M. Sommella su Sinistrainrete — Dal Mont Pèlerin alla Silicon Valley, il neoliberismo ha vinto come rivoluzione antropologica: ha trasformato il cittadino in consumatore, la verità in audience, la politica in marketing. Una strategia lunga decenni che ha svuotato la democrazia europea. Riconoscerlo è resistenza.
La rivoluzione neoliberista non è stata, prima di tutto, una rivoluzione economica: è stata una rivoluzione antropologica e comunicativa, pianificata e finanziata con cura dalle élite del capitale transatlantico a partire dal 1947, quando Hayek convocò sulla riva del lago di Ginevra i fondatori della Mont Pèlerin Society. Attraverso il Powell Memorandum, la Commissione Trilaterale, la conquista della televisione commerciale e infine del capitalismo della sorveglianza digitale, il progetto ha sostituito il cittadino con il consumatore, la verità con l’audience, la politica con il marketing. L’Europa, che possedeva una tradizione antropologica diversa — aristotelica, comunitaria, pedagogica — ne è stata colonizzata cognitivamente prima ancora che economicamente, per auto-mutilazione consapevole delle proprie élite. Arrestare questa marcia richiede un’operazione culturale simmetrica e di lungo periodo: think tank, scuole di formazione, media indipendenti, riconnessione alle tradizioni critiche che il pensiero unico ha provveduto a far dimenticare.
SINTESI BY CLAUDE 4/5/26
ANALISI SINTETICA PER PUNTI
- La tesi centrale — Il neoliberismo non è una dottrina economica spontanea ma un progetto pianificato di trasformazione antropologica e comunicativa, avviato nel 1947 con la Mont Pèlerin Society e ancora in corso.
- Le radici intellettuali — Hayek, Friedman e la Scuola di Chicago costruiscono la cornice teorica; il Cile di Pinochet è il primo laboratorio applicato, con la “terapia d’urto” imposta con la forza.
- La macchina del consenso — Il Powell Memorandum (1971) e il rapporto Trilaterale (1975) codificano la strategia: conquistare think tank, media, università, e ridurre la partecipazione democratica per rendere il sistema “governabile”.
- La rivoluzione televisiva italiana — Berlusconi anticipa di un decennio la sua discesa in campo politico costruendo l’infrastruttura mediatica: dalla tv locale al duopolio Rai-Fininvest, cambia la grammatica della percezione pubblica, frammentando e spettacolarizzando.
- McLuhan come chiave analitica — “Il medium è il messaggio” non è una metafora: i vincoli tecnici del mezzo determinano quali contenuti sono possibili. Un social “alternativo” con la stessa logica algoritmica non produce pensiero alternativo.
- Dall’audience ai big data — Internet eredita e radicalizza il modello televisivo: l’esperienza umana diventa materia prima estratta (Zuboff, Surveillance Capitalism). Cambridge Analytica non è un’eccezione ma il funzionamento normale del sistema applicato alla politica.
- Lippmann e Bernays — La fabbrica del consenso ha un secolo: il cittadino come “mandria sbalordita” (Lippmann), la propaganda come strumento essenziale della democrazia (Bernays). Le élite tecnocratiche europee ne sono i custodi aggiornati.
- I due Occidenti — L’etica calvinista (Weber) fonda un’antropologia americana in cui la ricchezza è segno di grazia e la disuguaglianza è teologicamente legittima. L’Europa aveva una tradizione diversa, aristotelica e comunitaria, che le sue stesse élite hanno smantellato.
- Il realismo capitalista — Fisher: dopo quarant’anni di neoliberismo è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo. Il populismo non è l’alternativa al pensiero unico, ne è la valvola di sfogo all’interno dello stesso perimetro ideologico.
- Il quadro 2025-2026 — La seconda amministrazione Trump integra esplicitamente capitale digitale e potere politico (Musk, DOGE, X). L’Europa regola senza costruire alternative proprie, restando subalterna.
- La proposta — Serve una ricostruzione culturale simmetrica e di lungo periodo: think tank, scuole di formazione, media indipendenti, riconnessione alla tradizione critica europea. La militanza paziente è l’unica risposta strutturale.
