verità dei numeri”: Contro la propaganda e la messaggistica populista e semplificatoria della destra, la coalizione alternativa deve fondare la propria proposta sulla rigorosa “verità dei numeri” (salari, spesa sanitaria sul PIL, edilizia residenziale pubblica, investimenti per il clima, taglio della spesa militare). I dati matematici e quantitativi costringono a fare i conti con la realtà e sono lo strumento per parlare al popolo dell’astensione.
  3. Proposte concrete, trasparenti e radicalmente alternative: L’alternativa alle destre si costruisce con misure immediate e misurabili, come avvenuto per il salario minimo (la cifra chiara di 9 €/ora). Analoghi obiettivi numerici e progressivi vanno definiti per:
    • Finanziamento della sanità pubblica e assunzioni di personale;
    • Stanziamenti statali in conto capitale per l’edilizia residenziale pubblica e sociale;
    • Riforma fiscale con aliquote nettamente progressive a tutela di lavoratori e pensionati.
  4. Il nodo dell’affidabilità della coalizione: Rimangono due grandi elementi critici per il successo del fronte progressista: la residua permeabilità a teorie neoliberiste in settori del centrosinistra e la scarsa credibilità/affidabilità dei soggetti politici chiamati a rappresentare ed eseguire questo programma.

 Testo dell’Intervento

Vincenzo Esposito — La verità dei numeri per un’alternativa radicale: contrasto alla povertà e credibilità della proposta politica

Qualche anno fa venne fatta un’indagine sul consumo effettivo per le forniture di elettricità e calore negli alloggi di edilizia residenziale pubblica e non. In alcuni alloggi campione — scelti per tipologia costruttiva ed epoca di costruzione — vennero installati, per l’intera durata del periodo inverno/primavera, dispositivi per misurare le temperature degli ambienti, oltre a raccogliere ed analizzare le bollette di luce e gas.

In uno degli alloggi così monitorati risultò una temperatura interna mai superiore a 16-17 gradi centigradi, con l’unica eccezione di due sole giornate in cui la temperatura era salita a valori superiori ai 18 gradi: verificammo che corrispondevano esattamente ai giorni di Natale e di Pasqua.

Questo è un chiaro esempio di cosa significhi il termine “povertà energetica”, ma più in generale rappresenta il reale significato della condizione di povertà a tutto tondo.

1. Rispondere ai bisogni primari dei diseredati

Sono convinto che la proposta dello schieramento alternativo al governo della destra della Meloni e di Salvini debba necessariamente partire da una chiarissima, rigorosa e credibile opzione per dare risposta ai bisogni primari dei diseredati del nostro paese: una chiara opzione di contrasto alla povertà.

L’esempio da cui sono partito rappresenta l’esatto opposto del modo di governare della destra, tutto incentrato sulla propaganda: comunicazione di messaggi semplici, di stampo populista, del tutto staccati dalla realtà vera.

2. La forza rivoluzionaria dei numeri

Sono convinto che lo schieramento alternativo alla destra debba utilizzare come principale strumento di comunicazione — e come sostanza della proposta — la verità dei numeri.

I numeri — siano essi riferiti alla povertà energetica, alla perdita costante del potere d’acquisto di salari e stipendi, al numero dei giovani effettivamente occupati, alla percentuale del PIL da destinare alla sanità e alla scuola pubblica, al diritto alla casa come bene comune, al cambiamento climatico fino alle risorse da sottrarre agli armamenti — non mentono mai.

I numeri sono lo strumento essenziale per descrivere la realtà e da cui occorre partire per modificarla laddove essa sia fatta di disuguaglianza intollerabile, diritti primari negati, sfruttamento e povertà. I numeri ci costringono a fare i conti con la realtà e ci aiutano a rendere credibile il messaggio da inviare agli elettori, in particolare a quelli che a votare non ci vanno più.

3. Parametri chiari per una proposta alternativa

La proposta del salario minimo è risultata efficace e chiara perché contiene un parametro preciso: il salario non può mai essere inferiore a 9 euro/ora.

Altrettanto chiare, e di comprensione immediata, devono essere le proposte che la coalizione alternativa deve mettere in campo su tutti gli altri ambiti:

  • Sanità pubblica: indicare con precisione la percentuale di PIL da destinare al settore e il numero certo di assunzioni di medici, infermieri e personale di supporto;
  • Diritto alla casa: definire lo stanziamento annuale in conto capitale dello Stato da destinare alle case popolari e all’edilizia residenziale sociale;
  • Riforma fiscale: stabilire aliquote chiaramente e inequivocabilmente progressive, per rimettere risorse reali nelle tasche di lavoratori e pensionati e consentire a liberi professionisti e imprese di contribuire in maniera equa e trasparente.

Nel mondo dei Trump e dei governi sovranisti, populisti e a tendenza autoritaria, la verità dei numeri è un elemento rivoluzionario.

Conclusione: le quattro caratteristiche del programma

Per costruire una proposta e un profilo di coalizione che risultino davvero alternativi al governo delle destre, la parola d’ordine deve essere la riconoscibilità. Ogni misura avanzata dovrebbe rispettare quattro criteri fondamentali:

  1. Basata su numeri di verità: accompagnata da dati e risorse certe;
  2. Radicalmente alternativa: chiaramente distinta dalle politiche della destra;
  3. Ancorata alla solidarietà: fondata sui principi della socialità e della redistribuzione;
  4. Concreta e credibile: misurabile nell’impatto reale sulla vita delle persone.

Rimangono purtroppo evidenti problemi di fondo: a partire dal profilo ideale e valoriale della coalizione, dove per anni si è fatta strada l’apertura a teorie neoliberiste che trovano poi nelle destre gli interpreti più naturali. Infine, occorre un tema di affidabilità personale e politica: chi si fa portatore della proposta deve essere ritenuto credibile dai cittadini, e questo rappresenta ad oggi un ulteriore snodo critico da risentire e risolvere.