ELENCO CONCETTI CHIAVE
- Rottura epistemologica / ordine del discorso (Foucault)
- Mont Pèlerin Society (1947)
- Scuola austriaca / Scuola di Chicago
- Shock doctrine / terapia d’urto (Klein)
- Powell Memorandum (1971)
- Commissione Trilaterale / “eccesso di democrazia”
- Democrazia a bassa intensità
- TINA — There Is No Alternative (Thatcher)
- Duopolio Rai-Fininvest / televisione commerciale
- The medium is the message (McLuhan)
- Audience commodity (Smythe)
- Capitalismo della sorveglianza (Zuboff)
- Big data / profilazione psicografica (Kosinski)
- Cambridge Analytica
- Fabbrica del consenso / manufacture of consent (Lippmann-Chomsky)
- Propaganda / pubbliche relazioni (Bernays)
- Etica protestante e spirito del capitalismo (Weber)
- Industria culturale / pseudo-individuo (Adorno-Horkheimer)
- Realismo capitalista (Fisher)
- Egemonia culturale (Gramsci)
- Omologazione antropologica (Pasolini)
- Deep state / complesso militare-digitale
- Oligarchia tecno-imperiale (Silicon Valley)
- Digital Services Act / AI Act / GDPR
- Capitale culturale e politico progressista
FONTE
La marcia inarrestabile del neoliberismo di Mario Sommella
Pubblicato su Sinistra in rete
Mario Sommella pubblica su https://mariosommella.wordpress.com
ANALISI by ChatGPT 4-9-26
Ho letto integralmente il testo di Mario Sommella e, per questa analisi, considero il testo di Sommella come fonte primaria, distinguendo le sue tesi dalle ricostruzioni storiche e teoriche che utilizza. La pagina di Sinistrainrete indica pubblicazione il 3 maggio 2026 e creazione il 29 aprile 2026. (Sinistra in Rete)
Mario Sommella — La marcia inarrestabile del neoliberismo
Testo integrale su Sinistrainrete
1. Scheda bibliografica
Autore: Mario Sommella
Titolo: La marcia inarrestabile del neoliberismo
Sottotitolo: Dal Mont Pèlerin al capitalismo della sorveglianza: comunicazione, mercato e la lenta erosione della democrazia europea
Fonte: Sinistrainrete
Data di pubblicazione: 3 maggio 2026
Data di creazione: 29 aprile 2026
Genere: saggio politico-culturale / critica del neoliberismo / teoria dei media e della comunicazione / critica della democrazia contemporanea. (Sinistra in Rete)
Collocazione tematica primaria
Neoliberismo → egemonia culturale → trasformazione antropologica → media → capitalismo della sorveglianza → concentrazione del potere → erosione della democrazia.
2. FOCUS / SUBJECT
Occhiello
Il neoliberismo viene interpretato non soltanto come trasformazione dell’ordine economico, ma come una lunga rivoluzione politico-culturale, mediatica e antropologica che, dalla costruzione intellettuale del Mont Pèlerin alla televisione commerciale e alle piattaforme digitali, ha progressivamente trasformato il cittadino in consumatore, l’opinione pubblica in audience e la partecipazione democratica in comportamento profilato e governabile.
Subject
Storia e trasformazione del neoliberismo come progetto politico-culturale; egemonia ideologica; privatizzazione dei media; capitalismo dell’attenzione e della sorveglianza; trasformazione antropologica del soggetto; erosione della democrazia; oligarchia tecno-finanziaria.
La tesi qualificante è esplicita: secondo Sommella la rivoluzione neoliberista non è stata anzitutto una rivoluzione economica, ma “antropologica e comunicativa”. (Sinistra in Rete)
3. TESI CENTRALE
La struttura fondamentale del saggio può essere sintetizzata così:
neoliberismo economico
↓
egemonia culturale
↓
trasformazione dei media
↓
trasformazione del soggetto sociale
↓
mercificazione dell’informazione e dell’attenzione
↓
profilazione e sorveglianza digitale
↓
concentrazione del potere comunicativo
↓
riduzione dell’autonomia politica del cittadino
↓
erosione della democrazia.
La tesi, quindi, è più ampia di una critica alla deregolamentazione o alla privatizzazione.
Sommella sostiene che il neoliberismo abbia modificato le condizioni cognitive attraverso cui gli individui percepiscono la realtà sociale e politica.
4. UNA PRECISAZIONE METODOLOGICA IMPORTANTE
Questo è un punto che, per l’archivio di 42rosso, ritengo particolarmente importante.
Il saggio contiene almeno tre livelli differenti:
A. Ricostruzione storica
Per esempio:
- Mont Pèlerin;
- Powell Memorandum;
- Commissione Trilaterale;
- Thatcher;
- Reagan;
- Berlusconi;
- nascita della televisione commerciale;
- sviluppo di Internet;
- Cambridge Analytica.
B. Interpretazione teorica
Per esempio:
- neoliberismo come rivoluzione antropologica;
- media come infrastrutture del potere;
- capitalismo della sorveglianza;
- audience commodity;
- colonizzazione cognitiva;
- capitalismo digitale;
- oligarchia tecno-imperiale.
C. Giudizio politico
Per esempio:
- “democrazie a bassa intensità”;
- “auto-mutilazione” delle élite europee;
- “deep state”;
- “colonia” europea;
- Trumpismo come radicalizzazione autoritaria del neoliberismo.
Questi tre livelli non devono essere confusi nell’indicizzazione.
5. LA PERIODIZZAZIONE PROPOSTA DA SOMMELLA
Uno degli aspetti più interessanti del testo è la costruzione di una storia lunga del neoliberismo.
Sommella rifiuta l’idea che esso inizi semplicemente con Thatcher nel 1979.
Propone una periodizzazione:
1947
Mont Pèlerin Society
→ costruzione intellettuale.
1971
Powell Memorandum
→ organizzazione politico-culturale del capitale.
1973
golpe cileno
→ sperimentazione autoritaria.
1975
Trilateral Commission
→ problema della “governabilità” democratica.
1979–1981
Thatcher / Reagan
→ conquista del potere statale.
1970–1990
Berlusconi e televisione commerciale
→ trasformazione dell’ambiente comunicativo italiano.
1990–2000
Internet
→ prima promessa di democratizzazione.
2001–2003
Google / data extraction
→ nascita del capitalismo della sorveglianza nella lettura di Zuboff.
2016
Trump / Brexit / Cambridge Analytica
→ uso politico della profilazione.
2025–2026
Trump 2.0 / Musk / Silicon Valley
→ convergenza tra capitale digitale e potere politico.
Questa periodizzazione è uno dei contributi più forti del saggio.
6. MONT PÈLERIN: IL NEOLIBERISMO COME PROGETTO
Il primo passaggio è la Mont Pèlerin Society.
Sommella insiste sul fatto che il neoliberismo non sarebbe comparso spontaneamente come risposta economica alla crisi degli anni Settanta.
Sarebbe stato invece il risultato di una costruzione intellettuale pluridecennale.
Tra i protagonisti:
- Friedrich Hayek;
- Ludwig von Mises;
- Milton Friedman;
- Karl Popper;
- George Stigler;
- Frank Knight.
La tesi interpretativa è:
prima della conquista del potere politico vi fu la costruzione di un’infrastruttura intellettuale capace di ridefinire ciò che appariva politicamente ed economicamente possibile.
Questo è un punto fortemente gramsciano, anche se applicato alla storia della destra neoliberale.
7. IL POWELL MEMORANDUM
Il secondo momento è il Powell Memorandum del 1971.
Sommella lo interpreta come il passaggio dalla teoria alla costruzione organizzata dell’egemonia.
La strategia comprende:
- think tank;
- università;
- formazione giuridica;
- tribunali;
- media;
- lobbying.
Il punto teorico non è semplicemente che “le imprese fecero lobbying”.
È che il capitale avrebbe costruito una infrastruttura permanente di produzione ideologica. (Sinistra in Rete)
Questa parte si presta molto bene a essere collegata nel thesaurus 42rosso a:
egemonia → intellettuali organici → think tank → lobbying → produzione del consenso → politica pubblica.
8. LA COMMISSIONE TRILATERALE E LA «CRISI DELLA DEMOCRAZIA»
Il rapporto del 1975 The Crisis of Democracy assume nel saggio un’importanza particolare.
Sommella legge il problema della “governabilità” come sintomo della trasformazione del rapporto tra:
democrazia di massa
e
governo delle élite.
La sua interpretazione è che il neoliberismo si sviluppi parallelamente a una riduzione della capacità delle masse di incidere sulle decisioni politiche.
Questo diventa:
partecipazione → eccesso di domanda sociale → ingovernabilità → riduzione della partecipazione → tecnocrazia.
È qui che il saggio comincia a saldare economia politica e teoria della democrazia.
9. THATCHER, REAGAN, BERLUSCONI
Il passaggio decisivo è la trasformazione del progetto in potere politico e comunicativo.
Sommella costruisce una triade:
Thatcher → Reagan → Berlusconi.
Thatcher:
→ neoliberismo politico britannico.
Reagan:
→ neoliberismo statunitense.
Berlusconi:
→ versione italiana della fusione tra:
capitale + televisione + politica + personalizzazione.
La parte su Berlusconi è particolarmente importante perché introduce il tema della televisione come infrastruttura di trasformazione antropologica, non soltanto come strumento di propaganda. (Sinistra in Rete)
10. BERLUSCONI COME FENOMENO MEDIATICO
La ricostruzione del caso italiano comprende:
- liberalizzazione televisiva;
- crescita di Fininvest;
- Canale 5;
- Italia 1;
- Rete 4;
- intervento del governo Craxi;
- Legge Mammì;
- referendum del 1995.
Ma la vera tesi di Sommella non riguarda la storia societaria di Fininvest.
È questa:
la televisione commerciale modifica la struttura della percezione.
La televisione pubblica viene rappresentata come:
formazione del cittadino
mentre quella commerciale come:
formazione del consumatore.
È qui che compare una delle categorie più importanti del saggio:
cittadino → consumatore.
11. MCLUHAN: IL MEDIUM È IL MESSAGGIO
Questa è probabilmente la cerniera teorica centrale dell’articolo.
Sommella recupera Marshall McLuhan e la formula:
“the medium is the message”.
Ma la interpreta in senso forte.
Il medium non sarebbe semplicemente un contenitore neutrale.
La sua struttura tecnica:
→ determina quali messaggi possono circolare;
→ determina la forma della comunicazione;
→ influenza la percezione;
→ condiziona il comportamento.
Da qui la critica a Ugo Mattei: creare un “social alternativo” non sarebbe sufficiente se si conserva la stessa architettura del social commerciale. (Sinistra in Rete)
12. UN PASSAGGIO TEORICO MOLTO IMPORTANTE
Sommella compie qui un passaggio che merita attenzione critica:
proprietà del medium ≠ struttura del medium.
Un social posseduto da:
Meta
e un social posseduto da:
un’organizzazione progressista
potrebbero mantenere la stessa logica se entrambi funzionano attraverso:
- feed algoritmico;
- like;
- viralità;
- pubblicità;
- profilazione;
- economia dell’attenzione.
Quindi:
cambiare il proprietario non equivale necessariamente a cambiare il modo di produzione comunicativo.
Questo è un punto teoricamente molto interessante anche per la tua linea di ricerca sull’AI e sulle infrastrutture digitali.
13. DALL’AUDIENCE COMMODITY AL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA
Il passaggio successivo è costruito attraverso Dallas Smythe e Shoshana Zuboff.
Televisione
spettatore → audience → merce
Piattaforma digitale
utente → dati → profilo → previsione → prodotto commerciale.
Sommella usa il concetto di audience commodity per mostrare che la mercificazione del pubblico precede Internet. (Sinistra in Rete)
Con il capitalismo della sorveglianza, però, la capacità estrattiva diventa molto maggiore.
Non si vende più semplicemente l’attenzione di un pubblico.
Si raccolgono:
- comportamenti;
- preferenze;
- relazioni;
- dati;
- tracce digitali.
E questi dati vengono utilizzati per costruire modelli predittivi.
14. DAL PREVEDERE AL MODIFICARE
Qui Sommella attribuisce al capitalismo della sorveglianza un salto qualitativo.
La vecchia pubblicità:
osserva → segmenta → convince.
Il capitalismo digitale:
osserva → profila → predice → orienta → modifica il comportamento.
Quindi il potere economico diventa contemporaneamente:
potere cognitivo + potere comportamentale.
È probabilmente la formulazione più importante del saggio sul rapporto tra capitalismo e tecnologia.
15. CAMBRIDGE ANALYTICA
Il caso Cambridge Analytica viene utilizzato come dimostrazione politica della tesi precedente.
La sequenza è:
dati personali
→ profilazione psicografica
→ microtargeting
→ comunicazione politica personalizzata
→ manipolazione/indirizzamento del comportamento elettorale.
Sommella interpreta il caso non come semplice “abuso” individuale, ma come rivelazione di una capacità strutturale delle piattaforme. (Sinistra in Rete)
Questa è una distinzione teoricamente importante:
eccezione
versus
funzionamento ordinario dell’infrastruttura.
16. LIPPMANN E BERnAYS
Il saggio torna quindi al primo Novecento.
Walter Lippmann
Problema:
la massa non possiede necessariamente le competenze per governare una società complessa.
Da qui:
esperti → produzione del consenso → opinione pubblica governata.
Edward Bernays
Introduce la fusione tra:
pubblicità
e
propaganda politica.
Sommella utilizza entrambi per sostenere una tesi genealogica:
la gestione commerciale del desiderio e la gestione politica dell’opinione sono storicamente contigue.
17. IL CONCETTO DI «FABBRICA DEL CONSENSO»
Qui il riferimento a Chomsky è esplicito.
La formula:
manufacturing consent
consente a Sommella di unire:
- pubblicità;
- media;
- propaganda;
- opinione pubblica;
- capitalismo;
- politica.
È uno dei nodi semantici centrali dell’articolo.
18. LA TESI ANTROPOLOGICA
Il passaggio più ambizioso del saggio è quello antropologico.
Secondo Sommella il neoliberismo produce una trasformazione:
Prima
cittadino
→ soggetto politico
→ appartenenza
→ partito
→ sindacato
→ cultura
→ partecipazione.
Dopo
consumatore-utente
→ preferenza
→ audience
→ brand
→ individualizzazione
→ profilazione
→ comportamento.
Questa trasformazione costituisce il vero significato di:
“rivoluzione antropologica”.
19. WEBER E LA SPECIFICITÀ AMERICANA
Sommella inserisce poi Max Weber e L’etica protestante e lo spirito del capitalismo.
La tesi è che esista una differenza culturale profonda tra:
Europa
e
Stati Uniti.
Attribuisce alla cultura americana:
- individualismo;
- imprenditorialità;
- valorizzazione della ricchezza;
- etica puritana;
- culto dell’efficienza.
L’Europa viene invece associata alla tradizione:
- aristotelica;
- civica;
- comunitaria;
- culturale;
- pedagogica.
Ma qui emerge una delle debolezze teoriche del saggio.
La contrapposizione Europa comunitaria / America individualistica è molto schematica.
È una costruzione interpretativa, non una descrizione storica neutrale.
L’Europa ha conosciuto:
- capitalismo;
- colonialismo;
- imperialismo;
- autoritarismo;
- individualizzazione;
- mercificazione.
E gli Stati Uniti hanno sviluppato anche:
- movimenti collettivi;
- sindacalismo;
- welfare;
- tradizioni repubblicane;
- forme di partecipazione democratica.
Pertanto questa parte deve essere indicizzata come interpretazione antropologico-culturale, non come fatto storico acquisito.
20. ADORNO, HORKHEIMER E FISHER
Qui Sommella costruisce un’altra importante genealogia:
Scuola di Francoforte
→ industria culturale
→ pseudo-individuo
→ consumo culturale
↓
Mark Fisher
→ capitalismo come orizzonte apparentemente insuperabile.
Il concetto di Fisher:
Capitalist Realism
serve a spiegare il risultato ultimo della trasformazione culturale.
Il neoliberismo non ha bisogno soltanto di convincere gli individui che il capitalismo è giusto.
Deve convincerli che:
non esiste un’alternativa reale.
21. IL POPULISMO COME VALVOLA DI SICUREZZA
Questa è una delle tesi politiche più forti del saggio.
Sommella sostiene che il populismo contemporaneo non rompa necessariamente il neoliberismo.
Può funzionare invece come:
sfogo emotivo interno al sistema.
Da qui la sua interpretazione di:
- Trump;
- Salvini;
- Meloni;
- Le Pen;
- Milei;
- Bolsonaro.
Secondo Sommella essi radicalizzano il neoliberismo in forma:
autoritaria + nazionalista/razzializzata.
Questa è però una tesi interpretativa, non una classificazione universalmente condivisa.
22. TRUMP 2.0: IL PASSAGGIO ALL’OLIGARCHIA TECNO-IMPERIALE
L’ultimo aggiornamento del saggio porta l’analisi al 2025–2026.
Sommella individua una convergenza:
Silicon Valley
capitale finanziario
apparato statale
potere esecutivo
infrastruttura digitale.
Il caso Trump–Musk è utilizzato come paradigma.
La categoria proposta è:
oligarchia tecno-imperiale.
23. EUROPA: REGOLARE SENZA PRODURRE
Questa parte è particolarmente interessante.
Sommella riconosce che l’UE ha sviluppato:
- GDPR;
- Digital Services Act;
- Digital Markets Act;
- AI Act.
Ma sostiene che la regolazione non sia sufficiente.
La sua formula è:
regolare le piattaforme americane equivale a tassare il monopolio invece di romperlo.
Il problema individuato è la dipendenza infrastrutturale.
L’Europa regolamenta:
ma non possiede sufficientemente:
- piattaforme;
- cloud;
- modelli linguistici;
- infrastrutture digitali.
Questa parte collega il saggio direttamente al tema del digital imperialism.
24. LA DIMENSIONE GEOPOLITICA
Nel finale il neoliberismo viene collegato alla subordinazione geopolitica europea.
Sommella associa:
dipendenza tecnologica
dipendenza militare
atlantismo
sanzioni
riarmo
→
subalternità europea.
Qui il saggio si allontana dalla semplice critica del neoliberismo economico e assume una prospettiva anti-imperialista.
25. LA TESI CONCLUSIVA
La conclusione è coerente con l’intero impianto.
Se la destra neoliberale ha costruito la propria egemonia nell’arco di circa settant’anni, la sinistra non può rispondere soltanto attraverso:
- campagne elettorali;
- candidati;
- comunicazione occasionale;
- fact-checking;
- nuovi social.
Occorre costruire una infrastruttura culturale alternativa:
- think tank;
- scuole politiche;
- riviste;
- case editrici;
- media indipendenti;
- formazione;
- radicamento territoriale;
- elaborazione programmatica.
Qui il riferimento a Gramsci diventa particolarmente evidente.
26. STRUTTURA LOGICA DEL SAGGIO
La ricostruzione complessiva può essere rappresentata così:
MONT PÈLERIN
│
↓
costruzione intellettuale
del neoliberismo
│
↓
POWELL MEMORANDUM
│
↓
organizzazione dell'egemonia
│
↓
TRILATERALE
│
↓
riduzione della partecipazione
│
↓
THATCHER / REAGAN
│
↓
conquista dello Stato
│
↓
BERLUSCONI / TV COMMERCIALE
│
↓
trasformazione del cittadino
in consumatore
│
↓
MCLUHAN
│
↓
trasformazione della struttura
della comunicazione
│
↓
AUDIENCE COMMODITY
│
↓
BIG DATA
│
↓
SORVEGLIANZA
│
↓
CAMBRIDGE ANALYTICA
│
↓
MICROTARGETING POLITICO
│
↓
TRUMP / POPULISMO
│
↓
CAPITALE DIGITALE
+
POTERE POLITICO
│
↓
OLIGARCHIA TECNO-IMPERIALE
│
↓
EROSIONE DELLA DEMOCRAZIA
27. IL MODELLO CAUSALE DI SOMMELLA
La tesi può essere ulteriormente condensata in quattro trasformazioni:
1. Trasformazione economica
Stato sociale → mercato
2. Trasformazione politica
cittadino → elettore-consumatore
3. Trasformazione mediatica
servizio pubblico → industria dell’attenzione
4. Trasformazione digitale
utente → dato → profilo → oggetto di previsione/manipolazione.
Questa quadripartizione potrebbe essere molto utile nel sistema di classificazione di 42rosso.
28. CONCETTI FOCALI
Primari
- Neoliberismo
- Egemonia
- Egemonia culturale
- Ideologia
- Produzione del consenso
- Democrazia
- Erosione democratica
- Mercificazione
- Media
- Industria culturale
- Televisione commerciale
- Economia dell’attenzione
- Audience commodity
- Big data
- Capitalismo della sorveglianza
- Profilazione
- Microtargeting
- Piattaforme digitali
- Potere algoritmico
- Capitale digitale
- Oligarchia tecno-finanziaria
- Tecnocrazia
- Imperialismo digitale
- Subalternità europea.
Secondari
- Mont Pèlerin
- Powell Memorandum
- Commissione Trilaterale
- Thatcher
- Reagan
- Berlusconi
- Trump
- Musk
- Zuckerberg
- Silicon Valley
- Cambridge Analytica
- Meta
- X
- AI
- cloud
- social network.
29. AUTHORITY FILE
Autori teorici fondamentali
- Friedrich Hayek
- Ludwig von Mises
- Milton Friedman
- Karl Popper
- Lewis F. Powell Jr.
- Michel Crozier
- Samuel Huntington
- Joji Watanuki
- Marshall McLuhan
- Dallas Smythe
- Shoshana Zuboff
- Walter Lippmann
- Edward Bernays
- Noam Chomsky
- Max Weber
- Theodor W. Adorno
- Max Horkheimer
- Mark Fisher
- Antonio Gramsci.
Autori richiamati nell’orizzonte politico
- David Harvey
- Wolfgang Streeck
- Naomi Klein
- Yanis Varoufakis
- Alessandro Somma
- Vladimiro Giacché.
30. RETE SEMANTICA
Per il progetto di 42rosso, questo testo può essere trasformato in un nodo centrale di una rete:
NEOLIBERISMO
│
┌──────────────┼──────────────┐
↓ ↓ ↓
ECONOMIA POLITICA CULTURA
│ │ │
mercato tecnocrazia media
privatizzazione elitismo TV
deregolazione governance pubblicità
│ │ │
└──────────────┼──────────────┘
↓
EGEMONIA
│
↓
INDUSTRIA CULTURALE
│
↓
AUDIENCE COMMODITY
│
↓
CAPITALISMO DIGITALE
│
↓
CAPITALISMO SORVEGLIANZA
│
┌───────────┴───────────┐
↓ ↓
PROFILAZIONE ALGORITMI
│ │
└───────────┬───────────┘
↓
POTERE COMPORTAMENTALE
│
↓
POLITICA DIGITALE
│
↓
TRUMPISMO
│
↓
OLIGARCHIA TECNO-IMPERIALE
31. TESAURO: RELAZIONI DA REGISTRARE
Suggerirei di codificare soprattutto queste relazioni:
Neoliberismo
→ utilizza → egemonia culturale
Neoliberismo
→ promuove → mercificazione
Neoliberismo
→ riduce → partecipazione politica
Capitale
→ finanzia → think tank
Think tank
→ producono → ideologia
Media commerciali
→ producono → audience commodity
Audience commodity
→ precede → capitalismo della sorveglianza
Capitalismo della sorveglianza
→ estrae → dati comportamentali
Dati comportamentali
→ consentono → profilazione
Profilazione
→ consente → microtargeting
Microtargeting
→ può essere utilizzato per → manipolazione politica
Piattaforme digitali
→ concentrano → potere comunicativo
Capitale digitale
→ si integra con → potere politico
Neoliberismo
→ produce/rafforza → individualizzazione
Individualizzazione
→ trasforma → cittadino in consumatore
Dipendenza tecnologica
→ rafforza → subalternità geopolitica.
32. VALUTAZIONE CRITICA
Punti di forza
1. Il neoliberismo viene correttamente spostato dal solo terreno economico
È il pregio principale.
Il saggio mostra che il neoliberismo deve essere studiato anche come:
progetto culturale + istituzionale + comunicativo + antropologico.
2. Ottimo raccordo tra vecchi e nuovi media
La sequenza:
televisione → Internet → social → big data
è ben costruita.
3. Interessante il concetto di infrastruttura comunicativa
La tesi che non basti cambiare il proprietario della piattaforma, ma occorra modificare l’architettura tecnica e sociale del medium, è una delle parti più originali.
4. Buona integrazione tra capitalismo della sorveglianza e politica
Zuboff e Cambridge Analytica vengono utilizzati per superare una concezione puramente commerciale della raccolta dati.
5. Il finale è coerente con la premessa gramsciana
Se il neoliberismo è stato costruito attraverso una lunga guerra culturale, l’alternativa richiede anch’essa una strategia egemonica di lungo periodo.
33. DEBOLEZZE E CAUTELE
Qui farei una distinzione abbastanza netta rispetto alla qualità complessiva del saggio.
A. Rischio di una concezione troppo intenzionalistica
Sommella presenta il neoliberismo come un progetto estremamente coerente, pianificato e perseguito dalle élite lungo quasi ottant’anni.
Questo è in parte documentabile per singoli episodi — Mont Pèlerin, Powell, think tank, lobbying — ma il passaggio da:
esistenza di strategie coordinate
a
esistenza di un unico progetto storico coerente
è più problematico.
Il neoliberismo è anche il risultato di:
- crisi economiche;
- conflitti di classe;
- trasformazioni tecnologiche;
- mutamenti geopolitici;
- ristrutturazione produttiva;
- finanziarizzazione;
- trasformazione del lavoro;
- decisioni istituzionali contingenti.
Quindi il modello migliore sarebbe:
strategia delle élite + dinamiche strutturali + contingenza storica.
B. Mont Pèlerin ≠ neoliberismo unitario
Hayek, Mises, Friedman e gli altri non costituiscono una scuola perfettamente omogenea.
Esistono differenze importanti tra:
- ordoliberalismo;
- neoliberismo austriaco;
- Chicago School;
- public choice;
- monetarismo;
- neoliberalismo politico.
Sommella tende a comprimere queste differenze dentro una genealogia unitaria.
Per l’indicizzazione 42rosso suggerisco pertanto di registrare:
“genealogia interpretativa del neoliberismo”
piuttosto che:
“origine unica del neoliberismo”.
C. Cile e «terapia d’urto»
La relazione tra Chicago Boys, Pinochet e neoliberismo è storicamente importante, ma la formula secondo cui la terapia economica sarebbe stata semplicemente “imposta” da Friedman richiede maggiore precisione storica.
Esistono:
- attori cileni;
- istituzioni statali;
- conflitti interni;
- evoluzione della politica economica;
- differenze tra le proposte iniziali e le politiche effettivamente implementate.
Quindi anche qui:
influenza teorica ≠ controllo diretto.
D. La teoria dei media tende al determinismo tecnologico
Questo è forse il limite teorico più importante.
Sommella usa McLuhan per sostenere che la struttura del medium determina fortemente la comunicazione.
Ma c’è una tensione:
se il medium determina in larga misura il comportamento, quanto spazio rimane per conflitto sociale, appropriazione collettiva e uso alternativo della tecnologia?
La risposta di Sommella è implicita: bisogna costruire un altro medium.
Ma questa soluzione richiederebbe un’analisi più approfondita di:
- proprietà;
- governance;
- algoritmi;
- finanziamento;
- infrastruttura;
- lavoro digitale;
- interoperabilità;
- regolazione.
34. IL PUNTO PIÙ INTERESSANTE PER 42ROSSO
A mio giudizio il vero valore del testo emerge se lo si collega ai tuoi altri nuclei di ricerca.
Sommella consente di costruire un ponte:
Baran-Sweezy
concentrazione del capitale
↓
Sweezy-Magdoff
finanziarizzazione
↓
capitalismo neoliberale
privatizzazione + deregolazione
↓
capitalismo digitale
piattaforme + monopolio
↓
capitalismo della sorveglianza
estrazione dei dati
↓
AI
previsione + automazione + controllo
↓
oligarchia tecno-finanziaria.
Questa connessione non è esplicitamente formulata da Sommella, ma è una conseguenza interpretativa molto fertile del suo impianto.
35. COLLEGAMENTO CON GLI ALTRI ARTICOLI DI 42ROSSO
Per la tua rete semantica vedo almeno cinque collegamenti particolarmente forti.
Sommella ↔ Akrawi
capitalismo digitale → potere delle piattaforme → AI → conflitto politico.
Sommella ↔ Bellofiore/Vertova
neoliberismo → trasformazione del rapporto Stato/mercato → crisi della democrazia → nuove forme di governo.
Sommella ↔ Clark/Foster
capitalismo → trasformazione strutturale → crisi sistemica → autoritarismo.
Sommella ↔ Volpi
concentrazione del capitale → Big Tech → finanziarizzazione → potere economico.
Sommella ↔ Sweezy/Baran
monopolio → concentrazione → potere economico → trasformazione delle istituzioni sociali.
Questo rende l’articolo molto utile non come semplice “articolo sul neoliberismo”, ma come nodo di connessione tra economia politica, teoria dell’egemonia, media e capitalismo digitale.
36. GIUDIZIO FINALE
Rilevanza per 42rosso: ALTA.
Ma lo classificherei in modo più preciso come:
saggio interpretativo sulla trasformazione culturale, comunicativa e antropologica del neoliberismo, più che come studio di economia politica in senso stretto.
La sua tesi fondamentale può essere condensata in una formula:
Il neoliberismo non si limita a privatizzare l’economia: privatizza progressivamente le condizioni attraverso cui gli individui formano desideri, opinioni e rappresentazioni della realtà.
Da qui deriva il percorso:
mercato → media → audience → consumo → dati → profilazione → comportamento → politica.
Ed è proprio questo che rende il testo interessante per il tuo archivio: il suo oggetto profondo non è semplicemente “il neoliberismo”, ma la trasformazione del rapporto fra capitale, comunicazione e soggettività.
Collocazione archivistica consigliata
Nodo primario:NEOLIBERISMO
Nodi secondari:EGEMONIA CULTURALE · MEDIA · INDUSTRIA CULTURALE · CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA · PIATTAFORME DIGITALI · CAPITALE DIGITALE · DEMOCRAZIA · TECNOCRAZIA · PROPAGANDA · PRODUZIONE DEL CONSENSO · TRASFORMAZIONE ANTROPOLOGICA · IMPERIALISMO DIGITALE.
Nodo relazionale particolarmente importante:
CITTADINO → CONSUMATORE → UTENTE → DATO → PROFILO → SOGGETTO PREDICIBILE
Questa sequenza, a mio avviso, è la vera chiave semantica del saggio.
